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Servo di Dio Giovanni Battista Gerin Sacerdote

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Roches-de-Condrieu, Isère, Francia, 13 dicembre 1797 - Grenoble, Francia, 13 febbraio 1863

Parroco illuminato, molto spesso si alzava alle quattro del mattino, e trascorreva molte ore del giorno in confessionale, riceveva i suoi parrocchiani e poi passava parte della giornata a visitare i poveri e gli ammalati. Nella sua città era chiamato il santo di Grenoble.



Giovanni Battista (Jean-Baptiste) Gerin nacque il 13 dicembre 1797 a Roches-de-Condrieu. Era il primogenito di dieci fratelli. Figlio di un sarto, fu battezzato clandestinamente da un prete refrattario.
Dopo aver vissuto un’infanzia e una fanciullezza modesta, è andato a lavorare come apprendista presso un maestro sarto a Lione.
Frequentando la chiesa di San-Jean Primatiale che udì la voce della Madonna, che gli chiedeva di rinunciare a tutto per mettersi a servizio degli altri quale sacerdote.
Presa la decisione, nel 1818 entrò nel grande Seminario di Grenoble, e il 16 giugno 1821 è stato ordinati sacerdote. Dopo l’ordinazione padre Garina è stato dapprima nominato vicario della chiesa di Saint-Symphorien-d’Ozon e poi parroco di Feyzin.
Nel 1831 ricevette la nomina a parroco di Saint-Symphorien.
Fin dai suoi primi incarichi pastorali si fece conoscere per il suo spirito religioso e devoto, attento alle esigenze dei suoi parrocchiani. Era amato e rispettato da tutti.
Nel 1835, il vescovo, mons. Bruillard lo nominò arciprete della Cattedrale di Notre Dame a Grenoble con il titolo di canonico. Essendo molto conosciuto, entrò nella Cattedrale come arciprete alla presenza del vescovo, del capitolo dei canonici e di una grande folla di fedeli.
A Grenoble sostituì il compianto padre Doudart de Lagrée, che da più di trent'anni si dedicava al servizio dei poveri.
Padre Gerin segue le orme del suo predecessore e s’impegna quotidianamente nell’aiutare i poveri e i più svantaggiati della città.
Ha creato scuole e laboratori per i giovani, alla cui direzione chiamò le Suore di San Vincenzo de 'Paoli, e ha garantito il suo massimo sostegno alle scuole delle Suore della Provvidenza.
Padre Garin ha fondato un'associazione di preghiera, carità e mutuo soccorso per i poveri e ha fatto avviare un’associazione d’accoglienza per i giovani che uscivano dal carcere.
Su sua richiesta fece tornare i Gesuiti a Grenoble.
Molto spesso si alzava alle quattro del mattino, e trascorreva molte ore del giorno in confessionale, riceveva i suoi parrocchiani e poi passava parte della giornata a visitare i poveri e gli ammalati.
Inoltre ogni giorno trovava un’ora per pregare nella cappella del Seminario Maggiore.
Padre Garin conduceva una vita molto semplice e modesta.
Era un rinomato predicatore, tanto che. Normalmente teneva oltre 500 prediche l’anno.
Indifferente agli onori, quando fu nominato cavaliere della Legioen d’Onore nel 1856, non mostrò grande compiacenza.
Godendo della massima fiducia del vescovo, con il canonico Rousselot fu inviato a Roma da Pio IX per consegnare i “segreti” dei due piccoli veggenti di La Salette.
Gli ultimi anni della vita di padre Gerin non furono semplici; dalla gente era considerato un santo per cui tutti volevano vederlo e chiedevano i suoi consigli.
Prima della sua morte donò ai poveri tutti i suoi averi.
Morì in concetto di santità a Grenoble il13 febbraio 1863.
Quando esposero il suo corpo nella cattedrale, si dovettero limitare gli accessi, per la quantità di persone che volevano vederlo per l’ultima volta e il suo funerale venne celebrato davanti a una folla impressionante, che lo chiamava il santo di Grenoble.
Ancor oggi a centocinquanta anni dalla sua morte, la tomba dell'abate Gerin, realizzata da Irvoy, e che raffigura l’unica figura distesa nel cimitero di San Rocco, è la meta di numerosi fedeli.
Di fronte alal chiesa du San Bruno l’amministrazione pubblica di Grenoble gli ha dedicato una via.
Il processo per la beatificazione del sacerdote Giovanni Battista Garin iniziò nel 1925, dopo che molte persone testimoniassero circa la sua santità e furono segnalate numerose guarigioni ottenute attraverso la sua intercessione.
Il processo si fermò nel 1928 a causa della morte improvvisa del postulatore l’abate Charpin.
Per novant’anni il processo rimase inattivo e solo nel 2018, su iniziativa del vescovo Guy de Kerimel, la Conferenza episcopale francese approvò con il proprio consenso la ripresa del processo di beatificazione per Giovanni Battista Gerin.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2022-06-21

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