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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Francesca Teresa (Leonia Martin) Condividi su Facebook Twitter

Serva di Dio Francesca Teresa (Leonia Martin) Visitandina, sorella di S.Teresa di Gesł Bambino

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3 giugno 1863 - 16 giugno 1941


È la sorella “difficile” di Santa Teresa di Lisieux (o “di Gesù Bambino”, se preferiamo), la meno dotata e la più problematica in assoluto, quella che maggiormente ha faticato a trovare la sua strada. E proprio per lei, quasi in concomitanza con l’annuncio della canonizzazione dei suoi genitori (che molto probabilmente si terrà in ottobre, nel contesto del Sinodo sulla famiglia), è stata avviata ufficialmente la causa di beatificazione: una prova ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che Dio è capacissimo di scrivere diritto sulle righe storte degli uomini. Tutto questo, si badi bene, non per voler portare sugli altari tutta la famiglia Martin, ma grazie ad una devozione popolare e spontanea, che fa accorrere devoti sulla sua tomba nel monastero di Caen, dove, dicono, si verificano anche grazie non comuni, soprattutto di ordine spirituale.
Nata ad Alençon il 3 giugno 1863, cresce con la sua fragile salute: a 18 mesi arriva sull’orlo della tomba, soffre di una specie di pertosse cronica, poi del morbillo con violente convulsioni; di tanto in tanto, un eczema purulento le ricopre tutto il corpo. Di carattere molto instabile, è maldestra, irrequieta ed intellettualmente molto indietro. In parole povere, è la disperazione della famiglia e soprattutto mamma Zelia soffre moltissimo per questa figlia così diversa dalle altre. La sua mancanza di equilibrio psichico aumenta con l’età e anche le suore Visitandine si rifiutano di tenerla in collegio a Le Mans, per i danni che provoca e per la sua allergia ad ogni regola. Si scoprirà poi che questa bambina “caratteriale” ha sofferto tantissimo per la morte di una sorellina di cinque anni, è punita regolarmente ad ogni mancanza con pesanti punizioni corporali dalla sua baby sitter e, sempre da questa, si vede negare un rapporto sereno e affettuoso con la mamma.
Malgrado questa, con le sue arti pedagogiche e un’infinita pazienza, cerchi di far breccia su quella figlia “speciale”, che lascia però orfana ad appena 14 anni, quando cioè maggiormente avrebbe bisogno della guida materna. Eppure, se a questa bambina si chiede cosa vuol fare da grande, sempre risponde che vuole diventare una suora “vera”, un aggettivo che per lei equivale a “santa”, ma, a parte mamma, nessuno è disposto a scommettere che ci possa riuscire. Gli inizi, infatti, non sono incoraggianti: di testa sua entra a 23 anni dalle Clarisse di Alençon, ma non vi resta che un paio di mesi; l’anno successivo fa un tentativo presso le Visitandine di Caen, ma vi resiste non più di 6 mesi.  Ritorna a Lisieux e, mentre la sorella minore Teresa entra  a 15 anni nelle Carmelitane, lei dedica il suo tempo a visitare ed assistere poveri, malati e moribondi.  Un secondo tentativo presso la Visitazione di Caen a trent’anni non è più fortunato dei precedenti: questa volta se ne esce dopo un paio d’anni, durante i quali ha fatto anche la vestizione.
Papà nel frattempo è morto e tutte le sorelle sono in convento: così sono gli zii materni ad ospitarla a Lisieux, mentre, quasi senza accorgersene, Teresa diventa la sua maestra spirituale, forgiandone il carattere e facendole acquistare la pace interiore negli incontri in parlatorio e con le lettere che le scrive dal convento, nell’ultima delle quali le assicura che riuscirà a realizzare il suo sogno di essere suora Visitandina. Teresa muore nel 1897 e l’anno successivo viene pubblicata la Storia di un’anima, nella cui lettura lei si immerge, lasciandosi plasmare dalla spiritualità semplice e a portata di mano della “piccola via” tracciata da sua sorella. Tutto concorre a donarle quella stabilità e serenità che le consentono a 35 anni suonati di bussare una terza volta al monastero della Visitazione, dove inspiegabilmente viene accolta, malgrado le precedenti esperienze negative.
Leonia Martin, la “povera Leonia” come veniva chiamata in famiglia, diventata suor Francesca Teresa, ha finalmente trovato la sua pace nell’abbandono e nella fiducia in Dio. L’unica a vacillare continuamente è la sua salute, sempre fragile e cagionevole, con il solito eczema che la “riveste di un cilicio dalla testa ai piedi, con pruriti che mi impediscono di chiuder occhio” e con un’infinità di malanni che nel 1930 la portano di nuovo sull’orlo della tomba. Non muore subito: vive fino al 16 giugno 1941, in un progressivo declino, sempre dolcemente abbandonata in Dio. Era stata la prima a stupirsi che la Chiesa avesse canonizzato sua sorella Teresa: chissà cosa dice, ora che è il suo turno!


Autore:
Gianpiero Pettiti

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Aggiunto il 2015-06-19

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