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Beato Simeone Maria Cardon Religioso cistercense, martire

14 maggio

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Cambrai, Franca, ? - Casamari, Frosinone, 14 maggio 1799

Nato a Cambrai (Francia), emise la professione religiosa il 4 agosto 1782, presso il monastero benedettino della Congregazione di San Mauro di Saint-Faron de Meaux. Durante la Rivoluzione Francese, si oppose pubblicamente alla Costituzione Civile del Clero e, nel 1795, dovette fuggire dalla Francia, rifugiandosi nell’Abbazia di Casamari. Qui rinnovò la sua professione il 5 maggio 1797. Dopo essere stato economo, divenne priore dell’Abbazia, che fu da lui guidata dopo che, nel 1798, l’Abate Romualdo Pirelli era fuggito a causa delle turbolenze politiche. Il Beato si distinse per santità di vita e specialmente per la carità verso i malati. Morì il 14 maggio 1799, dopo essere stato colpito dai soldati francesi che avevano occupato l’Abbazia di Casamari il giorno prima. Papa Francesco ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede in data 26 maggio 2020, aprendo così la strada alla sua beatificazione.



Priore e cellerario, nacque a Cambrai, fu monaco benedettino a Parigi, durante la Rivoluzione fuggì dalla Francia e raggiunse rocambolescamente Casamari il 5 maggio 1795, dove vestì l’abito cistercense e, poi, emise la professione di stabilità.
Per bontà ed esemplarità di vita fu nominato, prima economo e successivamente, priore dell’abbazia. All’approssimarsi dell’esercito francese in ritirata, dapprima decise di fuggire con i monaci, ma poi, li esortò a rimanere.
Il 13 maggio egli accolse il drappello degli sbandati e distribuì loro cibo e bevande; davanti alla loro furia distruttiva, dapprima si nascose nell’orto, ma rientrato in sé, ritornò nella sua cella dove fu assalito dai soldati che reclamavano i tesori del monastero. Con la sciabola fu ferito alla testa ed alle mani mentre cercava di parare i colpi.
Morì verso le sette del mattino seguente; aveva cinque ferite, due colpi di baionetta nel corpo, un colpo di sciabola nella testa, uno sul braccio destro e uno sulla coscia sinistra.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2020-05-28

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