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Beata Berta di Marbais Badessa
Festa:
18 luglio
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† Sparmailles, presso Bruges, Fiandre, 18 luglio 1247
La beata Berta di Marbais, badessa cistercense, nacque in una nobile famiglia imparentata con la contessa delle Fiandre, Giovanna di Costantinopoli. Rimasta vedova del principe di Moulembaix, abbracciò la vita monastica ad Aywières, dove fu compagna di santa Lutgarda di Tongres. Nel 1226, per volere della contessa Giovanna e del marito Fernando, divenne la prima badessa del nuovo monastero di Notre-Dame a Marquette, presso Lilla. Per vent’anni guidò la comunità con saggezza e dedizione alle virtù. Colpita da grave malattia durante una visita a Sparmailles, presso Bruges, morì il 18 luglio 1247. Sepolta a Marquette, nel 1619 il vescovo di Namur, Giovanni Dauvin, ne confermò il culto, fissandone la memoria liturgica al 18 luglio, data celebrata nei menologi cistercensi.
Etimologia: Berta, dal germanico 'berht', significa 'illustre', 'splendente'.
Emblema: Abito cistercense bianco con scapolare nero, bastone badessale, libro della Regola.
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Berta nacque verso la fine del XII secolo in una famiglia nobile del Brabante, strettamente imparentata con Giovanna di Costantinopoli, contessa delle Fiandre. Come era consuetudine per il suo rango, fu data in sposa al signore di Molembais. Rimasta vedova in giovane età, invece di contrarre nuove nozze o ritirarsi in una vita di agi, maturò una vocazione religiosa profonda. Decise di abbracciare la regola cistercense, ritirandosi nell'abbazia di Aywières, nella diocesi di Namur. In questo monastero, noto per il suo fervore spirituale, Berta ebbe l'opportunità di condividere la vita comunitaria con santa Lutgarda di Tongres, dalla quale trasse ispirazione per un cammino di intensa vita interiore e fedeltà alla Regola.
La fondazione di Marquette e il governo badessale Nel 1226, la contessa Giovanna e suo marito Ferrando decisero di fondare un nuovo monastero cistercense femminile, l'abbazia di Notre-Dame du Repos a Marquette, nei pressi di Lilla. Per guidare questa nuova comunità, scelsero Berta, riconoscendone le doti umane e spirituali. Accettato l'incarico, Berta si trasferì a Marquette come prima badessa. Per vent'anni guidò le monache con grande saggezza, promuovendo un clima di amabilità e rigore. Le cronache dell'epoca sottolineano come il suo governo fosse caratterizzato da un attento equilibrio tra le esigenze materiali della nuova fondazione e la cura delle anime, cercando di vivere una vita perfetta attraverso l'esercizio costante delle virtù cristiane e della carità fraterna.
Gli ultimi anni e la morte Dopo due decenni di servizio, la salute di Berta iniziò a declinare. Durante una visita al monastero di Sparmailles, situato nei pressi di Bruges, fu colpita da una grave malattia. Compreso che la fine era vicina, la sua salma fu trasportata a Marquette, dove si spense il 18 luglio 1247. Il suo corpo fu sepolto con onore nella chiesa del monastero che aveva guidato e plasmato per oltre un ventennio, divenendo presto meta di venerazione per le religiose e la popolazione locale.
Il culto e la memoria storica Il ricordo di Berta si conservò vivace nei secoli all'interno dell'ordine cistercense. Nel 1619, monsignor Giovanni Dauvin, vescovo di Namur, inserì ufficialmente il suo nome nel catalogo delle sante e beate della diocesi, confermando un culto già radicato. I menologi cistercensi fissarono la sua memoria liturgica al 18 luglio, data della sua morte. Sebbene non vi sia mai stata una canonizzazione formale da parte della Santa Sede, il suo titolo di Beata è riconosciuto per via del culto immemorabile e della tradizione locale.
Il legame con santa Lutgarda Un aspetto significativo della biografia di Berta è la sua amicizia spirituale con santa Lutgarda di Tongres, una delle mistiche più importanti del Medioevo. La presenza di Berta ad Aywières durante il periodo in cui Lutgarda vi risiedeva suggerisce un reciproco scambio spirituale, dove la nobildonna vedova trovò nella mistica fiamminga un modello di devozione e di abbandono alla volontà divina.
Autore: Enrico Quiri
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