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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Anna di Gesł (Anna Figus) Condividi su Facebook Twitter

Serva di Dio Anna di Gesł (Anna Figus) Fondatrice

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Cagliari, 18 aprile 1900 - Roma 27 giugno 1995


“In fondo quello di cui avevo veramente bisogno era di sentirmi almeno per una volta accolta”, queste parole raccontano l’esperienza di “redenzione” di una donna emarginata che ha trovato la forza di ricostruire la propria vita con l’aiuto delle Pie Suore della Redenzione, una congregazione religiosa nata dal cuore e dalla tenacia di una donna sarda.
Anna Figusnacque a Cagliari il 18 aprile 1900, ultima di sette figli, in un’agiata famiglia borghese. Orfana di madre che aveva solo un anno, venne allevata con amore dal padre. Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale frequentò l’Istituto Magistrale Statale “E. D’Arborea”, dove conseguì il diploma di maestra elementare. Non poté poi proseguire gli studi per l’opposizione del padre che non volle lasciarla partire per la penisola. Era suo desiderio conseguire la laurea in Pedagogia. Si impegnò nell’associazionismo, fino ad essere delegata regionale della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Erano gli anni di episcopato di Ernesto Maria Piovella, figura eminente della Chiesa sarda.Nel cuore di Anna maturò la vocazione claustrale per cui ottenne di entrare nell’Ordine delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento di Torino, ma per motivi di salute dovette desistere. Decise comunque di consacrarsi come laica, abbandonò l’impegno attivo nell’Azione Cattolica per entrare nel Terz’Ordine Francescano. Fino al 1934 si dedicòalla cura dell’anziano padre e a una intensa vita di preghiera con l’impegno di aiutare i poveri. Fu poi l’amica Rita Atzori, anche lei missionaria laica, che prestava servizio nel Reparto di cura dimalattie veneree dell’Ospedale Civile di Cagliari, che le fececonoscere i problemi di molte donne emarginate della società.Certo fece sorprendere che una giovane della buona borghesia avesse contatti con delle “pubbliche peccatrici”. Al terzo giorno di servizio, tutte le degenti del reparto si avvicinarono ai Sacramenti ed ebbero la promessa di Anna che si sarebbe presa cura di loro.Nei mesi successivi, andando contro il perbenismo borghese, portò avanti il desiderio che nacque nel suo animo: la fondazione di una congregazione religiosa dedita alla redenzione delle ex-prostitute. Fu decisivo il sostegno dell’arcivescovo Piovella che le ordinò di scrivere,in una sola sera, ai piedi del Crocifisso, la prima Regola della nuova famiglia religiosa. Il 6 aprile 1935 Anna prese i voti nella cattedrale di Cagliari e fu nominata prima superiora con il nome di suor Anna di Gesù. Il successivo 11 aprile giunsero le prime ospiti nella Casa Madre della Congregazione intitolata a “Nostra Signora di Bonaria”.Nel 1937 la congregazione riuscì ad assicurarsi un intero edificio, in cui si aprì un laboratorio di sartoria e ricamo e una lavanderia per assicurare un reddito alle ospiti e alle suore. Intanto furono aperte due nuove Case, a Guspini nel 1939 e a Sassari nel 1940. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel febbraio 1943,le suore e le loro ospiti, come gran parte dei cagliaritani, dovettero sfollare nei paesi dell’interno. La Casa Madre crollò parzialmente durante i bombardamenti del 13 maggio, la comunità fece ritorno in città nel 1944, mentre la grave situazione di miseria della popolazionecomportavaildilagare della prostituzione e delle malattie collegate. Si intensificò, parallelamente, l’attività della Congregazione, in risposta alle nuove emergenze sociali. Nel 1944 ebbe inizio l’apostolato nella sezione femminile delCarcere del Buoncammino, l’anno successivo iniziò, sempre a Cagliari, l’assistenza spirituale di studentesse universitarie.A partire dal 1949 la congregazione aprì a Roma una Centro di accoglienza presso Villa Mater Admirabilisdove l'anno successivo fu trasferita la Casa Generalizia. Quell’anno l'istituto ricevette la prima approvazione pontificia. Nel decennio 1950-1960 furono aperte comunità a Padova, Firenze, Lanusei, Napoli, Torino, Treviso, Flumini di Quartu e Ozieri. Vennero accolte anche adolescenti date in affidamento dal Tribunale dei minori, mentre si dava vita a progetti di inserimento delle ospiti nel mondo del lavoro. Per l’accoglienza delle ragazze-madri la congregazione aprì una prima Casa a Roma nel 1957, nel 1960 si aprì a Genova una scuola-convitto per infermiere. Madre Anna fu sempre attenta a cogliere i segni dei tempi, per venire incontro ai nuovi fenomeni di disagio sociale. Negli ultimi anni le attenzioni sono state per le vittime della tossicodipendenza. L’operato delle Suore ha poi varcato i confini d’Italia. In India la prima Casa fu aperta nel 1976 a Rippon (Alto Kerala), due anni dopo a Bangalore, in un contesto sociale complesso e arretrato, ancora soggetto alla divisione in caste. Altre missioni soseroin Brasile, nel 1979 a Candido Mendes (Stato del Maranhao), in un contesto spaventoso di povertà e arretratezza, e in Perù. Madre Anna morì a Romail 27 giugno 1995, quasi centenaria,testimone di due guerre mondiali e di come tante giovani avevano visto cambiare la propria esistenza grazie al suo operato e a quello delle sue figlie spirituali. È in corso il processo di beatificazione.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2020-04-21

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