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Giovanni Massoglia Religioso

Testimoni

San Martino Canavese, Torino, 18 settembre 1852- Torino, 14 dicembre 1915


Giovanni Massoglia, primo “fratello laico” giuseppino del Murialdo, nacque a San Martino Canavese il 18 settembre 1852. Di lui scrisse il venerabile Eugenio Reffo, cofondatore della Pia Società di San Giuseppe e braccio destro del grande apostolo dei giovani, san Leonardo.
Giovanni fu tra i “pionieri” di un’opera educativa, il Collegio Artigianelli, ancora oggi riferimento per l’educazione cristiana e l’istruzione professionale di tanti giovani, in particolare di modesta estrazione sociale. Il 18 gennaio 1869, quando aveva sedici anni, il Giornale degli Artigianelli dava una notizia che lo riguardava in prima persona: il pittore Enrico Reffo, fratello di Eugenio, impartiva la sua prima lezione di pittura presso il laboratorio del Collegio a due allievi: erano Giovanni Massoglia (studente-maestro) e Filippo Broccardo (capolaboratorio dei falegnami). Giovanni entrò nella Congregazione fondata dal Murialdo, neppure due mesi dopo la sua istituzione, il 4 maggio 1873. Scrisse don Reffo nel suo opuscolo “Florilegio giuseppino, memorie di alcuni confratelli della Pia Società di S. Giuseppe morti in concetto di segnalata virtù” a proposito del Massoglia: “fu valente artista e ad un tempo religioso esemplare, ricordava quei Monaci antichi, che nel silenzio e nascondimento del loro Chiostro, poco curanti del mondo e delle sue inezie, e in compenso dal mondo quasi ignorati, congiungendo il lavoro alla preghiera, lasciarono all’ammirazione dei posteri, monumenti insigni di pittura, scultura, intarsio e architettura”. Il suo “chiostro” fu il Collegio degli Artigianelli dove visse per cinquant’anni. Don Reffo aggiunge che fu anche “architetto e meccanico” e il suo operato si distinse per “operosità, pazienza, costanza, umile povertà ed abnegazione”. Scrupoloso nell’assistere ogni giorno alla santa Messa e alle pratiche religiose, fu maestro credibile di molti giovani, gettando quelle fondamenta che sarebbero state utili nella loro vita fuori dal Collegio.
Gioviale di carattere, dalla conversazione piacevole, l’attività artistica del Massoglia davvero non conobbe soste. Sovente realizzava le sue opere dal disegno alla completa finitura. Maneggiava denaro, ma era ben attento a dare sempre tutto ai superiori. “Ingegnere” autodidatta, dai libri apprese le leggi della fisica, mettendole in pratica con la realizzazione di opere per certi versi ardite, tanto da suscitare la comune ammirazione. Utilizzava con perizia diverse qualità di marmo, utilizzava strumenti di cui era egli stesso ideatore. All’occorenza era anche organaro.
Molteplici furono le sue realizzazioni. Nel 1897 a Volvera si ampliò il fabbricato dell’Istituto San Giuseppe, sede del noviziato della congregazione. L’edificio, “semplice ed elegante” si costruì su disegni del Massoglia. Nel Collegio Artigianelli fu opera sua il progetto per il nuovo teatro (inaugurato nel 1913). Nella cappella dell’Immacolata realizzò il busto di don Giovanni Cocchi, iniziamente presso la tomba del Cimitero Monumentale, e il disegno per l’altare di marmo inaugurato nel 1916, per il 50° di messa di don Reffo. Giovanni Massoglia aveva incontrato la “morte dei giusti” il 14 dicembre 1915.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2016-01-29

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