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Serva di Dio Clarangela (Alessandra) Ghilardi Suora delle Poverelle

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Trescore, Bergamo, 21 aprile 1931 Kikwit, Repubblica Democratica del Congo, 6 maggio 1995

Alessandra Ghilardi, bergamasca di origine, conobbe le Suore delle Poverelle dell’Istituto Palazzolo mentre lavorava presso di loro nella Casa di riposo in via Aldini a Milano. L’8 settembre 1952 entrò ufficialmente nelle loro fila e dopo la Vestizione religiosa prese il nome di Suor Clarangela. Nel 1959, quando non aveva ancora emesso i voti perpetui, fu inviata nel Congo Belga. Visse nelle Missioni di Kikwit, Tumikia e Mosango, impegnandosi soprattutto come ostetrica. Il 29 aprile 1995 si ammalò di quella che sembrava una febbre emorragica: solo due giorni dopo la sua morte, avvenuta il 6 maggio seguente, fu ufficializzato che si trattava del virus Ebola. Prima di lei, per la stessa malattia non ancora conclamata, era morta la consorella Suor Floralba Rondi. Altre quattro Suore delle Poverelle, in seguito, perirono contagiate dallo stesso virus. L’Inchiesta diocesana per l’accertamento dell’eroicità delle virtù cristiane di Suor Clarangela, insieme a quelle delle cinque consorelle, si è svolta nella Diocesi di Kikwit dal 28 aprile 2013 al 23 febbraio 2014 ed è stata integrata da un’Inchiesta rogatoriale compiuta nella Diocesi di Bergamo. Le sei Cause di Beatificazione procedono quindi nella fase romana presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Le spoglie di tutte e sei le religiose, per espressa richiesta del Vescovo di Kikwit Monsignor Edouard Mununu, riposano davanti alla Cattedrale di Kikwit.



I primi anni
Alessandra Ghilardi nacque a Trescore, in provincia e Diocesi di Bergamo, il 21 aprile 1931, ultima dei quattro figli di Michele Ghilardi, mezzadro, e Angiolina Oldrati. Immediatamente dopo le scuole elementari dovette imparare un mestiere: essendo troppo piccola per lavorare nei campi, andò a imparare taglio e cucito da Ercolina, la sarta del paese.
Nell’adolescenza lavorò in una fabbrica di bottoni, mentre seguiva anche con attenzione una delle sorelle, Lucia, dalla salute malferma. In seguito si trasferì col fratello Mario a Milano, per lavorare nella casa di riposo delle Suore delle Poverelle in via Aldini.

Vocazione tra le Suore delle Poverelle
Il lavoro le permise di conoscere meglio le Religiose fondate dal Sacerdote don Luigi Maria Palazzolo (Beato dal 1963) e il loro stile di servizio verso i più poveri, tra cui gli anziani malati e abbandonati. Si sentì attratta da loro fino a decidere di consacrarsi a Dio nel loro Istituto.
L’8 settembre 1952, quindi, Alessandra entrò ufficialmente tra le “Poverelle”; con la vestizione religiosa, prese il nome di Suor Clarangela. Nel tempo della formazione prima dei voti non ebbe incarichi particolari, ma cercava di accorrere subito, dovunque ci fosse bisogno di lei.

Il desiderio della missione
Nello stesso anno del suo ingresso, l’Istituto aveva mandato le prime cinque Suore in missione, precisamente nell’allora Congo Belga. Un giorno, la Madre generale chiese espressamente se qualche altra religiosa volesse partire. Con tutta la sua disponibilità, Suor Clarangela esclamò: «Se mi viene chiesto per obbedienza, vado».
Il 31 marzo 1955 emise la Prima Professione religiosa nella chiesa della Casa Madre, a Bergamo. Nell’autunno seguente fu inviata a Roma, per frequentare la Scuola Convitto per Infermiere professionali. Ottenuto il diploma, seguì un corso sulle malattie tropicali ad Anversa, in Belgio, specializzandosi in pari tempo in ostetricia.

Tra i sofferenti diffondeva gioia
Nel 1959 fu destinata alla missione in Congo. Per undici anni risiedette a Kikwit, dove nel 1961 emise i voti perpetui. Il 1970 la vide a Tumikia, ancora impegnata nell’assistenza alle donne in gravidanza e agli ammalati poveri. Per dieci anni, dal 1983 al 1993, prestò servizio nel Centro ospedaliero di Mosango.
Il suo stile di dedizione era caratterizzato da una gioia diffusiva: nel padiglione della maternità dell’Ospedale di Kikwit, spesso si sentiva che fischiettava o cantava sommessamente. Perché potesse essere più rapida negli spostamenti, le fu regalato un motorino: per questo, a Mosango, divenne nota come “la Suora della motoretta”.
Non mancava però di restare a lungo in preghiera ogni giorno e di partecipare ai Ritiri mensili e agli Esercizi spirituali annuali. Nel settembre 1994, scrivendo alla Madre generale, le confidò una preghiera che le era sgorgata dal cuore proprio durante gli Esercizi di quell’anno: «Signore, aprimi interamente al tuo Amore di Padre, ponimi accanto ai miei fratelli libera, accogliente, felice, povera tra i più poveri come una goccia d’acqua sperduta nell’oceano immenso del tuo amore».

Colpita dal virus Ebola
Nella Pasqua del 1995 gli operatori sanitari di Kikwit, che avevano partecipato ad un intervento chirurgico su di un malato grave, morirono nel giro di due settimane. Anche le Suore delle Poverelle ebbero una vittima: Suor Floralba Rondi, morta il 25 aprile.
Suor Clarangela era tornata a Kikwit nel 1993, dedicandosi a tanti piccoli servizi oltre a quello ospedaliero. Cadde malata nei giorni seguenti, con gli stessi sintomi della consorella.
Per le macchie rosse evidenti sul suo corpo e rilevate dall’esperto virologo Prof. Muyembe Tamfum, il 5 maggio furono prelevati a lei e ad altri pazienti campioni di sangue e inviati al centro specializzato di Atlanta, negli Stati Uniti. Suor Clarangela, intanto, aveva detto alle consorelle: «Lasciatemi andare dal mio Signore». In altri momenti pregava: «Ti raccomando lo Zaire, Signore. Ti raccomando questo Paese».
Morì all’1.35 del 6 maggio 1995. Due giorni dopo arrivò la diagnosi definitiva: sia Suor Clarangela che Suor Floralba, sia gli altri medici e infermieri erano morti a causa del virus Ebola. Era quindi in atto una vera e propria epidemia.

La sua Causa di beatificazione
L’epidemia di Ebola provocò altre vittime tra le Suore del Beato Palazzolo: Suor Danielangela Sorti, Suor Dinarosa Belleri, Suor Annelvira Ossoli, Suor Vitarosa Zorza. La loro vicenda circolò immediatamente tramite la stampa e la televisione e, col passare del tempo, non fu dimenticata né dentro né fuori l’Istituto.
La Congregazione delle “Poverelle”, dopo ponderata riflessione, chiese l’avvio della Causa di beatificazione per le sei Suore al Vescovo di Kikwit. Questi, ottenuto nel 2013 il Nulla osta da parte della Santa Sede, aprì le singole Inchieste per l’accertamento delle virtù eroiche di Suor Clarangela e delle cinque consorelle. L’apertura delle Inchieste diocesane è avvenuta nella Cattedrale di Kikwit domenica 28 aprile 2013; l’8 giugno 2013 sono seguite le rispettive Inchieste rogatoriali nella Diocesi di Bergamo, dove le Suore avevano vissuto parte della loro vita, concludendosi entro il gennaio 2014. La chiusura delle Inchieste diocesane è avvenuta a Kikwit il 23 febbraio 2014. Le Cause proseguono ora nella fase romana.


Autore:
Emilia Flocchini e suor Linadele Canclini, Postulatrice generale delle Suore delle Poverelle

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Aggiunto il 2017-10-05

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