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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > Beato Corrado da Spoleto Condividi su Facebook

Beato Corrado da Spoleto Francescano

Festa: 22 ottobre

Spoleto, Umbria, XIII sec. - San Liberato presso Sarnano, Macerata, 22 ottobre 1310

Fu un religioso francescano vissuto tra il XIII e il XIV secolo, ricordato soprattutto per la sua adesione all'ideale di rigorosa povertà evangelica proprio della corrente degli Spirituali. Le notizie sulla sua vita personale sono estremamente scarse, mentre meglio documentata è la sua collocazione nell'ambiente francescano rigorista dell'Italia centrale. È ricordato tra i frati che, negli ultimi anni del Duecento, sostennero una più stretta osservanza della Regola e del Testamento di san Francesco e che si collegarono all'esperienza dei Pauperes eremitae domini Celestini, costituiti sotto Celestino V nel 1294. Fonti francescane posteriori lo ricordano insieme a Corrado da Offida, Pietro da Macerata, Iacopone da Todi e altri esponenti del movimento. Dopo la breve esperienza dell'autonomia concessa da Celestino V, la situazione degli Spirituali divenne nuovamente conflittuale con l'autorità dell'Ordine e della Chiesa. Corrado è ricordato negli ultimi anni presso il convento di San Liberato, nelle vicinanze di Sarnano, dove sarebbe morto il 22 ottobre 1310. La sua memoria liturgica compare nei martirologi francescani al 22 ottobre, mentre un'antica tradizione riportata da Arturo da Moustier lo associava alla memoria della traslazione del 19 maggio.

Etimologia: Dal germanico Kuonrat, composto dagli elementi kuoni, 'audace, ardito', e rad, 'consiglio'; il significato complessivo è 'consiglio audace' o 'consigliere ardito'


Le notizie relative alle origini di Corrado sono molto limitate. L'appellativo 'da Spoleto' indica il legame con la città umbra, ma non permette di stabilire con certezza né la data né il luogo preciso della nascita. Non sono noti i nomi dei genitori, la formazione giovanile o la data della sua entrata nell'Ordine francescano.
La sua figura emerge soprattutto nel contesto della corrente francescana che, nella seconda metà del XIII secolo, sosteneva una rigorosa interpretazione della povertà e dell'osservanza della Regola di san Francesco. Corrado è ricordato tra i religiosi che condivisero questo orientamento insieme a figure più note come Corrado da Offida, Iacopone da Todi, Tommaso da Trevi, Pietro da Macerata e Angelo Clareno.

L'esperienza degli Spirituali
La questione della povertà costituì uno dei principali problemi interni all'Ordine francescano nel corso del XIII secolo. Una parte dei frati riteneva necessario conservare in maniera particolarmente rigorosa l'ideale della povertà evangelica e l'osservanza della Regola secondo l'intenzione originaria di Francesco.
Nel 1294, durante il breve pontificato di Celestino V, alcuni francescani rigoristi della Marca d'Ancona ottennero la possibilità di vivere separatamente dall'organizzazione ordinaria dell'Ordine. Nacque così il gruppo dei Pauperes eremitae domini Celestini, posto in rapporto con i monasteri della congregazione celestiniana. Studi moderni collocano Corrado da Spoleto tra i francescani spirituali che parteciparono a questo ambiente e che si collegarono all'iniziativa di rivolgersi a Celestino V.
Una fonte francescana della prima età moderna, Bernardino da Colpetrazzo, presenta Corrado da Spoleto insieme a Pietro da Macerata, Liberato, Corrado da Offida, Iacopone da Todi e Tommaso da Trevi come uno dei frati che desideravano una più perfetta osservanza della Regola. Il testo conserva quindi una memoria significativa dell'appartenenza di Corrado all'ambiente rigorista, anche se la redazione è posteriore di diversi secoli agli avvenimenti.
La concessione pontificia ebbe tuttavia durata breve. Celestino V abdicò il 13 dicembre 1294 e il suo successore Bonifacio VIII revocò le concessioni precedentemente accordate ai francescani separati. La vicenda degli Spirituali entrò così in una fase di crescente conflitto con la direzione dell'Ordine e con le autorità ecclesiastiche.

San Liberato presso Sarnano
Le informazioni più precise sulla parte finale della vita di Corrado provengono da una fonte seicentesca, Lodovico Jacobilli, che lo colloca nel convento di San Liberato, nella Marca d'Ancona, presso Sarnano. Secondo il racconto di Jacobilli, Corrado vi condusse una vita caratterizzata dalla rigorosa osservanza della Regola francescana e morì nello stesso luogo il 22 ottobre 1310.
La notizia della morte nel 1310 non deriva quindi da una testimonianza contemporanea, ma da una tradizione agiografica attestata in età moderna. La data è comunque quella costantemente associata alla sua memoria nei repertori francescani che ne tramandano il culto.
Jacobilli riferisce inoltre che Corrado fu sepolto accanto al suo compagno frate Liberato. L'identificazione precisa delle successive vicende delle spoglie non è sufficientemente documentata e non consente di indicare oggi un luogo certo di conservazione delle reliquie.

La morte e la memoria francescana
La morte di Corrado viene tradizionalmente collocata al 22 ottobre 1310. La sua memoria fu conservata negli ambienti francescani e la festa venne fissata al 22 ottobre. Una diversa tradizione, riferita al martirologio di Arturo da Moustier, lo associava invece a Corrado da Offida e Pietro da Monticelli il 19 maggio, in occasione della loro traslazione.
La diversa data non rappresenta necessariamente una contraddizione sulla morte, poiché il 19 maggio è collegato alla memoria della traslazione, mentre il 22 ottobre è la data tradizionalmente attribuita alla morte e alla festa di Corrado.

Corrado da Spoleto e il movimento degli Spirituali
Corrado appartiene al gruppo di religiosi francescani che cercarono una forma di vita più rigorosamente conforme alla Regola e al Testamento di san Francesco. La sua figura è quindi significativa soprattutto per la storia della crisi interna al francescanesimo tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo.
La sua collocazione tra gli Spirituali è attestata da fonti e studi che lo associano all'ambiente riunito attorno a Pietro da Macerata e Angelo Clareno e all'esperienza dei Pauperes eremitae domini Celestini. Non emerge invece una documentazione sufficiente per ricostruire in dettaglio le sue posizioni personali nelle successive controversie tra Spirituali e autorità dell'Ordine.

La tradizione agiografica
La scarsità delle fonti medievali direttamente riferibili a Corrado ha favorito la trasmissione di una memoria essenzialmente cultuale. La fonte seicentesca di Jacobilli costituisce la principale testimonianza utilizzata per la data e il luogo della morte, mentre le fonti francescane successive conservano la memoria della sua adesione alla rigorosa osservanza della Regola.
Non risultano episodi di miracoli, visioni o altri fatti prodigiosi attribuibili con sicurezza a Corrado da Spoleto. Le tradizioni relative ad altri frati francescani chiamati Corrado, in particolare Corrado da Offida e Corrado Confalonieri, non possono essere trasferite alla sua biografia.

Curiosità
- Il 19 maggio compare in una tradizione martirologica francescana come memoria della traslazione associata a Corrado da Spoleto, mentre la sua festa principale è il 22 ottobre.
- Corrado da Spoleto è distinto da Corrado da Offida, altro importante francescano spirituale vissuto nello stesso periodo, la cui biografia e il cui culto sono molto più ampiamente documentati.

Cronologia
- 1294 - Corrado da Spoleto è ricordato tra i francescani rigoristi collegati all'esperienza dei Pauperes eremitae domini Celestini costituiti sotto Celestino V.
- 13 dicembre 1294 - Celestino V abdica al pontificato.
- 1295 - Bonifacio VIII revoca le concessioni concesse ai francescani separati da Celestino V.
- 1310 - Corrado vive presso San Liberato, nelle vicinanze di Sarnano, secondo la tradizione trasmessa da Lodovico Jacobilli.
- 22 ottobre 1310 - Muore a San Liberato presso Sarnano e viene sepolto, secondo la tradizione, accanto al confratello frate Liberato.
- 19 maggio - Una tradizione martirologica attribuisce a questa data la memoria della traslazione di Corrado, insieme a Corrado da Offida e Pietro da Monticelli.

Valutazione storico-critica
- Corrado da Spoleto è una figura storica distinta dagli altri francescani omonimi, soprattutto da Corrado da Offida e da Corrado Confalonieri.
- Le fonti concordano nel collegarlo all'ambiente francescano rigorista e alla corrente degli Spirituali, ma le informazioni individuali sulla sua vita rimangono molto scarse.
- La partecipazione all'esperienza dei Pauperes eremitae domini Celestini nel 1294 è sostenuta dalla tradizione francescana e da studi moderni, ma la documentazione personale direttamente riferibile a Corrado è limitata.
- La data del 22 ottobre 1310 e la morte presso San Liberato, vicino a Sarnano, derivano principalmente dalla testimonianza seicentesca di Lodovico Jacobilli e non da una fonte contemporanea alla vita del religioso.
- Non sono documentate con sufficiente certezza la data e il luogo della nascita, i genitori, la formazione, l'ingresso nell'Ordine e gran parte delle vicende personali.
- Il titolo di beato appartiene alla tradizione cultuale francescana; non risulta documentata una specifica celebrazione di beatificazione paragonabile alle procedure canoniche moderne.
- Il culto è attestato dalla memoria nei martirologi francescani e dalla celebrazione del 22 ottobre. La diversa memoria del 19 maggio è collegata alla tradizione della traslazione.
- Non risultano documentati patronati specifici, miracoli individuali riconosciuti, reliquie sicuramente identificate o una precisa iconografia antica propria di Corrado da Spoleto.
- La sua importanza storica risiede soprattutto nella partecipazione al movimento francescano rigorista dell'Italia centrale durante la crisi della questione della povertà tra XIII e XIV secolo.

Fonti e bibliografia essenziale
- Bernardino da Colpetrazzo, Historia Ordinis Fratrum Minorum Capuccinorum, libro I, tradizione seicentesca che ricorda Corrado da Spoleto tra i frati desiderosi della rigorosa osservanza della Regola.
- Lodovico Jacobilli, Vite de' santi e beati dell'Umbria, e di quelli i corpi de' quali riposano in essa provincia, Foligno, 1656, fonte seicentesca per la tradizione relativa alla morte di Corrado a San Liberato il 22 ottobre 1310.
- Felice Accrocca, 'I Pauperes Eremite Domini Celestini', in Celestino V Papa Angelico, Atti del 2° Convegno storico internazionale, L'Aquila, 1988, pp. 95-120, studio sull'esperienza dei francescani spirituali collegata a Celestino V.
- Alessia Luvisotto, 'La Vita del povero et humile servo de Dio Francesco: una memoria negata', TranScript, 2, 2023, pp. 33-64, per il contesto storico dei Pauperes eremite domini Celestini.
- Arsenio Frugoni, 'Angelo Clareno', in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, 1961, per il contesto storico della corrente spirituale francescana e dell'esperienza dei Pauperes eremitae.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il beato Corrado da Spoleto è un francescano vissuto tra i secoli XIII e XIV.
Le fonti francescane ricordano che visse nel convento di Sarnano in provincia di Macerata ed è uno dei pochi frati che ottennero dal Pontefice Celestino V, la possibilità di ritirarsi in un luogo separato e di “non obbedienza” al ministro generale dei francescani per poter vivere, in maniera rigorosa la regola di San Francesco nella più totale e completa povertà.
Il beato Corrado, con il beato Corrado da Offida, beato Pietro da Montecchio, beato Iacopone, e beato Tommaso, dal 1290 fa parte di quel gruppo di francescani conosciuti sotto il nome di Poveri Eremiti Celestini, che erano sotto la protezione del cardinale Napoleone Orsini, uomo liberarle, benigno e promotore delle cause pie.
I “Pauperes eremite domini Celestini” ottennero di vivere osservando la Regola ed il Testamento di s. Francesco “simpliciter et sine glossa”, non si potevano definire frati minori e nemmeno potevano essere ritenuti alla stregua di una congregazione di monaci Benedettini, non avendone preso la Regola.
Dopo la morte di Celestino V ci fu chi si batté affinché i suoi compagni potessero continuare a servire il Signore, “secundum propositum s. Francisci”, vivendo in luoghi solitari sotto la protezione dei vescovi.
Lodovico Iacobelli nel suo testo del 1652 “Vita de santi e beati dell’Umbria”, ci racconta della morte del beato Corrado: “Dopo aver sopportato moltissime tribolazioni e molestie per la puntuale osservanza della regola del Padre Francesco, dimorando nel convento si San liberato nella Marca d’Ancona, nelle vicinanze di Sarnana, in esso morì santamente, come santamente era vissuto il dì 22 ottobre 1310 e fu sepolto appresso il suo diletto compagno beato F. Liberato”.
Nei martirologi francescani è festeggiato e ricordato nel giorno 22 ottobre.
Solo nel martirologio di Arturo da Mostier viene commemorato, per il suo zelo e la sua santità, con i beati Corrado da Offida e Pietro da Monticelli nel giorno della sua traslazione, il 19 maggio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-10-02

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