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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera R > San Rolando di Chézery Condividi su Facebook

San Rolando di Chézery Abate

Festa: 14 luglio

Inghilterra o in Irlanda, 1150 - Chézery, Savoia, Francia, 1200 circa

Nato in Inghilterra o Irlanda, fu il quarto abate del monastero cistercense di Chézery (Savoia), fondato nel 1140 da Amedeo III. Governò dal 1186 al 1200 distinguendosi per umiltà, rigore monastico e profonda devozione mariana, che lo portò a fondare la chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori a Confort. La tradizione agiografica lo ricorda per un episodio simbolico: fece germogliare una vite dal terreno con il suo bastone per donare vino a un umile contadino. Le sue reliquie, custodite nella parrocchiale di Chézery dal 1793 e traslate nell'altare maggiore nel 1835, sono tuttora venerate. Invocato contro i mali agli occhi, alla testa e allo stomaco, la sua memoria liturgica locale è il 14 luglio.

Patronato: Invocato contro la siccità, le malattie agli occhi, i dolori allo stomaco e alla testa.

Etimologia: Dal germanico Hrodland, composto da hrod (fama, gloria) e land (terra, paese), ovvero 'famoso nel paese'.

Emblema: Abito bianco cistercense, bastone pastorale, talvolta una vite o un grappolo d'uva.


Le notizie sulle origini di Rolando sono frammentarie. La tradizione agiografica lo fa nascere in Inghilterra o in Irlanda intorno alla metà del XII secolo, probabilmente verso il 1150. Attratto dall'ideale di riforma monastica, lasciò le sue terre d'origine per unirsi alla comunità cistercense di Chézery, situata nella valle del Rodano, nell'attuale dipartimento dell'Ain. All'epoca, l'abbazia, fondata nel 1140, era già un centro di regolare osservanza, ma le cronache sottolineano come la virtù del giovane monaco emergesse rapidamente, distinguendosi per umiltà, raccoglimento e gusto per le mortificazioni, caratteristiche che stupirono persino i religiosi più anziani.

Il governo abbaziale
Verso la fine del XII secolo (le fonti oscillano tra il 1170 e il 1186), alla morte del suo predecessore, Rolando fu eletto abate dalla comunità. Inizialmente restio ad accettare l'incarico, finì per assumerlo con la convinzione che il superiore debba essere il primo a praticare ciò che predica. Il suo governo fu caratterizzato da una paternità spirituale più che da un'autorità impositiva. Riservava per sé i compiti più gravosi, mantenendo un rigore ascetico personale, mentre si mostrava dolce e affabile con i suoi monaci. Sotto la sua guida, Chézery consolidò la sua reputazione di centro di spiritualità, paragonato dai cronisti dell'ordine ai grandi deserti contemplativi.

La devozione mariana e la fondazione di Confort
Un tratto distintivo della spiritualità di Rolando fu la sua tenera devozione alla Vergine Maria, in continuità con la migliore tradizione cistercense. Per promuovere questo culto, favorì la costruzione di un oratorio dedicato a Nostra Signora dei Sette Dolori nel villaggio di Confort, territorio sotto la giurisdizione temporale e spirituale dell'abbazia. Questa fondazione non fu solo un atto di pietà, ma divenne rapidamente un luogo di riferimento per la popolazione locale, attirando pellegrini e consolidando il legame tra il monastero e le comunità rurali circostanti.

Gli ultimi anni e la morte
Dopo circa trent'anni di governo, Rolando si spense intorno all'anno 1200. La sua morte fu pianto dalla comunità, che lo ricordò come un modello di perfezione monastica. Fu sepolto nella chiesa abbaziale e la sua tomba divenne presto meta di venerazione. Il culto si consolidò nei secoli, tanto che l'abbazia venne spesso indicata nelle carte antiche come "abbazia di Nostra Signora e di San Rolando di Chézery".

Culto e reliquie
Le reliquie di San Rolando subirono diverse vicissitudini. Durante le guerre di religione del XVI secolo, l'abbazia fu data alle fiamme dai calvinisti, ma i monaci riuscirono a mettere in salvo il corpo del santo. Nuovamente minacciate durante la Rivoluzione francese, le reliquie furono preservate e, il 28 maggio 1834, il vescovo di Belley, Monsignor Devie, ne officiò la traslazione solenne. L'anno successivo, il culto fu esteso a tutta la diocesi con rito semidoppio maggiore, fissando la memoria al 15 luglio per non sovrapporsi alla festa di San Bonaventura, sebbene a Chézery si sia mantenuta la data tradizionale del 14 luglio.
La tradizione agiografica locale tramanda un episodio significativo del suo rapporto con i poveri. Si racconta che, incontrando un contadino esausto nei campi, Rolando gli offrì da bere. Il lavoratore, ritenendo il vino troppo prezioso per la sua condizione, chiese semplicemente dell'acqua. In risposta, l'abate avrebbe colpito il terreno con il suo bastone, facendo scaturire una vite che il contadino poté coltivare per produrre il proprio vino. Questo racconto, pur nella sua natura leggendaria, sintetizza efficacemente l'immagine di un pastore attento ai bisogni materiali e spirituali degli ultimi.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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