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Beato Giovanni Battista Malo Sacerdote e martire

28 marzo

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La Grigonnais, Francia, 2 giugno 1899 – Yên Hội, Vietnam, 28 marzo 1954

Padre Jean-Baptiste Malo, dell’Istituto delle Missioni Estere di Parigi, fu inizialmente inviato in Cina, a Lanlong, ma ne venne espulso nel 1951. L’anno seguente era già nella sua nuova missione a Thakhek, nel Laos. A causa dell’avanzata dei guerriglieri comunisti, fu costretto dall’esercito francese a lasciare la missione insieme ai confratelli. Il 15 febbraio 1954, mentre tornava indietro con loro, cadde in un’imboscata. Morì di stenti ancor prima di raggiungere il campo di rieducazione dove lui e compagni erano stati destinati; era il 28 marzo 1954. Inserito nel gruppo di quindici martiri capeggiato dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên, è stato beatificato l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos.



Jean-Baptiste Malo nacque il 2 giugno 1899 a La Grigonnais, nella diocesi di Nantes in Francia. Crebbe a Vay, in una famiglia di piccoli contadini. Entrò nel Seminario dell’Istituto delle Missioni Estere di Parigi a 29 anni; per l’epoca, era una vocazione adulta.
Ordinato sacerdote il 1° luglio 1934, fu inviato in missione a Lanlong, in una regione di montagna tra le province di Guizhou, Guangxi e Yunnan. Nonostante le difficoltà e restando sempre all’erta, padre Malo visitava le sue comunità cristiane e fondava scuole: spesso era il primo sacerdote che gli abitanti vedevano da oltre vent’anni.
Nella primavera del 1951 arrivarono le truppe comuniste: venne quindi arrestato e imprigionato, poi, dopo un processo sommario, espulso dalla Cina. Benché stanco e malato, il 27 novembre 1952 raggiunse il suo nuovo campo di apostolato: la missione di Thakhek, nel Laos.
Nel Natale 1953, le truppe dei guerriglieri avanzavano sempre di più nella regione. L’esercito francese costrinse quindi i missionari a evacuare la zona, rifugiandosi a Pakse, nel sud del Paese. Mentre tornavano indietro, il 15 febbraio 1954, piombarono in un’imboscata. Insieme al prefetto apostolico monsignor Jean Arnaud, ad altri due confratelli e a una religiosa, padre Malo affrontò alcuni interrogatori.
In seguito, il gruppo venne condotto a piedi verso un campo di rieducazione nei pressi di Vinh, nel Vietnam, distante un centinaio di chilometri. Padre Malo, che stava sempre peggio, non poteva digerire il riso che costituiva l’unico pasto quotidiano dei prigionieri, né venne curato o poté riposare: morì quindi di stenti il 28 marzo 1954, offrendo a Dio la propria vita.
Venne sepolto la notte seguente sulle rive del fiume Ngàn Sau, nella provincia vietnamita di Hà Tĩnh. I cristiani di quella regione isolata, che avevano notato le operazioni di sepoltura, hanno sorvegliato la tomba e custodito il suo ricordo fino ad oggi.
Padre Jean-Baptiste Malo è stato inserito in un elenco di quindici tra sacerdoti, diocesani e missionari, e laici, uccisi tra Laos e Vietnam negli anni 1954-1970 e capeggiati dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên. La fase diocesana del loro processo di beatificazione, ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 18 gennaio 2008, si è svolta a Nantes (di cui, come già detto, padre Malo era originario) dal 10 giugno 2008 al 27 febbraio 2010, supportata da una commissione storica.
A partire dalla fase romana, ovvero dal 13 ottobre 2012, la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso che la loro “Positio super martyrio”, consegnata nel 2014, venisse coordinata, poi studiata, congiuntamente a quella di padre Mario Borzaga, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e del catechista Paul Thoj Xyooj (la cui fase diocesana si era svolta a Trento).
Il 27 novembre 2014 la riunione dei consultori teologi si è quindi pronunciata favorevolmente circa il martirio di tutti e diciassette. Questo parere positivo è stato confermato il 2 giugno 2015 dal congresso dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, ma solo per Joseph Thao Tiên e i suoi quattordici compagni: padre Borzaga e il catechista, infatti, avevano già ottenuto la promulgazione del decreto sul martirio il 5 maggio 2015. Esattamente un mese dopo, il 5 giugno, papa Francesco autorizzava anche quello per gli altri quindici.
La beatificazione congiunta dei diciassette martiri, dopo accaniti dibattiti, è stata infine fissata a domenica 11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos. A presiederla, come inviato del Santo Padre, il cardinal Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato nelle Filippine e Missionario Oblato di Maria Immacolata.
 


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2016-12-10

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