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Beato José Álvarez–Benavides de la Torre Sacerdote e martire

13 settembre

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Malaga, Spagna, 9 settembre 1865 – Tahal, Spagna, 13 settembre 1936

José Álvarez-Benavides de la Torre nacque a Malaga, nell’omonima provincia e diocesi, il 9 settembre 1865. Il 25 febbraio 1888 fu ordinato sacerdote. Era Decano della Cattedrale dell’Incarnazione di Almería quando fu ucciso in odio alla fede cattolica il 13 settembre 1936, nella località del Pozo de Cantavieja, nei pressi di Tahal. Aveva 71 anni. Messo a capo di un gruppo di 115 martiri della diocesi di Almeria, è stato beatificato ad Aguadulce presso Almería il 25 marzo 2017.



José Álvarez–Benavides de la Torre nacque a Malaga, nella comunità autonoma dell’Andalusia (Spagna), il 9 settembre 1865, ma presto si trasferì con la famiglia nella città di Almería. Nel 1878 entrò nel Seminario Conciliare di San Indalecio della medesima città, dove fu un allievo brillante. Ordinato diacono dal vescovo monsignor Marcelo Spinola nel 1887 (anche lui Beato), divenne sacerdote il 25 febbraio 1888.
Dopo i primi incarichi come coadiutore e cappellano, ottenne vari incarichi di responsabilità sia nella Curia vescovile che in varie missioni fuori diocesi. In particolare, fu attivo sul fronte caritativo, ma anche su quello culturale: dal 1893, infatti, fu canonico della Cattedrale dell’Incarnazione di Almería e si dedicò a un imponente lavoro di riorganizzazione scientifica dell’archivio, che ancora oggi è utile agli storici.
Nel 1927 divenne Decano della Cattedrale. Ogni giorno, immancabilmente, celebrava la Messa all’altare dell’Immacolata. Un testimone oculare riferì: «Il Servo di Dio era un sacerdote di grande personalità. Viveva in un ambiente di austerità ed esemplarità. Le sue virtù sacerdotali risplendevano. Aveva un solido prestigio in città, nel clero diocesano e di fronte al popolo laico».
In seguito alla persecuzione antireligiosa che toccò il suo apice nella guerra civile spagnola, venne arrestato il 23 agosto 1936, sotto il pretesto di aver nascosto tesori e armi nella Cattedrale. Dapprima imprigionato nel convento delle Adoratrici, fu trasferito nella barca Astoy-Mendi.
Nella notte tra il 12 e il 13 settembre fu condotto alla località denominata Pozo de Cantavieja insieme ad altri nove sacerdoti, a due Fratelli delle Scuole Cristiane e a nove laici. Gli esecutori materiali del loro assassinio li condussero uno ad uno sul bordo del pozzo, poi spararono alla testa o al petto e li gettarono nell’abisso, spingendoli con un forcone.
I restanti prigionieri assistettero alla sorte degli altri, che spesso erano spinti dentro ancora vivi. I loro lamenti e le lodi a Cristo Re vennero uditi dai persecutori, che li finirono sparando loro dalla bocca del pozzo. Don José Álvarez–Benavides de la Torre aveva 71 anni.
Messo a capo di un gruppo di 115 martiri della diocesi di Almeria, è stato beatificato ad Aguadulce presso Almería il 25 marzo 2017.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2017-03-22

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