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Beato Enrico Webley Martire

28 agosto

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Gloucester, Inghilterra, circa 1558 – Mile End Green, Londra, 28 agosto 1588

Henry Webley venne arrestato presso il porto di Chichester nel 1586 e condannato per aver assistito il sacerdote William Dean. Con lui subì il martirio per impiccagione a Mile End Green, presso Londra, il 28 agosto 1588, a trent’anni circa. È stato beatificato il 22 novembre 1987.

Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beati Guglielmo Dean, sacerdote, e sette compagni, martiri, che, sotto la regina Elisabetta I, nello stesso giorno, ma in diversi luoghi della città o nelle vicinanze, per il regno di Dio subirono il martirio con l’impiccagione.


Henry Webley nacque a Gloucester intorno al 1558. Probabilmente era parente di Thomas Webley, anche lui di Gloucester, che patì il martirio al Tyburn di Londra il 6 luglio 1585.
Non sappiamo nulla della sua vita fino all’aprile 1586, quando venne arrestato con quattro compagni. Vennero catturati mentre si stavano imbarcando per la Francia, presso il porto di Chichester. Dopo l’arresto, Webley venne accusato di aver aiutato un sacerdote, William Dean, che operava a Londra.
I cinque prigionieri vennero interrogati dal sindaco di Chichester prima di venire inviati a Londra, per essere giudicati dal Consiglio Privato di Sua Maestà. Vennero quindi internati nella prigione di Marshalsea, dove Webley avrebbe trascorso i successivi due anni. Nelle liste dei prigionieri dell’epoca, è classificato tra i “ricusanti” e i “prigionieri per motivi religiosi”. Una spia, Nicholas Berden, lo descrisse come «né ricco né saggio, ma molto astuto». Tra gli incartamenti inviati da Berden a Sir Francis Walsingham, Segretario di Stato, c’erano elenchi sia di nomi di sacerdoti nelle prigioni londinesi, sia di laici. Una di queste conteneva cinque nomi, segnalati come “Gentiluomini benestanti” e “inviare a Wisbech”. Wisbech era un carcere nel Cambridgeshire dove le misure erano più blande per i prigionieri ricchi. Webley, non essendolo, non avrebbe potuto pagare per trattamenti più lievi dietro le sbarre.
Nell’agosto 1588, l’anno della sconfitta dell’Invincibile Armata spagnola, John Pickering, avvocato che lavorava per la Corona, stilò un elenco di prigionieri cattolici, inserendo il nome di Webley tra coloro da condannare per alto tradimento, in base allo Statuto del 1585, che comprendeva coloro che ospitassero o aiutassero sacerdoti inglesi che avevano ricevuto l’ordinazione all’estero.
Dopo il nome di Webley sono riportati due commenti: “Prendere la parte della R[egina]”, barrato, e “Rifiutare perdono”. La cancellazione del primo commento significa che a Webley fu posta la cosiddetta “bloody question”, ossia come si sarebbe comportato in caso di un’invasione da parte del Papa per ristabilire il cattolicesimo in Inghilterra, ma lui rispose che non avrebbe sostenuto la Regina. L’altro commento, “Rifiutare perdono”, indica che gli era stata offerta la grazia, ma a condizione che abiurasse, e lui non lo fece.
Henry Webley venne processato nel carcere di Newgate a Londra il 26 agosto 1588, in un gruppo di sedici cattolici, membri del clero e del laicato. Di costoro, tre ritrattarono, gli altri vennero condannati al patibolo: quattro, compreso Webley, alla sola impiccagione, mentre i restanti sarebbero stati appesi al cappio e squartati.
Al mattino del 28 agosto Webley e due sacerdoti, William Gunter e William Dean, vennero prelevati da Newgate per essere condotti, su di un carretto, a Mile End Green, presso Londra. Giunti al luogo dell’esecuzione, i martiri non poterono parlare alla folla: quando padre Dean provò a farlo, gli venne ficcato in bocca un pezzo di stoffa. William Gunter venne successivamente condotto a Holywell Fields, presso il distretto londinese di Shoreditch, dove incontrò la medesima sorte degli altri due, che morirono, si racconta, «con grande costanza e gioia». Dopo la loro morte, accanto al patibolo venne montata la guardia, per evitare che qualcuno prelevasse i cadaveri per seppellirli o prendesse almeno qualche reliquia.
Il nome di Henry Webley faceva già parte dell’elenco dei primi potenziali martiri inclusi nel processo ordinario del 1874 e venne inserito tra i duecentoquarantuno la cui causa venne introdotta nel 1886. La sua causa venne riesaminata nel processo apostolico degli anni 1923-’26, ma incontrò delle obiezioni, col tempo superate. In questo modo, poté essere beatificato insieme ad altri ottantaquattro martiri il 22 novembre 1987.
Anche se beatificati in date diverse, William Dean, William Gunter, Robert Morton, Thomas Holford, James Claxton, Thomas Felton, Henry Webley e Hugh More sono ricordati dal Martirologio Romano il 28 agosto.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2014-05-03

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