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Beato Maisam Pho Inpèng Padre di famiglia, martire

7 marzo

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Sam Neua, Laos, 1934 – Den Din, Laos, 7 marzo 1970

Maisam Pho Inpèng, appartenente all’etnia kmhmu’, ricevette il Battesimo con sua moglie nel villaggio dove si erano rifugiati in seguito all’attacco delle truppe comuniste. Grazie alla sua istruzione e all’influenza che ne derivava, venne eletto responsabile laico della piccola comunità cristiana di Houey Phong, composta in prevalenza di catecumeni. Il 7 marzo 1970, mentre era insieme al catechista Luc Sy e al diacono Louis-Marie Ling, cadde in un’imboscata: morì insieme all’altro catechista per aver ricevuto in piena fronte la pallottola destinata al diacono. Luc Sy e Maisam Pho Inpèng sono stati beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos, insieme ad altri quindici tra sacerdoti e laici.



Maisam Pho Inpèng (questi ultimi due sono il nome di suo figlio, assunto da lui secondo l’usanza del suo Paese), nacque nel 1934 nella provincia di Houa Phanh, in Laos. Insieme a molti altri uomini e donne della sua etnia, i kmhmu’, fu raggiunto dalla predicazione del Vangelo a opera dei missionari intorno al 1959.
In seguito all’attacco dei guerriglieri comunisti nella regione, nel 1960, fu arruolato nell’esercito reale del Laos col grado di capitano, ma era un uomo di pace. Così, appena fu possibile, si congedò dall’esercito e prese moglie. Insieme alla sua sposa ricevette il Battesimo nel villaggio di Houey Phong, nella regione di Vang Vieng, dove avevano trovato rifugio dalla guerriglia.
Per la sua istruzione, fu presto scelto come responsabile della piccola comunità cristiana del luogo, composta perlopiù da catecumeni. In assenza del missionario che curava le celebrazioni e del catechista titolare del villaggio, guidava gli incontri di preghiera e istruiva i bambini.
Il 4 marzo 1970, Maisam Pho Inpèng era intento ad assistere il catechista Luc Sy e il diacono Louis-Marie Ling nel loro ritiro mensile. La mattina del 7 marzo, i tre caddero in un’imboscata: Pho Inpèng ricevette il colpo mortale destinato al diacono e anche Luc morì con lui.
Luc Sy e Maisam Pho Inpèng sono stati inseriti in un elenco di quindici tra sacerdoti, diocesani e missionari, e laici, uccisi tra Laos e Vietnam negli anni 1954-1970 e capeggiati dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên.
La fase diocesana del loro processo di beatificazione, ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 18 gennaio 2008, si è svolta a Nantes (di cui era originario un altro dei potenziali martiri, padre Jean-Baptiste Malo) dal 10 giugno 2008 al 27 febbraio 2010, supportata da una commissione storica.
A partire dalla fase romana, ovvero dal 13 ottobre 2012, la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso che la loro “Positio super martyrio”, consegnata nel 2014, venisse coordinata, poi studiata, congiuntamente a quella di padre Mario Borzaga, suo confratello dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e del catechista Paul Thoj Xyooj (la cui fase diocesana si era svolta a Trento).
Il 27 novembre 2014 la riunione dei consultori teologi si è quindi pronunciata favorevolmente circa il martirio di tutti e diciassette. Questo parere positivo è stato confermato il 2 giugno 2015 dal congresso dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, ma solo per Joseph Thao Tiên e i suoi quattordici compagni: padre Borzaga e il catechista, infatti, avevano già ottenuto la promulgazione del decreto sul martirio il 5 maggio 2015. Esattamente un mese dopo, il 5 giugno, papa Francesco autorizzava anche quello per gli altri quindici.
La beatificazione congiunta dei diciassette martiri, dopo accaniti dibattiti, è stata infine fissata a domenica 11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos. A presiederla, come inviato del Santo Padre, il cardinal Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato nelle Filippine e Missionario Oblato di Maria Immacolata. La memoria liturgica di tutto il gruppo cade il 16 dicembre, anniversario del martirio del padre Missionario Oblato di Maria Immacolata Jean Wauthier.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2017-01-13

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