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Beato Borromeo Borromei di Firenze Francescano
Festa:
14 luglio
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† San Miniato, Firenze, 14 luglio 1290 (?)
Fu un sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori vissuto a Firenze nel XIII secolo. È ricordato dalla tradizione francescana tra i primi protagonisti della diffusione dell’Ordine nella città toscana, contribuendo al consolidamento della presenza minoritica fiorentina. Le fonti agiografiche lo descrivono come un celebre predicatore, dotato di profonda spiritualità e di particolari doni mistici, tra cui quello della profezia e delle lacrime, considerate segno della sua intensa devozione. Secondo la tradizione, tra coloro che ascoltarono le sue prediche vi fu anche san Bonaventura da Bagnoregio, una delle figure più importanti del francescanesimo medievale. Borromeo morì, secondo quanto tramandato, nel convento francescano di San Miniato presso Firenze intorno al 1290. La sua memoria rimase legata alla prima comunità minoritica fiorentina. Lo storico Francesco Moisè, nella sua opera del 1845, ricordava che la basilica di Santa Croce custodiva le reliquie di alcuni dei primi discepoli di san Francesco che avevano fondato l’Ordine a Firenze, tra cui quelle del beato Borromeo, insieme ai beati Accursio, Giuseppe Alberti e Michele; molte memorie andarono tuttavia perdute a causa dei trasferimenti delle lapidi e delle inondazioni.
Emblema: Saio francescano, libro, croce o strumenti della predicazione.
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Borromeo Borromei (conosciuto anche con il nome latino di Bonromeus de Bonromeis) visse in un’epoca di profonde trasformazioni religiose e sociali. Nel XIII secolo Firenze era una delle città più dinamiche dell’Europa medievale: centro commerciale di primo piano, sede di importanti famiglie mercantili e luogo di vivaci contrasti politici. In questo ambiente urbano si diffusero rapidamente i nuovi Ordini mendicanti, soprattutto i Francescani e i Domenicani. Essi proponevano una forma di vita religiosa caratterizzata dalla povertà volontaria, dalla predicazione popolare e dalla presenza diretta tra la gente. La presenza francescana a Firenze risale agli anni immediatamente successivi alla morte di san Francesco d’Assisi. Il convento di Santa Croce divenne progressivamente uno dei principali centri dell’Ordine in Toscana, luogo di formazione religiosa, studio e attività pastorale. È in questo ambiente che deve essere collocata la vicenda spirituale del beato Borromeo.
Vita e vocazione francescana Le fonti disponibili non permettono di ricostruire con precisione la sua nascita, la famiglia di origine o il percorso che lo condusse all’ingresso nell’Ordine dei Frati Minori. La tradizione francescana lo presenta tuttavia come un uomo attratto dall’ideale evangelico di san Francesco: una vita semplice, dedicata alla preghiera, alla penitenza e al servizio dei fratelli. Come molti religiosi della prima epoca francescana, probabilmente svolse il ministero della predicazione e dell’assistenza spirituale nella città e nel territorio circostante. La sua fama di santità non sembra legata a eventi straordinari o a responsabilità istituzionali, ma piuttosto alla testimonianza quotidiana di una vita coerente con il Vangelo.
Morte e culto Non sono giunte fino a noi notizie certe riguardo alla data della sua morte. La tradizione colloca la sua scomparsa a Firenze nel XIII secolo. Dopo la morte, la memoria del religioso rimase legata all’ambiente francescano fiorentino, dove venne riconosciuto come modello di virtù cristiana. Il suo culto si sviluppò secondo le consuetudini medievali dell’Ordine francescano, che spesso conservò la memoria di frati considerati santi dalla comunità religiosa e dal popolo. La celebrazione liturgica è fissata al 14 luglio.
Autore: Giampietro Cattini
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