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Sant' Ignazio Sadkovskij Vescovo e martire

(Chiese Orientali)

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21 ottobre 1887 - 9 febbraio 1938


Il martire Ignatij Sadkovskij nasce il 21 ottobre 1887 a Mosca, entra in monastero l’11 dicembre 1910 e il 31 luglio 1911 viene ordinato sacerdote dopo ave completato gli studi all’accademia teologica di Mosca. Il 5 aprile 1920, alla giovane età di 33 anni, è consacrato vescovo di Belev, vicario della diocesi di Tula. La città di Belev a quel tempo contava 12.000 abitanti, con due monasteri, uno maschile e l’altro femminile, 14 chiese e la cattedrale. La struttura ecclesiale era solida, almeno secondo i numeri. In realtà la situazione era tutt’altro che fiorente. A scompaginare la vita della chiesa ci pensava la chiesa scismatica degli ‘innovatori’ filocomunisti, che, puntando sull’appoggio del partito, usava tutti i mezzi per ostacolare la vita religiosa della Chiesa ortodossa.
Nel giugno 1922 alla cattedra di Tula viene nominato Vitalij (Vvedenskij) il quale subito dopo la consacrazione passa alla chiesa filocomunista e costringe il vescovo Ignatij ad abbandonare Belev. Gli innovatori riescono ad occupare quasi tutti gli edifici delle chiese, ma non riescono a convincere il popolo credente che, anche in assenza della guida spirituale, si riunisce in comunità che professano la loro lealtà alla Chiesa ortodossa e la dipendenza dal vescovo Ignatij. Costui, dall’esilio scrive una lettera pastorale ai fedeli: “Il santo apostolo Paolo nelle sue lettere ai fedeli cristiani raccomanda di restare fedeli alla vocazione in cui sono stati chiamati (Ef.4,1), di conservare l’unità dello spirito nel vincolo della pace (Ef.4,3)e domanda insistentemente di vivere nella tradizione che hanno imparato dai santi Padri (2Col.2,15). Con profonda tristezza notiamo che una parte dei fedeli si è staccata dall’unica Chiesa di Cristo fondando la cosi detta ‘Chiesa viva’ … essa si è staccata dall’unico Corpo di Cristo.” Con la diffusione della lettera del vescovo Ignatij scoppia una rabbiosa campagna promossa dagli innovatori. Un delegato della chiesa viva sente il dovere di interpellare le autorità comuniste perché prendano provvedimenti contro “la propaganda antisovietica del vescovo Ignatij”.
Il 7 gennaio 1923 (il giorno di Natale secondo il calendario della Chiesa ortodossa russa) viene arrestato il vescovo Ignatij e con lui il fratello sacerdote monaco Georgij ed altre persone vicine al vescovo che vengono trattenute nella prigione di Belev e, dopo gli interrogatori di rito, trasferiti alla prigione di Tula. La comunità cristiana della ‘Trasfigurazione’, nata spontaneamente dal basso, dopo l’espulsione del vescovo Ignatij dalla sua cattedra, inoltra domanda alle autorità comuniste perché il vescovo venga liberato, tenendo conto che era gravemente ammalato di tubercolosi. La domanda non ottiene risposta.
Dagli interrogatori rimasti negli archivi della polizia segreta riportiamo la testimonianza di Tat’jana Stogova arrestata assieme al vescovo Ignatij. Sua madre era stata fucilata dai comunisti ed il padre era scomparso in qualche lager. Il giudice istruttore le dice che se è disposta a deporre contro il vescovo la sua pena sarebbe stata attenuata. Tat’jana risponde: “Anche se dovessi essere condannata a dieci anni di lager non pronuncerò neppure una parola falsa contro di lui. Egi è un uomo di fede profonda …”. Il 24 agosto 1923 il vescovo Ignatij e il fratello padre Georgij vengono condannati a tre anni di lager e Tat’jna Stogova ad un anno di lager nelle isole Solovki. Scontata la pena il vescovo ritorna a Belev, ma dopo pochi mesi, alla fine del 1926 viene nuovamente arrestato. Liberato dopo due mese nel 1927 viene di nuovo arrestato e nuovamente liberato dopo due mesi. E così fino al 1929 quando il vescovo Ignatij ed il fratello padre Georg vengono arrestati (26 dicembre 1939) e condannati a tre anni di lager (2 luglio 1930). Scontata la pena nel 1935 i due fratelli sono condannati ad un anno di lager. Il 3 febbraio 1936 il vescovo Ignatij viene arrestato per aver creato una associazione antisovietica fra il clero e condannato a cinque anni di confino. Il 3 agosto 1937 il vescovo viene arrestato al confino e il 15 ottobre condannato a dieci anni di lager. Il vescovo Ignatij Sadkovskij muore in lager il 9 febbraio 1938 e sepolto in fossa comune.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-08

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