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Beata Maria Agostina Rivas López, detta Aguchita (Antonia Luzmila) Vergine e martire

27 settembre

Coracora, Perů, 13 giugno 1920 - La Florida, Perů, 27 settembre 1990

Professa della Congregazione di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, Papa Francesco in data 22 maggio 2021 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede.



La Serva di Dio Maria Agostina Rivas López, detta Aguchita, (al secolo: Antonia Luzmila) nacque il 13 giugno 1920 a Coracora (Perù). A 14 anni si trasferì a Lima per studiare nel Collegio Sevilla, diretto dalle Suore della Congregazione di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore. Attratta dalla vita consacrata, nel 1941, entrò nella medesima Congregazione, dove emise la professione religiosa temporanea 1’8 febbraio 1945 e quella perpetua l’8 febbraio 1949.
Visse a Lima fino al 1988, svolgendo vari servizi quali quello di cuoca, addetta alle pulizie del convento, infermiera, educatrice presso la scuola di Nuestra Señora de la Caridad del Buen Pastor, servizio ai minori in situazioni di abbandono, rischio sociale e povertà e come collaboratrice della Maestra delle Novizie.
Nel 1988, nel periodo in cui il movimento rivoluzionario maoista Sendero Luminoso aveva avviato una funesta attività terroristica, fu inviata a La Florida, nella regione di Junín (Perù), dove la Congregazione gestiva una missione con il particolare impegno di sostenere le donne contadine e indigene. Nonostante il crescente pericolo, la Congregazione confermò la propria presenza, organizzando programmi sulla salute, educazione, nutrizione, alfabetizzazione, artigianato e catechesi familiare.
La Serva di Dio visse tale nuovo incarico come un’ulteriore possibilità per stare con i più poveri, pur essendo consapevole delle difficoltà e dei rischi.
Il 27 settembre 1990, venne assassinata da giovani membri di Sendero Luminoso a La Florida (Perù).
Intorno agli anni Settanta, in Perù, in seguito ad una scissione del partito comunista, si era formata un’organizzazione guerrigliera di stampo maoista chiamata Sendero Luminoso. Le attività poste in essere dagli adepti erano volte a sovvertire il sistema vigente attraverso la lotta armata. Il centro delle rivolte era la zona rurale dell’Ayacucho costituita da montagne e villaggi le cui popolazioni erano dedite ad un’agricoltura di sussistenza. Inizialmente la gente del posto aveva sostenuto i terroristi sperando in un miglioramento delle condizioni di vita, ma presto ne prese le distanze a causa della violenza e del clima di terrore instaurato. La Serva di Dio svolse la missione nel villaggio di La Florida in tale contesto. Nonostante il costante pericolo, decise di rimanere accanto alla popolazione locale, fino ad essere uccisa da un gruppo armato di Sendero Luminoso che, il 27 settembre 1990, fece irruzione a La Florida, intimando a tutti gli abitanti di riunirsi nella piazza principale. Non avendo trovato la Superiora, i ribelli prelevarono la Serva di Dio e la uccisero davanti a dei testimoni oculari. L’accusa mossa nei suoi confronti era di essere un’operatrice di pace che, con le opere di carità e l’attività educativa, aveva distolto i giovani dall’insurrezione armata. Per paura, i cadaveri furono lasciati in piazza tutta la notte e vennero seppelliti l’indomani. La polizia recuperò il corpo della religiosa per sottoporlo all’autopsia che confermò le cause della morte.
Circa il martirio formale ex parte persecutoris, Sendero Luminoso assunse progressivamente atteggiamenti aggressivi verso organizzazioni cattoliche sostenute dalla Chiesa peruviana che si occupavano di progetti di sviluppo, formazione e solidarietà. I Senderisti si erano già resi colpevoli di attentati a conventi e missioni. Sacerdoti, religiosi e laici cristiani erano stati uccisi per il solo fatto di essere favorevoli alla pace e alla giustizia sociale. La Chiesa era quindi odiata perché impegnata con i suoi esponenti in un’opera di promozione umana e cristiana che, a detta dei terroristi, contrastava la realizzazione dei loro scopi sovversivi, soffocando lo spirito rivoluzionario con l’“oppio del popolo”. Nella fattispecie in esame, l’odium fidei emerge dal fatto che il gruppo armato cercava la Superiora e, non trovandola, catturarono un’altra suora – la Serva di Dio – segno evidente che volevano colpire una religiosa in quanto tale. L’odio alla fede è comprovato dagli insulti di tipo religioso pronunciati dai carnefici prima dell’uccisione della Serva di Dio, come riferito unanimemente dai testimoni oculari. Ciò conferma che l’avversione dei terroristi ad esponenti della Chiesa cattolica colpiva il lavoro svolto soprattutto con i giovani sottratti alla propaganda maoista.
Quanto all’elemento formale ex parte victimae, la Serva di Dio era consapevole dei rischi. Cionondimeno decise di rimanere a La Florida accanto alla gente e, al momento della cattura, si offrì chiedendo la liberazione degli altri prigionieri. Al loro rifiuto iniziò a pregare con lo sguardo rivolto al cielo.
La fama di martirio della Serva di Dio è diffusa sia all’interno della Congregazione delle Suore della Carità del Buon Pastore, sia tra la popolazione locale.


Fonte:
www.causesanti.va

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Aggiunto/modificato il 2021-06-02

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