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Beata Maria Adelheidis (Hedwig Agnes) Töpfer Martire

24 marzo

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Nysa, Polonia, 26 agosto 1887 - 24 marzo 1945

Hedwig Agnes (o Jadwiga Agneszka, se si preferisce la versione in polacco) Töpfer nacque a Nysa, in Polonia, il 26 agosto 1887. Rimasta orfana prima del padre, poi della madre, venne inviata dalle autorità, insieme a due delle sorelle (le altre erano già morte), al pensionato di Santa Notburga, delle Suore di Santa Elisabetta, nella loro stessa città. La vita delle suore l’attrasse, specie per la dedizione che esercitavano sulle allieve a cui insegnavano economia domestica e altre materie; chiese quindi di essere ammessa nella loro congregazione. Il 30 aprile 1908 iniziò il noviziato, cambiando nome in suor Maria Adelheidis. Emise la professione perpetua il 28 luglio 1919. Anche le due sorelle entrarono nella stessa congregazione. Il suo primo posto di servizio fu la casa di San Giorgio a Nysa, dal 1910 al 1914, anno in cui ebbe il trasferimento alla casa di San Carlo a Koźle: lì divenne prima insegnante, poi responsabile della scuola. In più, aiutava le donne disoccupate. Nel 1941 divenne infermiera dei soldati ricoverati a forza nella casa, riconvertita dalle autorità tedesche in lazzaretto. Tornò a Nysa, di nuovo a Santa Notburga, nel 1943: a causa del fronte in avvicinamento, erano stati evacuati lì gli anziani e i malati di altre parti della Slesia. Per continuare a stare insieme a loro, rinunciò a scappare. Nel pomeriggio del 24 marzo arrivò, dalla casa di San Giorgio, suor Maria Ludmilla, inviata dalla superiora a prelevare le consorelle. Tuttavia, mentre lasciavano la cantina, furono raggiunte da un soldato, con una mano insanguinata, il quale le accusò di avergli sparato. L’unica che ebbe la forza di parlare, anche se tra le lacrime, fu suor Maria Adelheidis. Il soldato, a sangue freddo, le sparò, poi rivolse l’arma contro suor Maria Sylwestra, anche lei presente. Insieme ad altre nove Suore di Santa Elisabetta (esclusa suor Maria Sylwestra per scarsità di documentazione a suo riguardo), vittime della violenza e della persecuzione da parte dei soldati, fu beatificata l’11 giugno 2022 nella cattedrale di San Giovanni Battista a Breslavia, sotto il pontificato di papa Francesco. La memoria liturgica delle dieci suore ricorre l’11 maggio, giorno della nascita al Cielo della religiosa scelta a capo del gruppo, suor Maria Paschalis Jahn.



Hedwig Agnes (o Jadwiga Agneszka, se si preferisce la versione in polacco) Töpfer nacque a Nysa, in Polonia, il 26 agosto 1887. Fu battezzata il 13 settembre 1887, quasi tre settimane dopo la nascita. Perse la madre, Teresa, quando aveva quattro anni; poco dopo, morirono anche due delle cinque figlie.
Suo padre, Antoni, impiegato delle ferrovie, dedicò tutto il tempo che poteva all’educazione delle figlie, ma di lei, diligente nello studio e pronta ad aiutare con gioia il prossimo, era particolarmente orgoglioso.
A dodici anni, rimase orfana anche del padre. Insieme alle sorelle Marta e Ida, quest’ultima più giovane di lei di un anno, venne inviata dalle autorità al pensionato di Santa Notburga, delle Suore di Santa Elisabetta, nella loro stessa città.
In quelle religiose trovò una nuova famiglia, ma anche dei modelli per il sogno che iniziava a coltivare: diventare insegnante. Il 30 aprile 1908 iniziò il noviziato, cambiando nome in suor Maria Adelheidis. Emise la professione perpetua il 28 luglio 1919. Anche le due sorelle entrarono nella stessa congregazione.
Il suo primo posto di servizio fu la casa di San Giorgio a Nysa, a partire dal 1910. Il 3 agosto 1914 venne destinata alla casa di San Carlo a Koźle, dove realizzò il suo sogno: cominciò a insegnare economia domestica, ma continuò a studiare a sua volta, per sostenere gli esami di abilitazione alla professione.
Divenne poi direttrice della scuola locale: le erano riconosciuti il rispetto da parte delle autorità e l’autorevolezza dai suoi allievi. Il suo dono maggiore era saper riconoscere, standogli accanto, l’unicità di ogni allievo, con i propri specifici pregi e un metodo di studio personale. Lavorò a Koźle per ventotto anni, aiutando anche le donne disoccupate.
Nel 1941, a guerra in corso, le autorità tedesche requisirono la casa, trasformandola in lazzaretto per i soldati ricoverati. Anche suor Maria Adelheidis divenne, da insegnante, infermiera: si spese in quel compito per tre anni.
Tornò a Nysa, di nuovo a Santa Notburga, nel 1943: a causa del fronte in avvicinamento, erano stati evacuati lì gli anziani e i malati di altre parti della Slesia. Accoglieva chiunque, anche se lo spazio scarseggiava sempre di più. Ebbe la possibilità di scappare, ma non volle abbandonare quelle persone.
A causa delle sempre più frequenti incursioni aeree, finì col trascorrere molto tempo nella cantina della casa, dove, sempre per sicurezza, venne trasferito anche il Santissimo Sacramento, così da poter celebrare la Messa. Dopo qualche tempo, i soldati scoprirono il nascondiglio e iniziarono a molestare le suore. Suor Maria Adelheidis fece del suo meglio per proteggere le altre suore e calmare i soldati, a volte riuscendoci.
Nel pomeriggio del 24 marzo arrivò, dalla casa di San Giorgio, suor Maria Ludmilla, inviata dalla superiora a prelevare le consorelle, nella speranza di metterle al riparo. Tuttavia, mentre lasciavano la cantina, furono raggiunte da un soldato, con una mano insanguinata, il quale le accusò di avergli sparato. L’unica che ebbe la forza di parlare, anche se tra le lacrime, fu suor Maria Adelheidis. Il soldato, a sangue freddo, le sparò, poi rivolse l’arma contro suor Maria Sylwestra, anche lei presente.
Il suo corpo venne portato nella lavanderia. Fu sepolto soltanto il 28 marzo, senza bara, nel giardino del convento di Santa Notburga, in una tomba semplice, tra la VI e la VII stazione della Via Crucis. Nel 1946 i suoi resti e quelli di suor Maria Sylwestra furono traslati presso il cimitero Jerozolimski di Nysa.
Suor Maria Adelheidis e altre nove Suore di Santa Elisabetta, vittime della violenza e della persecuzione da parte dei soldati (non fu possibile includere suor Maria Sylwestra per la scarsità di documentazione a suo riguardo), per la fama di martirio e di segni che da sempre le aveva circondate, furono beatificate nella cattedrale di San Giovanni Battista a Breslavia l’11 giugno 2022, nella Messa presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato di papa Francesco.
La loro memoria liturgica ricorre l’11 maggio, giorno della nascita al Cielo della religiosa scelta come capo del gruppo, suor Maria Paschalis Jahn.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2022-06-20

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