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Galles sud-orientale, VI sec. - Mathern, presso Chepstow, circa 630
Fu un sovrano cristiano del Galles sud-orientale, ricordato dalla tradizione medievale come re del Glywysing e collegato anche al regno del Gwent. La sua figura appartiene alla storia ancora poco documentata del Galles post-romano, quando piccoli regni britannici cristiani cercavano di conservare la propria autonomia di fronte all'espansione dei popoli anglosassoni. Le informazioni sulla sua vita provengono soprattutto dal Liber Landavensis, il Libro di Llandaff, redatto molti secoli dopo gli avvenimenti ai quali si riferisce. Secondo questo racconto, Tewdrig, dopo avere governato il proprio regno, rinunciò al potere in favore del figlio Meurig e si ritirò a vita eremitica nella zona di Tintern. Quando però una nuova incursione sassone minacciò il territorio e il figlio non sembrò in grado di fronteggiarla da solo, il vecchio re abbandonò la solitudine per tornare alla guida dei combattenti. L'esercito britannico riuscì a respingere gli invasori, ma Tewdrig fu colpito gravemente durante lo scontro presso il guado di Tintern. Trasportato verso il luogo che aveva scelto per la propria sepoltura, morì a Mathern. Il figlio Meurig avrebbe fatto costruire sul luogo della sepoltura un edificio di culto e avrebbe donato terre alla Chiesa di Llandaff. Da questa tradizione derivò anche il nome medievale di Mathern, Merthyr Tewdrig, cioè il luogo legato al martire Tewdrig.
Etimologia: Tewdrig è generalmente considerato la forma gallese medievale del nome germanico Theodoric, riconducibile agli elementi che significano popolo e potere, governo.
Emblema: Re, guerriero armato, spada o lancia.
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Tewdrig (Teudiric, Theodoricus, Theodoric) appartiene a una fase della storia britannica nella quale le fonti sono estremamente scarse. Dopo la fine dell'autorità romana in Britannia, il territorio del Galles meridionale era organizzato in diversi regni britannici, tra i quali Gwent e Glywysing. Le loro vicende dinastiche furono strettamente intrecciate e la delimitazione dei rispettivi territori non rimase sempre costante. Il Liber Landavensis presenta Tewdrig come figlio di Teithfallt e come sovrano del Glywysing. La tradizione successiva lo collega anche al Gwent, da cui deriva il titolo con cui è generalmente ricordato. La moderna ricerca invita tuttavia alla prudenza: le genealogie e le successioni dei primi sovrani gallesi sono problematiche e non sempre consentono di ricostruire con sicurezza una cronologia politica precisa. Lo stesso nome di Tewdrig è significativo. La forma gallese è generalmente collegata al nome germanico Theodoric, entrato nell'onomastica britannica e gallese in epoca altomedievale. Non è però possibile ricavare dal solo nome una precisa origine etnica o politica della dinastia. Le fonti moderne collocano abitualmente Tewdrig tra il VI e l'inizio del VII secolo. La data tradizionale di morte intorno al 630 è frequentemente utilizzata, ma non può essere considerata certa.
Il rapporto con la Chiesa La tradizione del Liber Landavensis attribuisce a Tewdrig un rapporto particolarmente stretto con la Chiesa di Llandaff. Il sovrano viene presentato come un benefattore della comunità ecclesiale e come un uomo che, pur esercitando il potere politico, attribuiva maggiore importanza alla dimensione spirituale della propria esistenza. Questo elemento assume particolare rilievo nella sua vicenda. Tewdrig non sarebbe infatti semplicemente morto combattendo, ma avrebbe prima scelto volontariamente di abbandonare il trono per dedicarsi alla vita religiosa. È importante, tuttavia, distinguere il dato storico dalla costruzione letteraria della fonte. Il Liber Landavensis fu compilato nel Medioevo, in un'epoca nella quale la sede di Llandaff aveva interesse a documentare e legittimare antichi diritti territoriali e patrimoniali. Il racconto di Tewdrig è inserito proprio in questa complessa tradizione documentaria.
L'abdicazione e la scelta eremitica Secondo il racconto medievale, Tewdrig, ormai anziano, rinunciò volontariamente al regno in favore del figlio Meurig. Il gesto viene presentato come una scelta consapevole: il sovrano avrebbe preferito la dimensione spirituale alla potenza temporale. Si ritirò quindi presso Tintern, nella valle del Wye, in una zona caratterizzata da boschi, rocce e corsi d'acqua, dove condusse vita eremitica. La tradizione vede in questo passaggio uno dei momenti essenziali della sua vicenda. Tewdrig non abbandonò il potere perché sconfitto o costretto, ma perché desideroso di dedicarsi alla preghiera e alla contemplazione. Il suo ritiro, tuttavia, non sarebbe stato definitivo.
Il ritorno alla guerra Durante la permanenza di Tewdrig a Tintern, secondo il Liber Landavensis, i Sassoni tornarono a minacciare il territorio governato dal figlio Meurig. La tradizione racconta che la situazione fosse diventata tanto grave da richiedere il ritorno dell'anziano sovrano. Tewdrig decise così di lasciare temporaneamente la vita eremitica e di assumere nuovamente un ruolo militare. Il particolare è interessante perché mostra una concezione del potere tipica della società britannica altomedievale: il sovrano non era soltanto amministratore del territorio, ma anche responsabile della sua difesa. Nel racconto agiografico questa responsabilità assume inoltre una dimensione religiosa, perché i nemici vengono descritti come avversari della comunità cristiana. La fonte narra che Tewdrig ricevette nella notte una rivelazione riguardante la battaglia imminente. Gli sarebbe stato annunciato che gli invasori sarebbero stati sconfitti, ma che egli stesso avrebbe ricevuto una ferita mortale. Si tratta evidentemente di un elemento appartenente alla costruzione agiografica del racconto e non di un avvenimento verificabile indipendentemente.
La battaglia presso Tintern Tewdrig si unì quindi alle forze del figlio e raggiunse il luogo dello scontro presso il Wye, indicato dalla tradizione come Rhyd Tyndyrn, il guado di Tintern. La presenza del vecchio re avrebbe avuto un forte effetto sull'esercito nemico. Il racconto del Liber Landavensis sostiene che gli avversari, riconoscendo Tewdrig, furono presi dal timore e iniziarono a ritirarsi. L'esercito britannico ottenne così la vittoria. Durante il combattimento, tuttavia, un guerriero nemico avrebbe lanciato una lancia e colpito Tewdrig con un'unica ferita. Il sovrano rimase gravemente ferito. La tradizione collega quindi direttamente la vittoria alla morte del re. Tewdrig aveva abbandonato la solitudine per difendere il proprio popolo e, una volta compiuto il compito, si avviò verso la morte. Il racconto afferma inoltre che per i trent'anni successivi, durante il regno di Meurig, i Sassoni non avrebbero osato rinnovare l'invasione. Questo particolare non può essere verificato indipendentemente e deve essere considerato parte della tradizione narrativa del Liber Landavensis.
Dal campo di battaglia a Mathern Tewdrig, consapevole della gravità della ferita, avrebbe espresso il desiderio di essere sepolto nell'isola di Echni, l'odierna Flat Holm, nel Severn. Secondo la tradizione, però, non raggiunse l'isola. Il racconto medievale introduce qui uno degli episodi più caratteristici della leggenda di Tewdrig. Due cervi aggiogati a un carro sarebbero comparsi per trasportare il sovrano morente. Il carro avrebbe attraversato il territorio fino a raggiungere la zona di Mathern. Là, presso una sorgente, il viaggio sarebbe terminato e Tewdrig sarebbe morto dopo tre giorni dalla ferita. Questo episodio, con i cervi e le sorgenti che scaturiscono lungo il percorso, appartiene chiaramente al linguaggio simbolico dell'agiografia medievale. Non costituisce una testimonianza storica dell'evento, ma contribuì in modo decisivo alla memoria religiosa del santo.
Mathern, il luogo del martire Il luogo della morte e della sepoltura divenne il centro del culto di Tewdrig. L'insediamento fu ricordato con il nome Merthyr Tewdrig, espressione gallese interpretabile come luogo funerario o santuario del martire Tewdrig. Il nome è all'origine dell'attuale Mathern. Il figlio Meurig avrebbe fatto costruire una chiesa sul luogo della sepoltura e avrebbe assegnato alla Chiesa di Llandaff le terre circostanti in memoria del padre. La tradizione relativa a queste concessioni occupa un posto importante nel Liber Landavensis e contribuisce a spiegare l'importanza successiva di Mathern per la diocesi di Llandaff. La documentazione medievale deve essere letta con cautela, perché il Liber Landavensis fu composto diversi secoli dopo gli avvenimenti narrati e aveva anche una precisa funzione nella difesa dei diritti ecclesiastici di Llandaff.
Il culto e la memoria Il culto di Tewdrig rimase legato soprattutto a Mathern, dove la chiesa conserva la memoria del sovrano martire. Le tradizioni locali hanno mantenuto vivo anche il ricordo della sorgente associata alla sua morte. Il rapporto tra il luogo della sepoltura, la sorgente e il culto è caratteristico della cristianizzazione della memoria dei luoghi nell'Europa celtica medievale. La documentazione relativa alle reliquie è invece molto più problematica. Fonti dell'età moderna raccontano il ritrovamento di una sepoltura nella chiesa di Mathern e attribuiscono i resti a Tewdrig. Secondo una relazione tramandata attraverso il vescovo Miles Salley e successivamente ripresa da altri autori, sarebbe stato individuato un sarcofago contenente uno scheletro con una grave frattura del cranio. Le indagini archeologiche moderne invitano tuttavia alla prudenza: i resti attribuiti a Tewdrig non possono essere identificati con certezza come quelli del sovrano del VI-VII secolo. Una relazione archeologica del Glamorgan-Gwent Archaeological Trust osserva infatti che le ossa associate alla tradizione di Tewdrig sarebbero probabilmente appartenute a una persona medievale più tarda.
Un re trasformato in martire La figura di Tewdrig presenta un particolare interesse storico e agiografico perché unisce tre immagini diverse: quella del sovrano, quella dell'eremita e quella del martire. Come re, egli appartiene alla difficile fase politica dei regni britannici del Galles meridionale. Come eremita, rappresenta l'ideale cristiano del sovrano che rinuncia al potere e sceglie la vita religiosa. Come martire, la sua morte viene interpretata alla luce della difesa di una comunità cristiana minacciata da invasori. La tradizione non presenta quindi la sua morte soltanto come una conseguenza della guerra. La trasforma in compimento di una scelta spirituale iniziata con l'abdicazione. È proprio questa fusione fra regalità, ascetismo e sacrificio a spiegare la persistenza della memoria di Tewdrig nella tradizione cristiana gallese.
Il problema delle fonti La prudenza storica è particolarmente necessaria nel caso di Tewdrig. La fonte narrativa principale è il Liber Landavensis, o Libro di Llandaff, compilato nel XII secolo. Il testo conserva materiale relativo a personaggi e istituzioni molto più antichi, ma non fu scritto contemporaneamente agli avvenimenti della vita di Tewdrig. Il divario cronologico impone di distinguere attentamente tra ciò che può essere considerato plausibile e ciò che appartiene alla tradizione. È ragionevole ritenere che dietro il racconto vi sia la memoria di un sovrano cristiano del Galles sud-orientale e di un conflitto con gruppi anglosassoni. È invece molto più difficile verificare i particolari della battaglia, la data esatta della morte, la profezia, il viaggio sul carro trainato dai cervi e l'affermazione secondo cui gli invasori sarebbero rimasti lontani per trent'anni. Anche la genealogia di Tewdrig presenta problemi. La tradizione lo identifica come figlio di Teithfallt e padre di Meurig, ma le genealogie gallesi altomedievali non sono sempre concordanti. Gli studi moderni hanno infatti evidenziato la presenza di difficoltà nell'identificazione di alcuni sovrani e nell'ordinamento cronologico delle dinastie del Gwent e del Glywysing.
Tewdrig e Meurig La figura di Tewdrig è inseparabile da quella del figlio Meurig. Secondo la tradizione, fu proprio Tewdrig a trasferire il potere al figlio quando decise di ritirarsi dalla vita pubblica. Meurig sarebbe poi diventato il successore del padre e avrebbe proseguito la dinastia. Il rapporto tra i due assume nella tradizione un significato particolare: Tewdrig rappresenta il vecchio re che ha abbandonato il potere, ma che ritorna quando la responsabilità verso il proprio popolo lo richiede; Meurig rappresenta invece la continuità politica della dinastia. Gli studi moderni hanno sottolineato l'importanza storica di Meurig, la cui attività viene generalmente collocata nel VII secolo e la cui dinastia ebbe una lunga influenza nel sud-est del Galles. La tradizione secondo cui Meurig avrebbe fondato o consolidato il culto del padre a Mathern rafforza inoltre il legame fra dinastia, territorio e Chiesa di Llandaff.
Mathern e la memoria di Tewdrig L'attuale Mathern, nei pressi di Chepstow, conserva una memoria particolarmente significativa del santo. La chiesa di San Tewdrig sorge nel luogo tradizionalmente associato alla sua morte e sepoltura. La documentazione storica relativa al sito collega inoltre Mathern alla successiva presenza della diocesi di Llandaff. Nel Medioevo il luogo acquistò una notevole importanza ecclesiastica. La residenza episcopale di Mathern divenne successivamente una delle dimore dei vescovi di Llandaff; la relazione archeologica sul palazzo episcopale conferma il ruolo assunto dal sito nel corso dei secoli. La continuità del luogo è quindi uno degli elementi più interessanti della tradizione di Tewdrig: la memoria del sovrano martire non è rimasta soltanto in un testo agiografico, ma è stata associata stabilmente a un territorio, a una chiesa e a una sorgente.
La tradizione della ferita Una delle caratteristiche più singolari della memoria di Tewdrig è la ferita alla testa ricevuta durante la battaglia. Fonti posteriori raccontano che nel XVII secolo sarebbe stato individuato un sarcofago presso l'altare della chiesa di Mathern. Il cranio presentava una frattura che fu interpretata come la conseguenza della ferita descritta nella tradizione medievale. Il dato è interessante dal punto di vista della storia della memoria, ma non permette di dimostrare che quei resti appartenessero realmente a Tewdrig. Le valutazioni archeologiche moderne hanno infatti messo in dubbio tale identificazione. La vicenda mostra bene come una tradizione agiografica possa influenzare l'interpretazione di reperti antichi, soprattutto quando questi vengono scoperti in un luogo già considerato sacro.
La memoria liturgica La data della festa di Tewdrig presenta una tradizione non uniforme. La scheda italiana lo ricorda il 12 settembre. Le fonti gallesi, invece, conservano altre date. Il Welsh Classical Dictionary registra una commemorazione il 3 gennaio in un calendario gallese, mentre riferisce che William of Worcester indicava il 1° aprile. La presenza di date differenti è tutt'altro che eccezionale nel caso dei santi gallesi dell'alto Medioevo, per i quali la documentazione liturgica è frammentaria e i calendari locali possono divergere. Per una scheda destinata al calendario di Santi e Beati è quindi opportuno conservare il 12 settembre come memoria di riferimento, indicando però la pluralità della tradizione storica.
Iconografia L'iconografia di Tewdrig deriva soprattutto dal suo duplice ruolo di sovrano e martire. Può essere rappresentato con gli attributi della regalità, come corona, mantello o abiti regali, oppure come guerriero con armi. La spada e la lancia richiamano la sua attività militare e soprattutto la ferita ricevuta nella battaglia. Particolarmente caratteristico è il riferimento alla morte del sovrano presso Mathern. La tradizione medievale del carro trainato dai cervi costituisce infatti uno degli episodi più riconoscibili della sua leggenda. Una rappresentazione della morte di Tewdrig fu realizzata anche dallo scultore gallese J. Evan Thomas nel XIX secolo. Un calco bronzeo dell'opera è oggi conservato in un museo gallese, testimonianza del rinnovato interesse ottocentesco per la storia e le tradizioni medievali del Galles.
Curiosità - Il nome Tewdrig è generalmente considerato la forma gallese di Theodoric, un nome di origine germanica. - Il luogo tradizionalmente associato alla sua sepoltura fu chiamato Merthyr Tewdrig, nome dal quale deriva l'attuale Mathern. - La tradizione racconta che Tewdrig avrebbe desiderato essere sepolto nell'isola di Echni, l'odierna Flat Holm, ma che sarebbe morto prima di poterla raggiungere. - Il viaggio verso Mathern sarebbe stato compiuto su un carro trainato da due cervi, particolare tipicamente agiografico e non documentabile storicamente. - La tradizione attribuisce a Tewdrig una vittoria sui Sassoni ottenuta poco prima della sua morte e sostiene che per trent'anni gli invasori non avrebbero più attaccato il territorio. Il particolare non è verificabile indipendentemente. - Nel XIX secolo la figura di Tewdrig fu ripresa nell'ambito della riscoperta romantica della storia gallese. La scultura Death of Tewdric di J. Evan Thomas ne è una significativa testimonianza. - Il tentativo di identificare le ossa rinvenute a Mathern con quelle del santo non ha trovato conferma archeologica definitiva.
Valutazione storica Tewdrig è una figura per la quale la ricerca deve procedere distinguendo con particolare attenzione il nucleo storico dalla successiva elaborazione agiografica. Il nucleo più plausibile comprende l'esistenza di un sovrano britannico cristiano chiamato Tewdrig, appartenente alla tradizione dinastica del sud-est del Galles, il suo rapporto con Meurig e la memoria di una morte violenta collegata a un conflitto con gli Anglosassoni. Anche il legame antico fra il personaggio e Mathern appare fortemente radicato nella tradizione locale e documentaria. Molto meno sicuri sono invece la data precisa degli eventi, l'identificazione esatta dei nemici, il luogo preciso della battaglia, la profezia ricevuta dal re, il carro dei cervi, la durata della tregua successiva alla vittoria e l'identificazione delle reliquie. Il valore storico di Tewdrig non diminuisce per questa incertezza. Al contrario, la sua figura costituisce una testimonianza significativa della memoria cristiana del Galles altomedievale e del modo in cui una comunità ecclesiale medievale trasformò il ricordo di un antico sovrano in quello di un re-eremita e martire. La sua vicenda riflette inoltre una realtà storica più ampia: il difficile rapporto tra le popolazioni britanniche cristiane e l'espansione anglosassone nell'Inghilterra occidentale e nelle regioni di confine. Il racconto di Tewdrig conserva dunque, anche attraverso la sua dimensione leggendaria, la memoria di un'epoca nella quale politica, guerra, dinastia e cristianesimo erano profondamente intrecciati. Autore: Giampietro Cattini
San Tewdrig, in latino Theodoricius e in inglese Theodoric, è stato sovrano del Gwent e del Glywysing, vissuto tra il VI e il VII secolo.
Sappiamo che san Tewdrig regnò agli inizi del VII secolo, anche se poco si conosce sul suo regno. Dopo aver abdicato in favore del figlio Meurig II, san Tewdrig decise di farsi eremita a Din-Teyryn (Tintern) .
E’ questo il periodo in cui i sassoni invasero il Gwent.
In quel momento storico, constatato che i monasteri locali vennero depretati dai raid dei sassoni, san Tewdrig decise di uscire dal suo isolamento per impugnare ancora la spada in difesa della Chiesa e dei monasteri cristiani. Si unì alle truppe del figlio Meurig, per respingere la minaccia sassone.
San Tewdrig, nel 630, fu ferito gravemente nella battaglia di Pont-y-Saeson, durante la quale morì.
Re Meurig II decise di costruire una grande chiesa nel luogo dove era morto il proprio padre, che prese il nome di Merthyr-Teyryn (Mathern).
San Tewdrig viene ricordato nel giorno della sua festa che cade il 12 settembre.
Autore: Mauro Bonato
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