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Beato Ludovico Francesco Le Brun Sacerdote benedettino, martire

20 agosto

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Rouen, Francia, 4 aprile 1744 – Rochefort, Francia, 20 agosto 1794

Louis-François Le Brun nacque il 4 aprile 1744 a Rouen. Educato religiosamente, entrò a diciott’anni nel monastero benedettino di San Martino a Sées, compiendo la professione religiosa il 10 giugno 1763 e diventando sacerdote nel settembre 1771. Apparteneva alla congregazione benedettina di San Mauro e alla provincia benedettina di Normandia e passò per vari monasteri e abbazie. A causa delle leggi che sopprimevano i voti solenni, per continuare a vivere da monaco chiese e ottenne di vivere in una casa privata, con una piccola pensione. Anche la vita comune nei monasteri fu dissolta, per cui visse per conto proprio a Rouen. Rifiutatosi di prestare il giuramento di libertà e uguaglianza, venne imprigionato il 9 novembre 1793. Tentò invano di essere esentato dalla deportazione per malattia, ma venne rinchiuso nella nave, impropriamente detta pontone, «Les Deux Associés», ancorata nei pressi di Rochefort. Il mezzo avrebbe dovuto salpare verso la Guyana, ma non poté a causa dello scarso stato di conservazione e del blocco navale imposto dalla flotta inglese. Il monaco lottò tra la vita e la morte per molti giorni, mostrando una grande pazienza e rassegnazione. Morì il 20 agosto 1794. Il suo corpo fu seppellito sull’isola Madame. Fu beatificato dal Papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995, compreso in un elenco di sessantaquattro sacerdoti e religiosi morti per la fede durante la prigionia nei pontoni di Rochefort.

Martirologio Romano: In una galera ancorata al largo di Rochefort sulla costa francese, beati Ludovico Francesco Le Brun e Gervasio Brunel, sacerdoti e martiri, dei quali il primo era monaco della Congregazione Benedettina di San Mauro e il secondo priore dell’abbazia cistercense dei Trappisti: consegnati entrambi a una disumana prigionia durante la rivoluzione francese, consumarono il loro martirio consunti da malattia.


Louis-François Le Brun nacque il 4 aprile 1744 a Rouen, figlio del tesoriere della parrocchia di sant’Erblando, dove fu battezzato il giorno stesso della nascita.
Educato religiosamente, entrò a diciott’anni nel monastero benedettino di San Martino a Sées, compiendo la professione religiosa il 10 giugno 1763. Apparteneva alla congregazione benedettina di San Mauro e alla provincia benedettina di Normandia.
Nel 1770, diacono, fu inviato al monastero di Jumiéges, dove l’anno successivo, a settembre, fu ordinato presbitero. Passò poi per varie abbazie. Il capitolo generale del 1783 lo nominò priore dell’abbazia di Bonne Nouvelle a Rouen e nel 1788 passò a quella di San Vandregisilo.
Vennero poi le leggi del 1790, che soppressero i voti solenni. Il monaco dichiarò che si riservava la possibilità di vivere in una casa privata, per cui ricevette una pensione trimestrale di duecentoventicinque libbre. Quando si dissolse la vita comune a San Vandregisilo, nell’ottobre 1791 passò a Jumiéges, ma, vedendo il disordine che c’era lì, s’installò per conto proprio a Rouen.
Si rifiutò poi di prestare il giuramento di libertà e uguaglianza, previsto dalla legge del 10 agosto 1792. Perciò, l’anno seguente, si vide nella necessità di scegliere tra prestare giuramento o andare verso la deportazione o l’esilio.
Cercò di evitare il dilemma, ma venne imprigionato il 9 novembre 1793 a Saint-Vivien di Rouen. Di nuovo tentò evitare la deportazione affermando di essere malato, ma invano. Il 21 marzo 1794 partì per Rochefort, dove arrivò a metà aprile.
Venne imbarcato sulla nave-deposito, impropriamente detta pontone, «Les Deux-Associés». L’imbarcazione non partì mai, sia perché fatiscente, sia perché il blocco navale imposto dall’esercito francese impediva di salpare in mare aperto.
Insieme alle centinaia di sacerdoti e religiosi imprigionati, molti dei quali provenienti dal suo stesso dipartimento, il monaco sopportò le ingiurie dell’equipaggio, la scarsa assistenza sanitaria e le malattie che imperversavano. Per vari giorni lottò tra la vita e la morte, mostrando una notevole pazienza e rassegnazione. Morì il 20 agosto 1794 e fu sepolto sull’isola Madame, ribattezzata Citoyenne (“Cittadina”).
Fu beatificato dal Papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995, compreso in un elenco di sessantaquattro sacerdoti e religiosi, i soli, fra quanti erano deceduti nei pontoni di Rochefort, di cui si era potuta reperire sufficiente documentazione.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2020-08-12

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