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Beato Domenico Malaj Sacerdote e martire

12 maggio

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Dushkul, Albania, 16 novembre 1917 Scutari, Albania, 12 maggio 1959

Don Dedë Malaj, sacerdote della diocesi di Scutari, cercò di far arrivare in Vaticano la documentazione, da lui raccolta, sulla persecuzione religiosa messa in atto dal regime comunista. Fu però arrestato, processato e condannato alla fucilazione, benché qualcuno dei suoi parrocchiani, chiamati a partecipare alla giuria popolare, si fosse mostrato contrario. Venne quindi fucilato sulla riva del lago di Scutari il 12 maggio 1959. Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi, è stato beatificato a Scutari il 5 novembre 2016.



Il secondo periodo della persecuzione comunista in Albania viene fissato dagli studiosi dal 1951 al 1960. In quegli anni il dittatore Enver Hoxha interruppe le relazioni diplomatiche con la Jugoslavia di Tito, accusandola di mire espansionistiche sull’Albania, e si avvicinò al comunismo sovietico.
Da Mosca arrivò, poco dopo, l’ordine di emanare delle leggi meno restrittive per la Chiesa cattolica: il 30 luglio 1951 venne firmato un accordo tra Stato e Chiesa, ma il testo prevedeva che la seconda non avesse più alcun rapporto con il Papa. Chi si ribellò a quelle norme finì, ben presto, in prigione.
Una nuova tattica messa in atto in questo secondo periodo prevedeva i processi del popolo, aperti al pubblico per incutere terrore e scoraggiare chi volesse ribellarsi. A volte capitava che gli stessi fedeli dei sacerdoti accusati dovessero pronunciarsi per condannarli. Accadde ad esempio a don Dedë Malaj.
Ordinato sacerdote nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio a Gjenacan, nel 1941, aveva esercitato il ministero a Velipoje, Samrish, Obot e infine a Dajc. Dopo aver raccolto parecchie testimonianze sugli arresti, sulle condanne e sulle persecuzioni subite dagli altri cattolici, cercò di farle arrivare in Vaticano, approfittando della vicinanza di Dajç alla frontiera con il Montenegro.
Fu però arrestato e sottoposto a processo. Del tribunale popolare facevano parte molti dei suoi parrocchiani: uno di essi, Anton Preçi, si rifiutò di votare a favore della sua condanna a morte e, pertanto, venne inviato in un campo di concentramento.
Don Dedë, invece, venne fucilato il 12 maggio 1959 presso la riva del lago di Scutari; aveva 42 anni. I suoi resti mortali hanno ricevuto onorata sepoltura il 10 ottobre 1991, poco prima della ripresa del culto pubblico in Albania.
Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi, è stato beatificato a Scutari il 5 novembre 2016.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2016-11-16

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