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San Sinicio di Reims Vescovo

Festa: 1 settembre

† Reims, Francia, 286

Secondo nome del catalogo episcopale di Reims, dopo Sisto e prima di Amazio, Sinicio appartiene a quella schiera di evangelizzatori della Gallia Belgica il cui profilo storico sopravvive in poche righe dei documenti ecclesiastici e nella tenacia di un culto mai interrotto. Con il compagno Sisto è ricordato come fondatore della Chiesa di Reims e, nella tradizione di Soissons, come primo annunciatore del Vangelo in quella regione: Flodoardo, lo storico della Chiesa remense, scrive che la loro azione pastorale si estendeva ben oltre i confini della città, fino a un territorio che avrebbe avuto un proprio vescovo solo una cinquantina di anni più tardi. Intorno al suo nome la leggenda ha ricamato missioni romane, parentele e successioni solenni; la critica storica restituisce invece un pastore della seconda metà del III secolo, sepolto accanto al predecessore e compagno.

Emblema: Abiti episcopali con mitra e pastorale, libro del Vangelo; quasi sempre raffigurato in coppia con san Sisto; talvolta con un modello di chiesa o presso un sepolcro.


La figura di Sinicio (Sinice, Sinisio) è presente in uno dei documenti più preziosi della storiografia ecclesiastica franca: il catalogo dei vescovi di Reims. Nessuno degli esemplari giunti fino a noi risale oltre l'XI secolo, ma l'elenco era già in uso al tempo dell'arcivescovo Incmaro, morto nell'882, e servì a Flodoardo, prete della cattedrale e cronista, per costruire a metà del X secolo la sua Historia Remensis ecclesiae. In quel catalogo Sinicio occupa il secondo posto: dopo Sisto, il protovescovo, e prima di Amazio. Intorno a questa nuda successione la critica ha costruito una cronologia plausibile. La missione dei due fondatori si colloca nella seconda metà del III secolo, e un punto fermo è offerto dal quarto vescovo, Betaus o Imbetausius, che prese parte al concilio di Arles del 314: tra lui e i pionieri non possono essere intercorse che due o tre generazioni. Siamo dunque negli anni in cui l'impero alternava persecuzioni e pause di tolleranza, e la piccola comunità cristiana di Durocortorum, la Reims romana, viveva la propria fede con discrezione, ai margini di una città fedele ai culti tradizionali.

La missione tra Reims e Soissons
Secondo Flodoardo, l'azione pastorale di Sisto e di Sinicio non si limitava alla città: si estendeva alla regione di Soissons, che avrebbe ricevuto un proprio vescovo soltanto una cinquantina d'anni più tardi. Su quella missione le tradizioni divergono e si contraddicono, segno di una memoria ricostruita a posteriori. Incmaro riteneva Sisto discepolo di papa Sisto II, il pontefice martire degli anni di Valeriano; una leggenda più tarda ne fece addirittura un discepolo di san Pietro; la diocesi di Soissons conserva invece il racconto di due fratelli, Sisto e Sinicio, inviati in Gallia dopo l'editto di Costantino del 313, respinti da Reims e accolti a Soissons, dove Sinicio avrebbe retto per primo la cattedra locale prima di succedere al fratello a Reims, lasciando la giovane sede al nipote Diviziano. Un altro racconto fantasioso, privo di fondamento, collega il loro invio da Roma al martirio di Crispino e Crispiniano sotto Diocleziano. Tre cronologie incompatibili: prima del 258, intorno al 285, dopo il 313. Allo storico non resta che registrare il dato convergente: nella seconda metà del III secolo due missionari, comunque giunti, diedero un ordinamento episcopale alle comunità della Gallia Belgica, insediando la loro cattedra nella parte alta della città.

L'episcopato e la morte
Fu Sisto, secondo il catalogo, a designare Sinicio come proprio successore: un passaggio di consegne che la tradizione immagina avvenuto al termine della vita del protovescovo e che fece di Sinicio, per circa sei anni, il pastore della Chiesa remense. Sono anni dei quali non conosciamo gesti né parole: nessuna passione martiriale, nessun testamento, nessuna lettera. Soltanto un governo breve e, al termine, la morte, fissata dai cataloghi al 286, in una Reims ancora pagana. Sinicio fu sepolto nello stesso luogo del predecessore, e proprio quel gesto finale, il funerale di Sisto guidato dal successore, è l'episodio che l'arte ha scelto più volentieri per lui: una vetrata della cattedrale di Soissons lo mostra mentre conduce il corteo funebre del compagno. In quella scena minima, un seppellimento reso a chi lo aveva preceduto, sta forse l'intero ritratto umano di Sinicio: un uomo che custodisce la memoria di un altro uomo e, trasmettendone l'eredità, fonda una Chiesa. Alla sua morte la comunità che aveva guidato era ancora piccola, esposta, costretta alla prudenza; eppure la serie episcopale non si interruppe, e mezzo secolo dopo il quarto vescovo sedeva tra i padri del concilio di Arles.

Le reliquie e la memoria postuma
La tomba condivisa divenne il primo santuario. Nel borgo sviluppatosi a sud della città, il vicus poi dedicato a san Remigio, sorse la basilica dei santi Sisto e Sinicio, secondo polo della topografia cristiana remense accanto alla cattedrale. Quell'edificio, più volte ricostruito, fu demolito nel 1726 e non ne sopravvive alcuna traccia. Le reliquie dei due santi conobbero invece una storia movimentata: un racconto agiografico ottocentesco riferisce che furono deposte nell'833 in una località chiamata 'Hanibourg', di incerta identificazione, in una chiesa consacrata sotto il loro titolo, e che più tardi il timore delle incursioni normanne ne impose nuovi trasferimenti; nel X secolo i corpi di Sisto e Sinicio furono traslati nella chiesa di Saint-Remi, dove il ricordo dei fondatori venne associato a quello dell'apostolo dei Franchi. Oggi il tesoro della cattedrale di Reims conserva un reliquiario detto di san Sisto e san Sinicio, mentre la festa dei due compagni, fissata al 1 settembre, continua a unire i loro nomi: il Martirologio Romano, in quella data, commemora il solo Sisto, ma la liturgia locale e la devozione delle diocesi di Reims e Soissons li celebrano inseparabili.

L'iconografia tra Reims e Soissons
Gli attributi di Sinicio sono quelli del vescovo confessore: mitra, pastorale, libro del Vangelo. Nell'arte devozionale è quasi sempre affiancato a Sisto, al punto che i due funzionano come coppia iconografica unitaria, la coppia dei fondatori. Le testimonianze più notevoli si concentrano in Champagne e nel Soissonnais: la vetrata del coro della cattedrale di Soissons, articolata in otto pannelli, racconta la fine della vita dei due missionari, la loro morte e le vicende delle reliquie, con la scena di Sinicio che guida il funerale di Sisto; nella basilica di Saint-Remi a Reims le vetrate realizzate tra il 1950 e il 1980 restituiscono le figure di Sisto e Sinicio; al tesoro della cattedrale di Reims il reliquiario dei due santi documenta la persistenza del culto. È un'iconografia di successione e di compagnia: raramente Sinicio appare da solo, perché la sua santità è pensata come anello di una catena apostolica.

Autore: Enrico Quiri
 


 

San Sinicio è stato un vescovo di Reims. Nell’elenco ufficiale dei vescovi della città figura al secondo posto, dopo San Sisto e prima di Sant’Amazio.
Il nome di san Sinicio compare nell’antico catalogo episcopale di Reims, utilizzato da Flodoardo (894-966) per la stesura della sua “Historia Remensis ecclesiae”. Questo catalogo era già conosciuto all'epoca dell'arcivescovo Incmaro († 882).
Va precisato però che nessuno degli antichi cataloghi giunti fino ai nostri tempi è anteriore all’XI.  Di tutti questi sei esemplari diversi l’elenco dei vescovi si fermava a Henri de Dreux (sec. XIII).
Secondo Flodoardo, il vescovo Sisto e anche Sinicio estendevano la loro azione pastorale anche alla regione di Soisson, che avrà un proprio vescovo solo cinquant’anni dopo.
Esiste anche un racconto fantasioso, privo di alcuna storicità, che racconta come San Sisto e Sinicio furono inviati da Roma dopo il martirio dei SS. Crispino e Crispiniano, presentati come vittime della persecuzione sotto Diocleziano.
Purtroppo su san Sinicio sappiamo ben poco.
San Sinicio fu designato quale vescovo di Reims da San Sisto suo predecessore. Egli resse le sorti della diocesi per circa sei anni, fino al 286, anno della sua presunta morte, e che venne sepolto nello stesso luogo di San Sisto.
Sappiamo che esisteva una chiesa intitolata a San Sisto e San Sinicio, demolita nel 1726 di cui oggi non resta alcuna traccia.
La sua festa era fissata con san Sisto nel giorno 1 settembre.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-08-17

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