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Beato Francesco Maria Greco Sacerdote e fondatore

13 gennaio

Acri, Cosenza, 26 luglio 1857 13 gennaio 1931

Francesco Maria Greco nacque ad Acri in provincia di Cosenza il 26 luglio 1857. Vincendo le resistenze del padre, che sperava di fargli ereditare la professione di farmacista, decise di diventare sacerdote. Dopo l’ordinazione, avvenuta il 17 dicembre 1881, completò gli studi di teologia a Napoli. Nel settembre 1887 divenne parroco della chiesa di San Nicola di Bari ad Acri e l’anno successivo fu nominato arciprete. Da subito s’impegnò nell’organizzazione della catechesi, aiutato dalla sorella Maria Teresa, che morì non molto tempo dopo, e da altre ragazze, tra le quali spiccava Raffaella De Vincenti, che le subentrò alla guida e fu la prima consacrata delle suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori col nome di suor Maria Teresa dei Sacri Cuori (per la quale è in corso il processo di beatificazione). Persuaso che è «educando alla fede che si educa alla vita», monsignor Greco guidò le suore al servizio verso i poveri dell’altopiano della Sila e in numerose altre opere, sorte tutte dalla sua intensa preghiera. Morì ad Acri il 13 gennaio 1931. È stato beatificato il 21 maggio 2016 nello stadio di Cosenza. La sua memoria liturgica, per la diocesi di Cosenza-Bisignano e per le Piccole Operaie dei Sacri Cuori, è il 13 gennaio, giorno della sua nascita al cielo. I suoi resti mortali riposano dal 1961 nella chiesa di San Francesco di Paola ad Atri, annessa alla Casa madre, in un loculo alla destra dell’altare maggiore, accanto a quelli di madre Maria Teresa dei Sacri Cuori.



I primi anni
Francesco Maria Greco nacque ad Acri, piccolo paese in provincia di Cosenza, il 26 luglio 1857, e fu battezzato due giorni dopo nella parrocchia di Santa Chiara ad Acri. Era il primo dei cinque figlio di Raffaele Greco, farmacista, e Concetta Pancaro. La madre fu la sua prima educatrice nella fede, mentre un fratello di lei, don Luigi Pancaro, parroco di Acri, lo seguì negli studi. Francesco Maria conseguì la licenza ginnasiale a Cosenza il 31 luglio 1874, poi si trasferì a Napoli per frequentare il liceo.

Una vocazione contrastata
Suo padre, molto religioso come la moglie, sperava di fargli ereditare la propria professione, ma lui maturò una scelta diversa: non gli studi per diventare farmacista, ma quelli per essere sacerdote. Dopo aver lungamente pregato ai piedi della Madonna nel santuario di Pompei, si risolse con determinazione per quella via.
Il 14 gennaio 1877 indossò quindi l’abito talare nella chiesa di San Nicola da Tolentino a Napoli ed entrò nel pensionato tenuto dal parroco del luogo, don Luigi Marigliano, per poter frequentare da esterno il liceo arcivescovile: era stato infatti ammesso dall’arcivescovo di Napoli nella Congregazione dei Chierici forestieri.
Il 9 dicembre 1880 fu ospite dei padri Cappuccini di Acri per prepararsi a ricevere il diaconato, che gli fu conferito il 17 dello stesso mese dal vescovo di San Marco Argentano, monsignor Livio Parladore. L’ordinazione presbiterale, invece, avvenne dopo un anno, il 17 dicembre 1881, sempre ad Acri, per mano di monsignor Filippo De Simone, già vescovo di Nicotera-Tropea.
Il 7 settembre 1889, a Napoli, don Francesco conseguì il Dottorato in Sacra Teologia, realizzando una delle sue aspirazioni: non solo essere prete, ma “prete istruito”, per compiere al meglio il proprio ministero. Un primo evento che contribuì a dare al suo sacerdozio una diversa direzione fu l’epidemia di colera esplosa a Napoli nel 1884. Affiancando don Marigliano, si prodigò nell’assistenza medica e spirituale agli ammalati, rischiando il contagio in prima persona.

Parroco e organizzatore della Scuola Catechistica
Il 10 settembre 1887, don Francesco Maria divenne parroco della parrocchia di San Nicola di Bari ad Acri e l’anno successivo fu nominato arciprete, ottenendo il titolo di monsignore. Il contatto con gli effettivi bisogni della sua gente gli suggerì di cominciare dall’istruzione religiosa, in una terra dove anche quella culturale scarseggiava: basti pensare, ad esempio, che le ragazze difficilmente potevano uscire di casa da sole.
Monsignor Greco, quindi, organizzò una Scuola Catechistica a partire dalla più tenera età: divise bambini e bambine per fasce di età e per classi, ciascuna delle quali era affidata a ragazze particolarmente motivate. Il nome che aveva dato a quell’associazione di catechiste era “Figlie dei Sacri Cuori”, in quanto sin da diacono aveva mostrato una profonda devozione verso il Cuore di Gesù e verso quello della Vergine Maria.

Gli inizi delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori
Il 13 ottobre 1889 ottenne dal suo vescovo, Monsignor Stanislao De Luca, una lettera di approvazione dell’associazione. Tuttavia, dopo pochi mesi dall’apertura, morì la responsabile, sua sorella Maria Teresa. Monsignor Greco pensò dunque di affidare la direzione della scuola alla vice-responsabile, Raffaella De Vincenti, la quale da tempo desiderava consacrarsi a Dio, ma era stata impedita dai familiari.
Il 21 novembre del 1894, festa della purificazione della Beata Vergine al Tempio, l’arciprete accolse i suoi voti evangelici di castità, povertà, obbedienza. Ricevendo l’abito religioso, Raffaella cambiò il nome in suor Maria Teresa dei Sacri Cuori, proprio in memoria della prima responsabile dell’associazione.
Altre giovani seguirono il suo esempio, tanto che non si parlava più di una semplice associazione, ma di un istituto religioso. Da “Figlie dei Sacri Cuori” cambiarono denominazione in “Piccole Operaie dei Sacri Cuori”, anche se monsignor Greco le definiva informalmente “Piccole Manovali”, perché col loro operato contribuivano all’edificazione del Regno di Dio nell’insegnamento della catechesi e nel servizio ai più bisognosi.

L’istituto si espande
La prima comunità religiosa vera e propria si stabilì nel 1898 nella casa che il padre di suor Maria Teresa, che era già la superiora, le aveva donato: quella fu la “Casa culla” delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori. La Casa madre, invece, fu individuata nel convento dei Frati Minimi che sorgeva dall’altra parte di Acri, dopo i necessari interventi di restauro.
Intanto le suore crescevano di numero: monsignor Greco e madre Maria Teresa si occuparono della loro formazione, mandandone due a compiere il tirocinio nel noviziato di Acireale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre inviarono altre a Napoli e a Roma. Ad Acri, intanto, sorgevano man mano varie attività: il noviziato, una scuola d’infanzia, un collegio per alunne che frequentavano le scuole cittadine. Su tutte spicca l’ospedale “Charitas”, il primo del paese, attivo fino agli anni ’60 del secolo scorso.
La prima casa filiale fuori Acri fu, nel 1911, il Ricovero Umberto I a Cosenza, un ospizio provinciale per anziani, infermi e poveri, uomini e donne. Un significativo e originale campo di apostolato si aprì il 26 ottobre del 1917, quando le suore furono inviate a San Demetrio Corone, uno dei paesi italo-albanesi dove si segue il rito greco-bizantino. Per l’occasione, monsignor Greco fece compilare un catechismo liturgico del rito bizantino ad uso dell’Istituto delle Piccole Operaie. Quanto alle filiali fuori regione, la prima fu a Napoli nel 1929.

La spiritualità e la morte
Monsignor Greco, oltre ad aver risvegliato la vita religiosa ad Acri, fu accompagnatore del vescovo nella visita pastorale alla diocesi di San Marco-Bisignano, oggi divisa in due. Alla base della sua vita sacerdotale pose un’intensa e prolungata preghiera, spesso notturna, davanti all’Eucaristia: «Sono davanti a Gesù Sacramentato chiuso nel Santo ciborio; quanta pace si sperimenta nel silenzio della notte ai piedi del Maestro!», lasciò scritto.
Era sicuro che la fecondità dell’azione apostolica, sua e in generale, dipendesse dal rapporto intimo e profondo con Gesù e Maria: per questo s’impegnò a «vivere intensamente per amore dei Sacri Cuori e per farLi amare e conoscere dai fratelli». Con una frase sintetica, contenuta nelle sue lettere, espresse così il suo progetto basato sulla catechesi: è «educando alla fede che si educa alla vita».
Ormai anziano, morì ad Acri il 13 gennaio 1931; era stato superiore dell’istituto da lui fondato per 35 anni. Madre Maria Teresa dei Sacri Cuori lo seguì il 23 novembre 1936.

La causa di beatificazione
Dato che la sua buona fama non sembrava venir meno col passare del tempo, fu avviato il suo processo di beatificazione. La fase informativa diocesana si svolse nell’attuale diocesi di Cosenza-Bisignano dall’8 dicembre 1957 al 31 ottobre 1977. I suoi resti mortali, insieme a quelli di madre Maria Teresa dei Sacri Cuori (anche per lei è stato aperto il processo, attualmente in fase romana), sono stati traslati nella chiesa di San Francesco di Paola ad Atri, annessa alla Casa madre, il 22 maggio 1961. Due giorni dopo, in seguito alla regolare ricognizione canonica, entrambi i corpi sono stati tumulati in due loculi nel presbiterio della chiesa, sulla destra dell’altare.
La Congregazione per le Cause dei Santi ha quindi emesso il decreto sugli scritti il 23 maggio 1981 e ha convalidato il processo informativo il 16 febbraio 1990. La “positio super virtutibus” è stata trasmessa a Roma nel 1994.
Sia i consultori teologi, il 2 dicembre 2003, sia i cardinali e vescovi membri della Congregazione per le Cause dei Santi si sono espressi favorevolmente circa l’esercizio in grado eroico delle virtù cristiane da parte di monsignor Greco. Il 19 aprile 2004 il Papa san Giovanni Paolo II ha quindi autorizzato la promulgazione del decreto che lo dichiarava Venerabile.

Il miracolo e la beatificazione
Come presunto miracolo per ottenere la beatificazione è stato preso in esame il caso di una donna, Nina Pancaro, di Altomonte in provincia di Cosenza. Era affetta da una malattia grave per cui fu necessaria un’operazione chirurgica, a seguito della quale lei entrò in coma. Dopo pochi giorni si risvegliò guarita e rivelò ai medici e ai familiari di aver fatto un sogno: un sacerdote, che si era presentato come Francesco Maria Greco, le aveva garantito una pronta guarigione. Quando le fu mostrato un santino del Venerabile, Nina riconobbe in lui il prete del sogno.
L’inchiesta diocesana sull’asserito miracolo fu conclusa nella diocesi di Cosenza-Bisignano il 17 novembre 2011 e venne convalidata il 1° giugno 2012. La Consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi ha dato parere favorevole circa l’inspiegabilità del fatto il 21 maggio 2015, confermato dai consultori teologi il 10 settembre dello stesso anno e dai cardinali e vescovi membri della Congregazione.
Il 21 gennaio 2016 papa Francesco ha quindi autorizzato la promulgazione del decreto che riconosceva la guarigione di Nina Pancaro come miracolosa e ottenuta per intercessione del Venerabile Francesco Maria Greco, aprendo la strada per la beatificazione. Il rito si è svolto il 21 maggio 2016, nello stadio San Vito – Marulla di Cosenza, che già nel 2011 aveva ospitato la beatificazione di madre Elena Aiello. La sua memoria liturgica, per la diocesi di Cosenza-Bisignano e per le Piccole Operaie dei Sacri Cuori, è stata fissata al 13 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

Le Piccole Operaie dei Sacri Cuori oggi
A poco meno di dieci anni dalla morte del fondatore e a sette da quella della confondatrice, le Piccole Operaie dei Sacri Cuori sbarcarono negli Stati Uniti d’America, prima tappa di un’espansione all’estero che oggi conta case anche in Albania e in Argentina. Nel 1954 la Casa generalizia, con il noviziato annesso e lo iuniorato, venne trasferita da Acri a Roma.
L’istituto aveva avuto l’approvazione diocesana il 17 febbraio 1902. Il 22 dicembre 1931 ricevette la prima approvazione “ad experimentum”, confermata con l’approvazione pontificia il 7 luglio 1940. Le sue caratteristiche specifiche sono la speciale consacrazione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, l’evangelizzazione specialmente in forma di catechesi e il servizio di carità come fonte di un’autentica promozione umana.
Nel 1993 è stata ripresa l’ammissione di aggregati laici, esattamente come le prime catechiste che furono il nucleo delle suore. Ad essi sono accomunati, nello stesso intento delle religiose, i Giovani Piccoli Operai (in sigla GiPO).


Autore:
Emilia Flocchini


Note:
Per approfondire: www.beatofmgreco.it

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Aggiunto/modificato il 2016-05-21

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