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Servo di Dio Melchior Marion de Bresillac Vescovo e Fondatore

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Castelnaudary, Carcassonne, 2 dicembre 1813 - Freetown, Sierra Leone, 25 giugno 1859

Missionario francese andato e vissuto in India. Diventato vescovo, ritorna in patria e, dopo aver fondato una comunità di missionari, la Società delle Missioni Africane, riparte per la missione in Africa, nella Sierra Leone, dove muore per malattia nel 1859 dopo appena quaranta giorni dal suo arrivo a Freetown, la capitale. “Le vie di Dio sono impenetrabili, adoriamole e sottomettiamoci”, egli aveva affermato pochi giorni prima di morire. Nella sua vita si era trovato varie volte coinvolto in avvenimenti di cui avrebbe scoperto il senso solo dopo, nella preghiera e nell’ascolto del Signore e, spesso, dopo parecchia sofferenza.



Sacerdote per la vita
Melchior de Marion Brésillac nasce il 2 dicembre 1813 a Castelnaudary, diocesi di Carcassonne, nel sud della Francia. Proviene da una famiglia nobile. Entra in seminario nel 1832 ed è ordinato sacerdote nel 1838. Svolge il ministero pastorale nella parrocchia di san Michele a Castelnaudary. E’ contento del suo sacerdozio, dei propri confratelli preti e della sua attività ma percepisce sempre più forte la chiamata del Signore a donarsi per la vita alle missioni, come si diceva in quel tempo. Egli compie un discernimento lungo e approfondito e decide di diventare missionario presso l’istituto delle Missioni Estere di Parigi. Supera alcune resistenze da parte del proprio vescovo e, con molta sofferenza e fermezza, quella di suo padre e giunge a Parigi nel giugno del 1841. Si prepara alla missione per nove mesi ed è destinato al vicariato apostolico di Pondichéry nel sud dell’India.

Missionario in India
Padre Melchior de Brésillac giunge in India il 24 giugno 1842. Terminato un tempo di formazione sul luogo, egli è nominato alla missione di Salem. Dopo pochi mesi, diventa superiore del seminario di Pondichéry. Il 4 ottobre 1846 è ordinato vescovo titolare di Prusa e incaricato della provincia di Coimbatore di cui diventerà il primo vicario apostolico. Si trova nella più grande povertà di personale e di mezzi ma si dedica secondo le sue forze alla cura pastorale dei cristiani, aiuta i poveri, è molto attento ai malati e ai numerosi disoccupati vittime delle leggi del commercio imposte dagli inglesi. S’impegna con forza e coraggio nella formazione del clero locale pur incontrando notevoli difficoltà.
Sul piano pastorale la situazione della missione in India è complicata dalla divisione della popolazione in caste e dal comportamento che i missionari dovevano assumere verso le tradizioni e i riti locali.
Il vescovo de Brésillac desiderava maggiore chiarezza: la situazione esistente costituiva un grave problema per la sua coscienza. Non era facile, infatti, conciliare l’osservanza delle norme provenienti dalla Santa Sede con il desiderio di tolleranza che si faceva sentire da parte dei fedeli. Questa difficoltà, unita ad alcuni conflitti personali locali conduce il nostro vicario apostolico a dimettersi dall’incarico e a rientrare in Europa. Era rimasto in India circa dodici anni.
Il Papa Pio IX accoglie le sue dimissioni nel marzo del 1855 ma Mons. de Brésillac vuole continuare l’impegno missionario e si rende disponibile per i popoli più abbandonati dell’Africa.
Nel 1856 egli presenta alla Santa Sede un progetto per l’apertura di una missione nel Dahomey, l’attuale Benin. L’offerta è presa in considerazione ma si chiede a Mons. de Brésillac di costituire una congregazione di missionari. L’8 dicembre 1856, nel santuario di Nostra Signora di Fourvière di Lione egli, insieme a sei compagni, consacra alla Madonna il nuovo istituto, la Società delle Missioni Africane (SMA). Nello spazio di circa tre anni il fondatore visita in Francia quasi un centinaio di diocesi alla ricerca di personale e di mezzi finanziari. Nel 1858, la Santa Sede affida alla SMA il nuovo vicariato apostolico di Sierra Leone e Mons. de Brésillac ne diventa il titolare.

Fondatore di una comunità missionaria per l’Africa
Nel novembre del 1858 due sacerdoti e un fratello della SMA giungono in Sierra Leone. Il vescovo e altri due missionari li raggiungono il 14 maggio 1859.
In quel periodo a Freetown imperversa una grave epidemia di febbre gialla che miete molte vittime, specie tra gli Europei. I nostri missionari ne sono colpiti e uno alla volta muoiono nello spazio di pochi giorni. Colpito dal male, Mons. de Brésillac muore il 25 giugno 1859. La Sierra Leone rimane di nuovo senza missionari.
A Lione, sede della SMA, i pochi che erano rimasti decidono di continuare, nonostante la tragedia. Nel 1861 le partenze dei missionari riprendono per continuare fino a oggi. Circa 4000 missionari hanno fatto parte dell’Istituto che attualmente è composto da circa 900 membri provenienti da vari paesi dell’Europa, dell’America, dell’Asia e dell’Africa. Essi lavorano in 17 paesi africani. La SMA è una società di vita apostolica composta da sacerdoti e da fratelli coadiuvati da gruppi di laici associati.
“Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo, se invece muore produce molto frutto” (Gv 12, 24).

Le risoluzioni che Mons. Melchior de Brésillac aveva formulato prima di partire missionario in India:
1.    Essere missionario dal profondo del cuore.
2.    Non trascurare nulla per far progredire l’opera di Dio.
3.    Cogliere tute le occasioni per annunciare la Parola di Dio
4.    Impiegare tutti i mezzi, tutte le forze, tutto l’impegno per contribuire alla formazione del clero locale.

 


Autore:
P. Bruno Semplicio, Postulatore

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Aggiunto/modificato il 2013-02-06

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