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Devozione della Divina Misericordia

Prima domenica dopo Pasqua

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Dal 2001, per decisione di papa Giovanni Paolo II, la domenica successiva alla Pasqua è la festa della Divina Misericordia. È stato il compimento di una richiesta fatta da Gesù stesso, in una apparizione alla mistica polacca Faustina Kowalska nel 1931.
Papa Wojtyla, oltre a proclamare santa suor Faustina, stabilì anche che a questa festa fosse associata la medesima indulgenza che caratterizza gli Anni santi. Dunque, chi oggi partecipa alla Messa, si confessa, riceve la comunione e recita una preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice ottiene la totale remissione delle pene connesse ai propri peccati.
La preghiera più nota, fra quelle legate alla devozione della Divina Misericordia, è la Coroncina che Gesù comunicò a suor Faustina il 13 settembre 1935, insieme con una preziosa assicurazione: «Per la recita di questa Coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno. Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte».
Gesù le dettagliò anche le modalità con cui dirla per nove giorni di seguito – anche se ormai i devoti hanno la consuetudine della quotidianità – utilizzando una normale corona del Rosario: «Prima reciterai il Padre nostro, l’Ave Maria e il Credo. Poi sui grani del Padre nostro dirai le parole seguenti: Eterno Padre, io ti offro il corpo e il sangue, l’anima e la divinità del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero. Sui grani delle Ave Maria dirai le parole seguenti: Per la sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero. Infine reciterai tre volte queste parole: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi pietà di noi e del mondo intero».
Un’altra devozione è connessa con l’ora esatta in cui il Redentore spirò sulla croce: «Alle tre del pomeriggio implora la mia misericordia, specialmente per i peccatori, e sia pure per un breve momento immergiti nella mia passione, particolarmente nel mio abbandono al momento della morte. In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che mi prega per la mia passione».


Autore:
Saverio Gaeta

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Aggiunto il 2014-04-23

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