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Servo di Dio Mario Sturzo Vescovo

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Caltagirone, 2 novembre 1861 - Piazza Alberina, 12 novembre 1941

Vescovo di Piazza Armerina, si propose vivere l’esperienza sacerdotale, non legata soltanto alle pie pratiche religiose di devozione popolare, ma di coniugare l’aspirazione alla santità con la vita apostolica sociale. Con il fratello Luigi voleva rendere affascinante il messaggio evangelico ed essere a servizio di chiunque, attraverso l’entusiasmo del movimento cattolico. Negli ultimi anni della sua vita scrisse il testo “La vita in Dio”, nel quale la sua ricerca filosofica trovava una precisa sintesi dal punto di vista mistico-spirituale.
 



Famiglia e formazione
Mario Sturzo nacque il 2 novembre 1861 a Caltagirone in provincia di Catania da Felice Sturzo Taranto e di Caterina Boscarelli. Secondogenito di sei fratelli apparteneva ad un’esemplare famiglia dell’alta borghesia dei baroni d’Aldobrando, fu battezzato nella parrocchia di San Giorgio.
Mario ebbe una solida formazione religiosa, tanto che giovanissimo decise di entrare nel seminario di Noto, dove ebbe la fortuna di conoscere il vescovo Giovanni Blandini.
A vent’anni nel 1881 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Catania, proseguendo poi con gli studi giuridici a Roma.
A Catania divenne il presidente e il principale animatore del circolo della gioventù cattolica “San Tommaso d’Aquino”, associazione che raccoglieva i laici cattolici più attivi della città.

Decide di diventare sacerdote
A ventisei anni, nel 1887, Mario ritornò in seminario e compiuti gli studi teologici è stato ordinato sacerdote il giorno 21 settembre 1889, dal vescovo Saverio Gerbino, già vescovo di Piazza Armerina.
L’obiettivo di don Sturzo era quello di vivere l’esperienza sacerdotale, non legata soltanto alle pie pratiche religiose di devozione popolare, ma coniugare l’aspirazione alla santità con la vita apostolica sociale. Con il fratello Luigi voleva rendere affascinante il messaggio evangelico per essere a servizio di chiunque, attraverso l’entusiasmo del movimento cattolico.

Rettore e vicario generale della diocesi
Tra gli anni 1890-91 fu nominato rettore del seminario di Caltagirone e tra i suoi alunni ebbe il fratello Luigi, anche lui Servo di Dio.
Nominato canonico della cattedrale di Caltagirone e poi vicario generale, nel 1894 è stato il coordinatore dei lavori del primo sinodo diocesano.
Nel 1895, collaborò alla fondazione del primo comitato interparrocchiale dell'Opera dei Congressi nella parrocchia di San Giorgio, con la sezione giovani "San Filippo Neri" , la sezione operai "San Giuseppe" e la sezione agricola "Sant'Isidoro", e nel 1897 fu tra gli attivisti della redazione della rivista del movimento cattolico La Croce di Costantino, nella quale diede alle stampe, nell’appendice, con lo pseudonimo Eneléo, a tre romanzi di carattere moralistico-popolare con Inoltre, nella stessa rivista scrisse inoltre 27 bozzetti, che evidenziavano la sua inclinazione pastorale per un vero e vissuto cristianesimo incarnato nella storia.

Viene nominato Vescovo di Piazza Armerina
Nel 1903 il Pontefice Leone XIII lo nominò vescovo di Piazza Armerina. Il 19 luglio di quell’anno fu consacrato vescovo nella cattedrale di Catania dal Cardinale Giuseppe Francica-Nava de Bondifé. Dopo aver preso possesso della diocesi il giorno 11 ottobre, fece il suo ingresso solenne il giorno 15 novembre 1904.
La costante preoccupazione di tutti i suoi trentotto anni di pastore, fu la formazione dei sacerdoti e l’impiego di tutte le sue energie pastorali tenendo in primo piano la famiglia e l’educazione morale di chiunque.
Emblematica la sua prima lettera pastorale, scritta nel novembre 1903, dove sosteneva, che per ottenere la salvezza delle anime lo si poteva fare attraverso l'impegno al rinnovamento della società alla luce del magistero sociale della Chiesa.
Quale vescovo fu determinato nel fare una riorganizzazione generale di tutto clero della diocesi e decise la creazione di numerose parrocchie in quasi tutti i dodici comuni della diocesi.
Mons. Mario Sturzo decise di rifondare il bollettino mensile della diocesi cambiando anche il nome della testata, da “Spigolature” a “L’angelo della famiglia”.
Da vescovo decise le visite pastorali periodiche, la celebrazione dei convegni dell’Azione Cattolica, le predicazioni dei quaresimali e le conferenze per insegnati e professionisti.

Riforma il seminario e favorisce ogni opera cattolica sociale
Attuò la riforma del seminario diocesano che era stato chiuso dal 1904 al 1907, impegnandosi in prima persona quale insegnate all’interno della struttura.
Sull’esempio di San Carlo Borromeo, fondò la Congregazione sacerdotale degli Oblati di Maria, per la quale scrisse le costituzioni e della quale organizzò la vita comune.
In molti paesi della diocesi favorì la nascita delle casse rurali e altre opere sociali cattoliche.
Dopo che alcuni notabili del luogo lo accusarono presso la Santa Sede di modernismo e socialismo, venne inviato nella diocesi Carlo Giuseppe Cecchini quale visitatore apostolico, che in una lettera del 19 agosto 1907, inviò a Papa Pio X, una relazione positiva sulle riforme volute da mons. Mario Sturzo.
A Piazza Armerina istituì anche una scuola cattolica che è stata intitolata a Prospero Intorcetta.
Mons. Sturzo fu l’autore di numerose lettere pastorali, nelle quali il tema ricorrente era quello della famiglia e dell'educazione morale. La sua pedagogia religiosa lo portò a privilegiare la famiglia, nella quale la paternità e la maternità erano concepite come un apostolato.
 
Segretario della conferenza episcopale siciliana
Per un decennio è stato nominato segretario della Conferenza episcopale siciliana dove s’impegno nella stesura di alcune lettere pastorali collettive.
Nel 1937 organizzò il primo Congresso della parrocchialità, che si svolse ad Enna.
Durante tutta la sua vita non venne meno il rapporto con suo fratello Luigi, attraverso una fitta corrispondenza oggi raccolta in cinque volumi. Anche durante il suo esilio tenne una fitta corrispondenza, trattando di filosofia, di teologia, di letteratura, di mistica, senza mai toccare gli argomenti politici visto che entrambi erano sorvegliati speciali dal regime fascista.
Il vescovo con i suoi interessi quasi anticipò il Concilio Vaticano II, convinto che per arrivare alla “contemplazione della verità” ci si doveva servire di ogni scienza.
Precorse la dottrina del Concilio sulla vocazione alla santità di tutti i fedeli. Per mons. Sturzo la santità non era qualcosa che si opponeva “alla natura dell'uomo e alla sua ragione, ma il supremo compimento e la massima attuazione delle ragioni per cui la vita è degna di essere vissuta”.
Tentò un dialogo con il movimento neoidealismo attraverso una fitta corrispondenza con Benedetto Croce e Giovanni Gentile.
Ebbe rapporti epistolari con moltissime personalità, tra cui Agostino Gemelli, Maria Montessori e Maurice Blondel.
“La sua esperienza può essere riassunta – come afferma Luca Crapananzano – in quest’immagine: andare alla fonte di ogni azione e agire nella storia solo some conseguenza dell’unione amorosa con Dio”.
Negli ultimi anni della sua vita scrisse il testo “La vita in Dio”, nel quale la sua ricerca filosofica trovava una precisa sintesi dal punto di vista mistico-spirituale.

Morte
Mons. Mario Sturzo morì il 12 novembre 1941. Dopo i solenni funerali del giorno 14 le sue spoglie furono sepolte nel cimitero di Piazza Armerina.
Solo il 25 aprile 1960, i suoi resti, su indicazione del vescovo Antonio Catarella, furono trasferiti nella cattedrale di Piazza Armerina.

Il processo di Beatificazione

Il processo di Beatificazione per mons. Mario Sturzo, promosso dalla diocesi di Piazza Armerina, la cui istanza era stata avanzata il 13 settembre 2006, ha ottenuto il nulla osta, il giorno 22 dicembre 2012.
L’apertura dell’inchiesta diocesana del processo si è tenuta il 21 aprile 2013.
 


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2022-06-09

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