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Beato Emanuele Martín Sierra Sacerdote e martire

26 luglio

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Churriano de la Vega, 2 ottobre 1892 – Motril, Spagna, 26 luglio 1936

Manuel Martín Sierra nacque il 2 ottobre 1892 a Churriano de la Vega presso Granada. Fu ordinato sacerdote il 24 ottobre 1915 ed ebbe vari incarichi nella diocesi di Granada. Nel 1929 arrivò a Motril e dal 1930 fu parroco della chiesa della Divina Pastora. Il 25 luglio 1936, dopo l’assalto al convento degli Agostiniani Recolletti di Motril e la fucilazione di cinque religiosi, si rifugiò con uno dei superstiti, padre Vicente Pinilla, prima nell’ospedale cittadino, poi nella chiesa della Divina Pastora. Verso le 10.30 del 26 luglio, dopo la Messa celebrata da don Manuel, lui e l’agostiniano recolletto vennero trascinati fuori dalla chiesa e fucilati sul sagrato; il parroco aveva quarantaquattro anni. Insieme ai cinque Agostiniani Recolletti il 25 luglio, al suo compagno di martirio e a un altro Agostiniano Recolletto, fucilato il 15 agosto dello stesso anno, fu beatificato da san Giovanni Paolo II a Roma il 7 marzo 1999. I resti mortali degli otto Beati sono venerati nel mausoleo loro dedicato, presso il cimitero di Motril. La loro memoria liturgica ricorre il 5 maggio.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Motril vicino a Granada sulla costa spagnola, beati Vincenzo Pinilla, dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti, e Emanuele Martin Sierra, sacerdoti e martiri, che, trascinati via dalla chiesa, furono fucilati il giorno dopo il martirio di altri cinque loro compagni.


Manuel Martín Sierra nacque il 2 ottobre 1892 a Churriano de la Vega, presso Granada. Dopo aver completato gli studi umanistici presso i padri Scolopi, entrò nel Seminario diocesano di Granada.
Fu ordinato sacerdote il 24 ottobre 1915. Dopo aver conseguito il dottorato in Teologia, ebbe vari incarichi nella diocesi: cappellano di conventi, professore di seminario, segretario nell’Università Pontificia di Granada. Nel 1929 arrivò a Motril e dal 1930 fu parroco della chiesa della Divina Pastora.
All’alba del 25 luglio 1936, il convento degli Agostiniani Recolletti di Motril, già oggetto come la comunità d’insulti e persecuzioni, fu preso d’assalto. I padri Deogracias Palacios, León Inchausti, José Rada, Julián Benigno Moreno e fra José Ricardo Diez furono catturati e trascinati per le strade fino ad un giardino e lì fucilati; le loro salme furono lasciate a terra per ore.
Uno dei superstiti, padre Vicente Pinilla, si rifugiò con don Manuel nell’ospedale: rimasero nascosti tutto il giorno, mentre trascorsero la notte nella chiesa parrocchiale della Divina Pastora.
Il 26 luglio mattina don Manuel celebrò la Santa Messa, presenti le suore del vicino ospedale che ricevettero la Comunione insieme a padre Vicente. Verso le 10.30 arrivarono i rivoluzionari, i quali presero i due sacerdoti rimasti in chiesa e li trascinarono fuori, fucilandoli alla presenza di molti passanti, sul sagrato della chiesa.
L’ultimo degli Agostiniani Recolletti di Motril a dare la vita per la fede fu padre Vicente Soler: catturato il 29 luglio 1936, venne fucilato il 15 agosto.
Don Manuel, padre Vicente e gli altri sei Agostiniani Recolletti furono beatificati da san Giovanni Paolo II il 7 marzo 1999, nella basilica di San Pietro a Roma. I loro resti mortali sono venerati sono venerati nel mausoleo loro dedicato, presso il cimitero di Motril. La loro memoria liturgica ricorre il 5 maggio.


Autore:
Cristina Siccardi

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Aggiunto/modificato il 2022-02-25

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