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> Home > Sezione Testimoni > Mons. Martino Costa (padre Ilario di Gesł) Condividi su Facebook Twitter

Mons. Martino Costa (padre Ilario di Gesł) Vescovo, agostiniano scalzo

Testimoni

Pessinetto, Torino, 2 settembre 1696- Luc-Thuy, Vietman, 31 marzo 1754


Martino Costa nacque a Pessinetto (Torino) il 2 settembre 1696. Professo nell’Ordine degli Agostiniani scalzi col nome di Ilario di Gesù, fu ordinato sacerdote quando non aveva ancora 24 anni. A Torino l’Ordine aveva il convento presso la Chiesa di San Carlo dove per qualche tempo visse. Padre Ilario nel 1723 partì missionario per il lontano Oriente, raggiungendo l’odierno Vietman. Terre evangelizzate a partire dal 1533 grazie all’opera di Domenicani, Francescani e Gesuiti, in cui i Cristiani videro proibito il loro apostolato nel 1630. La Chiesa cattolica però continuò a sopravvivere, di nascosto, col costante pericolo di veder incarcerati i suoi religiosi. Nel 1658 furono istituiti i vicariati apostolici del Tonchino e della Cocincina, nel 1696 gli Agostiniani scalzi iniziarono la loro missione nel Tonchino, proprio l’anno in cui nacque padre Ilario di Gesù. Il giovane di Pessinetto era consapevole del pericolo che correva, ma era “grande uomo di Spirito”. Giunto a destinazione, dovette prendersi carico di quasi tutto il distretto affidato al suo Ordine e delle terre vicine, prive di assistenza religiosa. Venne nominato vescovo titolare Coricense e vicario apostolico nel Tonchino nel 1737. La sua fu una vita di sacrificio, si spostava da un luogo all’altro attraverso i fiumi, noleggiando barche, sempre col rischio di essere catturato. Per sfuggire alle persecuzioni anti-cristiane, svolgeva le funzioni radunando i fedeli di notte, in luoghi individuati secondo le possibilità. Molte volte il suo riposo era circoscritto al tempo che trascorreva in barca, nei vari spostamenti. Camminava scalzo, anche nelle paludi e sotto la pioggia, secondo lo spirito di povertà evangelica che volle così testimoniare in prima persona, in quelle terre lontane dal suo Piemonte. Dotato di spiccata intelligenza, alla sua penna si deve uno studio sulle superstizioni locali e, nel 1746, il “Racconto della cattura, prigionia e morte dei missionari spagnoli dell’Ordine Domenicano Francesco Gil de Federich e Matteo Alonzo Leziniano”, decapitati in odio alla Fede il 22 gennaio 1745. Di padre Ilario di Gesù sono conservate e pubblicate alcune lettere inviate a Torino. Morì a Luc-Thuy a soli quarant’anni, il 31 marzo 1754, lasciando chiara fama di santità.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2020-03-27

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