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Beato Giacomo Alfredo Miller Religioso lasalliano, martire

13 febbraio

Stevens Point, Stati Uniti d'America, 21 settembre 1944 Huehuetenango, Guatemala, 13 febbraio 1982

James Alfred Miller nacque a Ellis, presso Stevens Point, nel Wisconsin, il 21 settembre 1944, primo di cinque figli. Diventato allievo dell’Istituto Pacelli della sua città, conobbe i Fratelli delle Scuole Cristiane e domandò di entrare nel loro istituto religioso. Dopo il tempo del postulandato e del noviziato, nell’agosto 1962 ricevette l’abito religioso e cambiò nome in fratel Leone Guglielmo; successivamente, come altri Fratelli, riprese il nome di Battesimo. Insegnò alla Scuola secondaria di Cretin-Dernam Hall a St. Paul, nel Minnesota. Nel 1969, poco dopo la professione perpetua, chiese di essere inviato nel Nicaragua, dove risiedette fino al 1979, quando fu costretto ad andarsene per la rivoluzione sandinista. Venne quindi destinato al Centro Indigeno di Huehuetenango, in Guatemala, per insegnare ai giovani maya quanto servisse per diventare guide esperte e competenti nei loro villaggi rurali, ricordando loro l’amore di Dio, il senso dell’uguaglianza degli esseri umani, della giustizia e del perdono. Il 13 febbraio 1982 alcuni uomini, a volto coperto, gli spararono mentre riparava un lampione vicino alla parete esterna del Centro Indigeno, che oggi porta il suo nome. È stato beatificato il 7 dicembre 2019, presso il Collegio La Salle di Huehuetenango, mentre i suoi resti mortali sono venerati dal giugno 2019 nella chiesa di San Martino a Ellis, non lontano dalla sua casa natale. La sua memoria liturgica cade il 13 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo.



I primi anni
James Alfred Miller nacque a Ellis, nei pressi di Stevens Point nel Wisconsin, il 21 settembre 1944. I suoi genitori, Arnold e Lorraine, erano allevatori. Oltre a lui ebbero quattro figli: William detto Bill, Ralph, Patricia e Louise. Fu battezzato nella chiesa dell’Immacolata Concezione a Custer, sempre nel Wisconsin, il 1° ottobre 1944. Nella stessa chiesa ricevette la Cresima per mano di monsignor John Treacy, della diocesi di La Crosse, il 28 maggio 1955.
Nacque prematuro e sottopeso, ma crescendo divenne alto e robusto. Amava molto il lavoro nei campi e badava al bestiame, specialmente ai polli e alle galline. Di carattere era socievole e comunicativo; s’interessava ai vicini e agli altri abitanti, giovani o anziani che fossero. Frequentò le elementari alla Scuola Pubblica Edison di Ellis, percorrendo tutti i giorni a piedi i circa due chilometri che lo separavano da casa.
Quanto alla sua religiosità, suo fratello Bill ricorda che da piccolo giocava a celebrare la Messa e a impartire la benedizione. Una volta tornò a casa dopo essersi confessato, ma si ricordò di non aver soddisfatto la penitenza: s’inginocchiò per strada e cominciò a pregare sul posto. Un’altra volta lo vide pregare perché uno dei polli a lui affidati non morisse.

L’incontro coi Fratelli delle Scuole Cristiane
Nel 1958 entrò all’Istituto Pacelli di Stevens Point per le scuole superiori: per l’occasione, gli fu regalata la World Book Encyclopedia. James la leggeva da cima a fondo, concentrandosi sulle pagine riguardanti i Paesi esteri, le biografie e le scienze.
Al Pacelli incontrò per la prima volta i Fratelli delle Scuole Cristiane, fondati da san Giovanni Battista de La Salle. Influenzato positivamente dai religiosi insegnanti e dal direttore fratel Florian Donatelli, domandò di entrare nel Noviziato Minore, che aveva sede a Glencoe nel Missouri.
La sua richiesta fu accolta nel settembre 1959. Tre anni dopo, il 30 agosto 1962, iniziò il Noviziato: vestì l’abito religioso e, secondo l’uso, cambiò nome in fratel Leone Guglielmo (Leo William). Nel 1966, il Capitolo Generale stabilì che i Fratelli potevano utilizzare di nuovo il cognome e il nome di Battesimo; lui lo fece.

Gli anni della formazione
Fratel James trascorse il secondo anno dello Juniorato o Scolasticato alla Scuola secondaria di Cretin-Dernam Hall a St. Paul, nel Minnesota. Proseguì la formazione all’Università Saint Mary di Winona, nel medesimo Stato. Terminato il noviziato, emise la professione dei consigli evangelici, cui aggiunse le speciali promesse del suo istituto religioso, ovvero quella di associazione per il servizio educativo ai poveri e di stabilità.
Alla Cretin-Dernam Hall insegnò spagnolo, inglese e religione. In più, fu supervisore alla manutenzione della scuola. Non rifiutava nessun tipo di servizio, come spalare la neve dai viali, pulire i sanitari e i forni o riparare qualcosa di rotto.
Gli alunni, senza che lo sapesse, lo soprannominarono “Fratel Aggiustatutto”. Altri lo chiamavano “Fratel Gioia”, al vederlo trattare con buonumore con tutti, anche se, col tempo, cominciava a trovarsi a suo agio con le persone ispanoamericane. Infine, fondò una squadra di calcio per gli allievi, di cui divenne anche allenatore.
Nel 1966 ottenne il Bachelor of Arts in Lingue moderne, con voti sufficienti. Il 5 maggio 1969 gli fu comunicato che, al termine del ritiro annuale, avrebbe potuto emettere i voti perpetui il 12 giugno successivo.

In missione in Nicaragua
Poco dopo, fu inviato alla scuola missionaria lasalliana di Bluefields, sulla costa atlantica del Nicaragua. I primi anni che vi trascorse furono molto ordinari, tra gli impegni nell’insegnamento e nella manutenzione. Istituì anche una squadra di football americano. Le lezioni erano impartite in spagnolo, lingua che fratel James, anzi fratel Santiago (corrispettivo spagnolo del suo nome), conosceva piuttosto bene.
Nel marzo 1974, anno in cui conseguì il Master of Arts (corrispondente alla nostra laurea magistrale), ebbe un trasferimento a Puerto Cabezas, sempre sulla costa atlantica, a nord di Bluefields, come insegnante di inglese, matematica e religione all’Istituto Nazionale Cristoforo Colombo, diretto dai Fratelli ma di proprietà del Governo. Durante le vacanze impartiva lezioni nella succursale dell’Università Nazionale a Puerto Cabezas, nei corsi di preparazione per i maestri.

Direttore, ma soprattutto amico
Nel 1975 ebbe la nomina governativa a direttore dell’Istituto. I colleghi, però, guardavano a lui come a un amico più che al loro diretto superiore. Lo stesso valeva per gli allievi, verso i quali era preoccupato e interessato a risolvere i loro problemi. Era molto esigente nei loro riguardi, ma sapeva anche incoraggiarli, specie nelle partite di basket, baseball, softball e pallavolo: «La prossima volta potremo fare meglio. Non importa se vinciamo o perdiamo…», diceva loro.
Approfittando dei suoi appoggi nel Governo, ottenne importanti finanziamenti per ampliare gli ambienti della scuola, dotandola di nuove aule, di un auditorium e di laboratori di scienze, falegnameria ed elettrotecnica. Lottò anche per gli indigeni meticci, facendo in modo che, per esempio, venisse fondato un corpo di vigili del fuoco volontari. Coi fondi governativi, fece poi costruire dieci scuole rurali.

Rientro negli Stati Uniti
Tuttavia, a causa dei suoi rapporti con Anastasio Somoza Debayle, il capo del regime nicaraguense, fu oggetto di minacce, anche dai padri dei suoi allievi. I sandinisti lo inclusero nella loro lista nera. Di lì a poco, la rivoluzione arrivò anche a Puerto Cabezas. Quando gli chiesero se avesse paura delle sparatorie, fratel James replicò: «Paura? Non avrei pensato mai di poter pregare con tanto fervore, come quando vado a letto».
Alla fine, nel luglio 1979, obbedì ai superiori e rientrò negli Stati Uniti. Trascorse l’estate nella fattoria della sua famiglia e, in settembre, tornò alla Cretin-Dernham Hall. Al mattino insegnava spagnolo, mentre la sera si dedicava alle attività di manutenzione. Nel tempo libero seguiva anche un corso di saldatura all’Istituto Tecnico locale.
Tuttavia, non si trovava affatto bene. Sentiva il divario tra i mezzi di cui disponevano i suoi studenti negli Stati Uniti e la miseria del Nicaragua, dove l’istruzione era solo per privilegiati. Si rese disponibile a tornare in missione, precisamente in Guatemala.
Il suo superiore locale lo inviò al Centro Sangue di Cristo a Santa Fe, nel New Mexico, per un corso di rinnovamento. Durante quel periodo, fratel James considerò seriamente l’idea di passare nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e di seguire la vocazione al sacerdozio. Conosceva bene i Cappuccini e aveva ammirato il loro operato in Nicaragua. Alla fine, però, riaffermò con decisione la scelta di restare religioso lasalliano.

Destinazione in Guatemala
Nel gennaio 1981 la sua nuova destinazione fu effettiva: Huehuetenango, in Guatemala, per un triennio. Fratel James rimase subito affascinato dal panorama, dai costumi risalenti al popolo Maya e dalle tradizioni. Cominciò il suo impegno sia come insegnante al Collegio La Salle, sia al Centro Indigeno, che comprendeva anche un’azienda agricola e favoriva l’apprendimento dell’agricoltura da parte dei giovani; in tal modo, sarebbero diventati ottime guide per le loro comunità.
Fratel James aveva però parecchie difficoltà nella vita comunitaria. I suoi ritmi di lavoro non gli concedevano di rispettare pienamente gli orari comuni per la preghiera e spesso restava sveglio fino a tardi, per aiutare o consigliare i giovani del Centro Indigeno.

Un rischio consapevole
Nel 1981 rientrò negli Stati Uniti, a St. Paul, per un’operazione al ginocchio. Fratel Stephen Markham, Visitatore ausiliare del Distretto di St. Paul/Minneapolis, andò a trovarlo e gli chiese: «Jim, non hai paura all’idea di andare in Centro America dove ora c’è tanta violenza, soprattutto contro quelli che educano alla giustizia, all’amore del prossimo e all’onestà dei comportamenti?». Replicò: «Non ci penso nemmeno, c’è molto da fare e non è possibile sprecare energia lamentandosi di quello che potrebbe accadere. Non importa cosa succede!».
Un anno esatto dopo il suo arrivo, nel gennaio 1982, fu pienamente consapevole della situazione politica, sempre più grave. Scrisse quindi al suo antico direttore di noviziato: «Personalmente sono stanco di tutta questa violenza, ma vado avanti sentendomi profondamente impegnato con questi poveri che soffrono nell’America centrale… Cristo è perseguitato a causa della nostra opzione per i poveri. Consapevoli dei molti pericoli e difficoltà, continuiamo a lavorare con fede e speranza e con fiducia nella provvidenza di Dio».
Proseguì affermando: «Sono un Fratello delle Scuole Cristiane da quasi vent’anni, e il mio impegno in questa vocazione cresce sempre di più da quando lavoro in America Centrale. Chiedo a Dio la grazia e la forza di servirlo fedelmente tra i poveri e gli oppressi del Guatemala. Lascio la mia vita alla sua provvidenza e mi affido a Lui».

Venti di pericolo
Il 10 febbraio 1982, il padre di uno dei Fratelli di nazionalità guatemalteca fece preoccupare i religiosi del Collegio La Salle: aveva sentito alcuni membri dell’Esercito complottare circa la morte del vicedirettore del Collegio. In realtà, c’erano tre vicedirettori per ciascuna delle strutture affidate ai lasalliani: fratel James era vicedirettore del Centro Indigeno.
Dato che la minaccia era molto vaga, fu suggerito che nessuno dei Fratelli uscisse di casa. Intanto, l’ambasciatore statunitense inviò un avviso ai gruppi religiosi nordamericani attivi in Guatemala per informarli di aver sentito parlare di piani per assassinare, nel prossimo futuro, un “nordamericano” non altrimenti precisato.
Peraltro, spesso accadeva che gli studenti del Centro venissero reclutati forzatamente nell’esercito, benché in teoria fossero esenti dal servizio militare. In casi simili, i Fratelli andavano a presentare alle autorità le prove che la recluta fosse uno studente; a quel punto, con riluttanza, veniva rilasciato. Accadde lo stesso anche l’11 febbraio 1983, quando un giovane maya venne reclutato e uno dei lasalliani tentò, vanamente, di liberarlo.

Il martirio
Fratel James, dal canto suo, aveva affrontato una situazione simile negli anni trascorsi in Nicaragua. Continuò la sua attività di sempre, anche il 13 febbraio 1982, mentre i ragazzi della casa stavano preparando una festa in maschera, dato che era Carnevale. C’era un lampione da riparare: salì quindi su una scala e si accinse a lavorare.
Aveva appena cominciato, quando arrivarono tre uomini dal volto coperto. Uno di loro gli sparò alla gola, al petto e al fianco destro. Morì immediatamente: neanche i ragazzi, accorsi appena sentirono gli spari, poterono fare nulla.
L’ufficio funebre di fratel James si svolse in Guatemala, ma i familiari chiesero di poter avere il suo corpo. Scortato da migliaia di studenti e amici, venne caricato in aereo a Huehuetenango. Il 18 febbraio 1982, nella chiesa di San Martino a Ellis, si svolse la funzione che precedette la sua sepoltura nel cimitero parrocchiale di Polonia.

La fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione
Non è mai stato possibile risalire agli esecutori materiali dell’omicidio, mentre è sempre stata viva, tra i Fratelli delle Scuole Cristiane in Guatemala, la fama di santità e di martirio di fratel James, tanto da ricordare l’anniversario della sua uccisione. Per questa ragione, sostenuti dalla diocesi di Huehuetenango, hanno promosso l’avvio della sua causa di beatificazione e canonizzazione.
L’inchiesta diocesana, aperta il 5 settembre 2009 e conclusa il 10 ottobre dello stesso anno, fu completata dai processi rogatoriali presso le diocesi di Chicago e La Crosse. Il nulla osta fu concesso dalla Santa Sede il 15 dicembre 2009. Gli atti dell’inchiesta diocesana furono convalidati il 9 luglio 2010.

Il riconoscimento del martirio
La “Positio super martyrio”, consegnata il 1° agosto 2016, fu esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, che il 20 marzo 2018 votarono all’unanimità circa il riconoscimento del martirio di fratel James. Il 2 ottobre 2018 anche i cardinali e i vescovi membri della stessa congregazione diedero parere positivo.
L’8 novembre 2018, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui fratel James Miller veniva riconosciuto martire in odio alla fede.

La beatificazione, il culto e la memoria
La sua beatificazione si è svolta il 7 dicembre 2019, presso il Collegio La Salle di Huehuetenango, col rito presieduto dal cardinal José Luis Acunza Maestrojuán, vescovo di David (Panamá), come delegato del Santo Padre.
La sua memoria liturgica è stata fissata al 13 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo. I suoi resti mortali sono stati esumati nel giugno 2019 e deposti nella chiesa di San Martino a Ellis, destinata a diventare santuario a lui dedicato.
Il suo impegno per i poveri del Guatemala continua oggi nel Centro dove lui lavorò e che fu immediatamente intitolato al suo nome. L’Università Saint Mary, che l’ebbe come studente, assegna ogni anno il Premio Signum Fidei a persone singole o in gruppo o a enti che, come lui, servono gli emarginati in maniera eccezionale.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-12-13

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