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Sant' Addai Primo dei 70 discepoli, Apostolo di Edessa
Festa:
5 agosto (Chiese Orientali)
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† probabilmente Edessa o Beirut, seconda metà del I sec.
Nella chiesa siro-occidentale si fa memoria il 1° ottobre di Addai,
apostolo dell'oriente, che la chiesa caldea ricorda la quinta domenica
di Pasqua. I dati storici su di lui sono molto scarni. Originario della
Palestina, secondo la tradizione egli sarebbe il primo dei 70 discepoli
di cui parla il vangelo secondo Luca. Addai fu il fondatore della chiesa
di Edessa tra il I e il II secolo, mentre un suo discepolo, Mari,
avrebbe fondato la chiesa di Persia. I due apostoli dell'oriente, Addai e
Mari, sono ricordati insieme in varie regioni orientali, in date che
variano da una zona all'altra; la festa più importante è forse quella
che si celebra con una ricca liturgia in Iraq e in Kurdistan il 5 di
agosto.
Etimologia: Deriva dal siriaco 'Addai', forma orientale identificata tradizionalmente con Taddeo.
Emblema: Rotolo del Vangelo, croce, libro, re Abgar, immagine di Cristo (Mandylion).
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Le notizie su Addai (o Addeo, Addeus, Taddeo di Edessa) provengono principalmente da tre tradizioni. La più antica è quella riferita da Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica, che afferma di aver consultato gli archivi di Edessa e racconta l'invio del discepolo Taddeo presso il re Abgar. Una seconda testimonianza è costituita dalla Dottrina di Addai, opera siriaca composta probabilmente tra il IV e il V secolo. Essa amplia considerevolmente il racconto con finalità catechetiche e apologetiche. Infine, la tradizione liturgica delle Chiese siriache ha conservato numerosi elementi relativi alla sua attività missionaria e alla fondazione delle prime comunità cristiane della Mesopotamia. Gli studiosi riconoscono il valore storico dell'antica evangelizzazione di Edessa, pur considerando molti episodi della vita di Addai appartenenti all'elaborazione agiografica.
Uno dei Settanta discepoli Secondo la tradizione orientale Addai apparteneva ai Settanta (o Settantadue) discepoli inviati da Gesù ad annunciare il Regno di Dio. Alcune tradizioni lo identificano con il Taddeo menzionato da Eusebio, mentre altre insistono nel distinguerlo nettamente dall'apostolo Giuda Taddeo, uno dei Dodici. Questa distinzione è oggi generalmente accolta dagli studiosi della tradizione siriaca.
La missione presso il re Abgar L'episodio più celebre riguarda il sovrano Abgar di Edessa. La tradizione racconta che il re, colpito da una grave malattia, inviò una lettera a Gesù chiedendogli di recarsi nella sua città. Dopo l'Ascensione, l'apostolo Tommaso avrebbe mandato Addai a Edessa. Il discepolo guarì Abgar, lo istruì nella fede e ne ottenne la conversione insieme a numerosi abitanti della città. Dal punto di vista storico è probabile che questa narrazione sia il frutto di una progressiva elaborazione letteraria volta ad attribuire alla Chiesa di Edessa un'origine direttamente apostolica. Rimane tuttavia plausibile che la città abbia conosciuto molto presto una presenza cristiana, destinata a diventare uno dei principali centri del cristianesimo siriaco.
Fondatore della Chiesa di Edessa La tradizione attribuisce ad Addai l'organizzazione della prima comunità cristiana di Edessa. Avrebbe ordinato presbiteri, istituito diaconi e affidato la guida della Chiesa ai suoi discepoli, tra i quali Aggai e Mari. Da questa comunità il cristianesimo si sarebbe progressivamente diffuso in tutta la Mesopotamia e poi verso la Persia. Sebbene i dettagli siano difficili da verificare storicamente, è certo che Edessa divenne uno dei più importanti centri culturali e teologici dell'Oriente cristiano.
Gli ultimi anni Le tradizioni non concordano sulla conclusione della sua vita. Alcune sostengono che morì serenamente a Edessa dopo aver consolidato la giovane Chiesa; altre lo fanno terminare la sua missione a Beirut, dove avrebbe continuato la predicazione fino alla morte. Nessuna delle due versioni può essere confermata con certezza.
La Liturgia di Addai e Mari L'eredità più significativa legata al suo nome è la Liturgia di Addai e Mari, una delle più antiche anafore eucaristiche giunte fino ai nostri giorni. La sua origine viene tradizionalmente attribuita ad Addai e al suo discepolo Mari, anche se il testo oggi conservato è frutto di una lunga evoluzione liturgica, risalente almeno ai secoli III-IV. Questa liturgia è ancora utilizzata dalla Chiesa Assira d'Oriente, dalla Chiesa Cattolica Caldea e dalle Chiese di tradizione siro-orientale dell'India. Essa rappresenta una testimonianza eccezionale dell'antichità del culto cristiano orientale.
Il rapporto con san Tommaso Nella tradizione siriaca Addai agisce come inviato dell'apostolo Tommaso, considerato il grande evangelizzatore dell'Oriente. Questa relazione esprime il desiderio delle antiche Chiese mesopotamiche di collegare direttamente la propria origine alla predicazione apostolica.
Il Mandylion di Edessa Nella Dottrina di Addai compare anche la celebre tradizione dell'immagine di Cristo associata a Edessa, destinata a evolversi nella venerazione del Mandylion, una delle più importanti reliquie della cristianità bizantina. Questo sviluppo appartiene tuttavia alla tradizione agiografica successiva e non può essere considerato un dato storico sul ministero di Addai.
Culto Sant'Addai è particolarmente venerato dalle Chiese siriache, assire, caldee, ortodosse orientali e da diverse Chiese cattoliche orientali. La sua memoria liturgica ricorre il 5 agosto nelle tradizioni orientali, mentre alcune Chiese lo commemorano anche in altre date insieme ai Settanta discepoli.
Autore: Giampietro Cattini
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