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Beato Nicesio Pérez del Palomar Quincoces Religioso redentorista, martire

16 agosto

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Tuesta, Spagna, 2 aprile 1859 – Madrid, Spagna, 16 agosto 1936

Nicesio Pérez del Palomar Quincoces nacque a Tuesta, nell’Álava, il 2 aprile 1859. Non ci sono notizie sulla sua infanzia, mentre sulla sua giovinezza sono pervenuti dettagli in più, relativi alla sua partecipazione alle guerre carliste nelle liste dei liberali. Con la stessa determinazione entrò come postulante tra i Redentoristi a El Espino presso Burgos; aveva poco meno di venticinque anni e gli fu affidato il mestiere di falegname. Approfondì le sue conoscenze di orticoltura a Contamine, in Francia, poco dopo aver professato i voti; poi affiancò un confratello più esperto per diventare capomastro. A seconda delle necessità dei confratelli, veniva inviato ora in una casa, ora in un’altra. Anche se impegnato nei lavori più disparati, non perdeva mai lo spirito di preghiera. Allo scoppio della guerra civile spagnola, si trovava a Madrid, nella comunità del Perpetuo Soccorso; aveva settantasette anni ed era praticamente cieco. Il 19 luglio 1936 lasciò la comunità, accompagnato da fratel Gregorio Zugasti Fernández de Esquide. Il 14 agosto, dopo un mese di peregrinazioni, entrambi furono arrestati, quindi trasferiti alla stazione di polizia di Chamberí. Prima di essere fucilato, il 16 agosto 1936, si rivolse al capo del plotone dimostrando di non aver perso il coraggio dei suoi anni giovanili; venne ucciso dopo fratel Gregorio. Durante quella persecuzione, morirono in tutto dodici Redentoristi delle case di Madrid: oltre a fratel Nicesio e fratel Gregorio, quattro provenienti dalla comunità di San Michele, più altri sei da quella del Perpetuo Soccorso. Tutti e dodici (fratel Nicesio è il più anziano del gruppo) furono beatificati nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena a Madrid, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica ricorre il 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.



Un giovane coraggioso e determinato
Nicesio Pérez del Palomar Quincoces nacque a Tuesta, nell’Álava, il 2 aprile 1859. Non ci sono notizie sulla sua infanzia, mentre sulla sua giovinezza sono pervenuti dettagli in più, relativi alla sua partecipazione alle guerre carliste nelle liste dei liberali. Dai commenti ascoltati da alcuni suoi coetanei si evince che possedesse un carattere coraggioso e determinato.

Fra i Redentoristi come fratello coadiutore
Con la medesima disposizione d’animo entrò come postulante tra i Redentoristi a El Espino presso Burgos; aveva poco meno di venticinque anni e gli fu affidato il mestiere di falegname. Nel 1883 fu assegnato ad Astorga presso León e nel 1884 a Nava del Rey presso Valladolid.
Nel 1885 tornò a El Espino per compiere il Noviziato. Emessa la professione e viste le sue qualità, nel 1891 fu inviato a Contamine, in Francia, affinché imparasse il mestiere di orticoltore. Rientrato a El Espino nel 1893, si dedicò alla coltivazione dei terreni e perfino all’arte dell’apicoltura. Rimase a El Espino come orticoltore fino alla metà del 1901, quando il Provinciale lo cambiò d’incarico: fu affiancato a fratel Luís, religioso più esperto, per imparare a essere capomastro.
Da allora cominciò a passare di casa in casa, a seconda delle necessità dei confratelli, prestandosi come falegname, orticoltore, apicoltore, muratore e direttore di carpenteria. I diversi Provinciali si fidavano di lui e gli affidavano lavori che richiedevano una certa competenza. Anche in mezzo al lavoro, continuava a dedicarsi alla preghiera.

Durante la guerra civile spagnola
Nel giugno 1936 giunse da Roma la nomina dei superiori per il triennio 1936-1939 e il riadattamento del personale nelle comunità redentoriste. Anche fratel Nicesio cambiò nuovamente comunità, arrivando a quella del Perpetuo Soccorso a Madrid.
Il 19 luglio, il giorno seguente lo scoppio della guerra civile spagnola, la comunità del Perpetuo Soccorso poté celebrare le Messe sia della solennità del Redentore, sia del giorno seguente; alcuni religiosi di quella comunità pernottarono fuori.
Il 21 furono celebrate solo le prime Messe del mattino. Subito dopo, fu consumato il Santissimo Sacramento: le porte del santuario furono chiuse e lo rimasero fino alla fine della guerra. La comunità si riunì per mangiare prima dell’orario abituale. Poco dopo, tutti i religiosi, già vestiti in abiti civili, si dispersero.

Il martirio
Fratel Nicesio, che aveva settantasette anni ed era praticamente cieco, aveva già lasciato la comunità il 19 luglio 1936, accompagnato da fratel Gregorio Zugasti Fernández de Esquide, che non aveva voluto abbandonarlo.
Il 14 agosto, dopo un mese di peregrinazioni, entrambi furono arrestati, quindi trasferiti alla stazione di polizia di Chamberí. Fratel Gregorio, lungo il tragitto, disse ai miliziani: «Ci portate via come i Giudei fecero con Cristo».
Quando i due religiosi furono posti di fronte al plotone d’esecuzione, fratel Nicesio affrontò il capo plotone: «E hai il coraggio di uccidere un vecchio che potrebbe essere tuo padre e persino tuo nonno?».
Fratel Gregorio cadde a terra per primo. Quando fu il turno di fratel Nicesio, questi chiese di poter dire un’ultima preghiera, poi avrebbero potuto sparargli; così avvenne. Uno dei soldati che avevano assistito all’esecuzione, andandosene, esclamò: «Che energia ha quel vecchio!». Secondo il certificato di morte, l’esecuzione era avvenuta al settimo chilometro della strada per Castellón, intorno alle 5 del mattino del 16 agosto 1936.
In tutto, durante quella persecuzione, morirono dodici Redentoristi delle case di Madrid: quattro dalla comunità di San Michele, altri sei da quella del Perpetuo Soccorso. Tutti godettero immediatamente di fama di martiri all’interno e all’esterno della Congregazione dei Redentoristi.

La causa di beatificazione in fase diocesana
L’inchiesta diocesana della causa di beatificazione, intitolata a Vicente Nicasio Renuncio Toribio e undici compagni, si svolse a Madrid dal 19 settembre 2006 al 27 novembre 2007. Gli atti dell’inchiesta furono convalidati dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 24 marzo 2010.
La “Positio super martyrio”, presentata nel 2019, fu sottoposta ai Consultori Storici il 29 gennaio dello stesso anno, essendo appunto la causa di natura antica o storica, perché dai fatti erano trascorsi più di cinquant’anni.

Il decreto sul martirio
Il 24 settembre 2020 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi emisero il proprio voto favorevole. I Cardinali e i Vescovi membri della stessa Congregazione, nella loro Sessione Ordinaria del 20 aprile 2021, riconobbero che l’odio contro la fede era l’unica ragione dell’accanimento contro i dodici Redentoristi e delle loro uccisioni.
Il 24 aprile 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò infine il decreto sul martirio.

La beatificazione
Fratel Nicesio, fratel Gregorio e gli altri dieci furono quindi beatificati a Madrid, nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena, il 22 ottobre 2022. La Messa con il Rito della Beatificazione fu presieduta dal cardinal Semeraro come inviato del Santo Padre. La loro memoria liturgica venne fissata al 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.
La Congregazione del Santissimo Redentore aveva già visto, il 13 ottobre 2013, la beatificazione di sei suoi membri, martiri durante la stessa persecuzione, appartenuti alla comunità di Cuenca.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2022-10-27

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