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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera B > Beato Bartolomeo Conill Condividi su Facebook

Beato Bartolomeo Conill Abate cistercense

Festa: 3 ottobre

Barcellona (?), inizio XV secolo - Monastero di Poblet, Conca de Barberà, Catalogna, 1458

Fu un monaco cistercense e abate di Santa Maria di Poblet nella Catalogna del XV secolo. La sua nascita è tradizionalmente collocata a Barcellona all'inizio del Quattrocento, ma il dato non è documentato con precisione. Prima dell'ingresso nella vita monastica esercitò la medicina e fu collegato agli ambienti della corte della Corona d'Aragona; le fonti lo ricordano anche per l'attività assistenziale svolta durante l'abbaziato. Eletto abate di Poblet nel 1437, governò il monastero fino alla morte, avvenuta nel 1458, occupandosi dell'osservanza della vita monastica, dell'assistenza ai malati e dei rapporti istituzionali dell'abbazia. Nel settembre 1437 l'abate di Cîteaux gli affidò la visita e la riforma dei monasteri cistercensi della Corona d'Aragona. Il suo nome è inoltre legato alla costruzione della cappella di Sant Jordi, promossa da Alfonso il Magnanimo. Dopo la morte si sviluppò attorno alla sua figura una fama di santità, conservata nella tradizione cistercense, che ne celebra la memoria il 3 ottobre.

Etimologia: Dall'aramaico Bar-Talmai, interpretato come 'figlio di Talmai' o 'figlio di Tolomeo'.


Le notizie sulla prima parte della vita di Bartolomeo Conill (in catalano Bartolomau) sono scarse. Le fonti agiografiche e divulgative lo fanno nascere a Barcellona all'inizio del XV secolo e lo indicano come figlio di Francesc Conill, personaggio appartenente agli ambienti della corte di Giovanni I d'Aragona. L'identificazione familiare non è tuttavia sufficientemente documentata da fonti contemporanee riferite direttamente a Bartolomeo.
È invece attestato il collegamento della famiglia Conill con la medicina di corte. Un documento del 6 gennaio 1387 registra Francesc Conill come maestro in medicina e medico della casa di Giovanni I d'Aragona. La coincidenza del nome e dell'attività professionale rende plausibile il rapporto familiare tramandato dalle fonti successive, ma non consente da sola di stabilire con certezza che quel Francesc fosse il padre di Bartolomeo.
Bartolomeo esercitò a sua volta la medicina prima o parallelamente alla vita monastica. La Gran Enciclopèdia Catalana lo ricorda come medico e riferisce che fu almo­niero di Martino il Giovane e medico della regina Bianca I di Navarra in Sicilia. Questi incarichi spiegano il suo inserimento negli ambienti della monarchia della Corona d'Aragona, ma la successione cronologica precisa delle diverse attività non è documentata in modo uniforme dalle fonti conservate.

Monaco cistercense e abate di Poblet
Bartolomeo entrò nella comunità cistercense di Santa Maria di Poblet, uno dei principali monasteri della Corona d'Aragona. Nel 1437 fu eletto abate, succedendo a Miquel Roures. Le fonti secondarie divergono di un giorno sulla data dell'elezione, indicata rispettivamente come 8 o 9 febbraio 1437. Un documento pontificio conservato nell'archivio di Poblet attesta comunque che nel luglio dello stesso anno Bartolomeo era già riconosciuto come abate e che erano state emesse le bolle relative alla sua elezione.
Il suo governo ebbe un rilievo non soltanto interno al monastero. Il 27 settembre 1437 Joan Picart d'Aulnay, abate di Cîteaux, gli affidò, per autorità del capitolo generale dell'Ordine, la visita e la riforma dei monasteri cistercensi della Corona d'Aragona, concedendogli anche la facoltà di subdelegare. Il documento richiama in particolare l'attuazione dei decreti del concilio di Basilea e la convocazione di una riunione regionale degli abati per discutere i progetti di riforma. L'incarico mostra il ruolo che Poblet e il suo abate avevano assunto nella vita dell'Ordine.

Assistenza ai malati e governo della comunità
La tradizione relativa a Bartolomeo insiste sulla sua competenza medica e sulla particolare attenzione riservata ai malati. Dopo essere divenuto abate continuò infatti ad assistere i monaci malati e le persone accolte nell'ospedale dei poveri collegato a Poblet. Le fonti successive gli attribuiscono anche guarigioni prodigiose, ma tali episodi appartengono alla tradizione agiografica e non sono documentati come fatti storici attraverso testimonianze contemporanee indipendenti.
Il suo governo fu caratterizzato anche dall'attenzione all'osservanza della disciplina monastica e alla tutela degli interessi dell'abbazia. La documentazione conservata negli archivi di Poblet mostra concretamente la sua partecipazione agli affari istituzionali del monastero e ai rapporti con le autorità ecclesiastiche e politiche del tempo.

La cappella di Sant Jordi
Una delle testimonianze più importanti dell'abbaziato di Bartolomeo Conill è la cappella di Sant Jordi, costruita fuori dal recinto principale di Poblet per iniziativa di Alfonso il Magnanimo. Il progetto fu promosso dal sovrano durante l'abbaziato di Conill e venne realizzato nel quadro dei rapporti tra la monarchia e il monastero.
La cappella era originariamente dedicata alla Vergine del Rosario, a san Michele e a san Giorgio. La documentazione relativa all'opera collega la sua costruzione alla celebrazione delle imprese napoletane di Alfonso il Magnanimo. La cappella fu iniziata nel 1452 e l'edificio, di forme gotiche, conserva ancora lo stemma dell'abate Conill insieme agli emblemi della Corona.
L'edificio costituisce anche una testimonianza materiale dell'attività di Conill come abate. La presenza del suo stemma sulla cappella e in altre opere collegate a Poblet documenta il suo ruolo nel governo del complesso monastico e nella sua trasformazione architettonica. I dettagli che identificano alcuni volti scolpiti nelle mensole della cappella come rappresentazioni di personaggi specifici rimangono invece congetturali.

Gli ultimi anni e la morte
Bartolomeo rimase alla guida di Poblet fino al 1458. L'elenco storico degli abati del monastero colloca senza interruzione il suo governo tra il 1437 e il 1458. La tradizione colloca la sua morte il 3 ottobre 1458 e riferisce che fu sepolto nella sala capitolare. La data del 3 ottobre è strettamente legata alla sua memoria liturgica, mentre la documentazione reperibile conferma con certezza l'anno 1458.
Dopo la morte si consolidò la fama di santità legata alla sua persona. Il monastero di Poblet conserva nella memoria storica la figura di Conill tra gli abati che godettero di fama di santità e, in epoca moderna, la sua figura è stata inclusa tra i monaci di Poblet ricordati per la fama di santità.

La fama di santità
La fama di santità di Bartolomeo Conill non deriva da un martirio né da una canonizzazione formalmente documentata. La sua memoria è legata alla reputazione di vita virtuosa conservata nell'ambiente cistercense e alla tradizione del monastero di Poblet. Fonti storiche moderne definiscono infatti Conill un monaco e abate con fama di santità. Il titolo di Beato con il quale viene commemorato appartiene alla tradizione cistercense, mentre non risulta documentato un processo pontificio autonomo di beatificazione paragonabile a quelli moderni.

Il ruolo nella riforma cistercense
L'incarico ricevuto nel settembre 1437 dall'abate di Cîteaux costituisce uno degli elementi meglio documentati dell'attività di Conill. Egli fu incaricato di visitare e riformare i monasteri dell'Ordine nella Corona d'Aragona, con riferimento anche ai decreti del concilio di Basilea. Il documento conserva quindi una testimonianza diretta del ruolo istituzionale raggiunto dall'abate appena eletto.

Curiosità
- A Bartolomeo Conill è attribuita dalla tradizione la guarigione, e in una versione più specifica la resurrezione, di un operaio rimasto vittima di un incidente presso l'atrio della chiesa di Poblet. L'episodio appartiene alla tradizione agiografica e non è documentato da una testimonianza contemporanea indipendente.
- Il sigillo abbaziale di Bartomeu Conill è documentato nel 1452 e raffigura l'abate sotto un piccolo baldacchino gotico; la documentazione sigillografica conserva quindi una testimonianza materiale della sua rappresentazione ufficiale come abate di Poblet.
- Lo stemma dell'abate Conill, caratterizzato dalla figura del coniglio, compare sulla cappella di Sant Jordi e in altre testimonianze artistiche collegate a Poblet.

Cronologia
- Inizio XV secolo - Nascita tradizionalmente collocata a Barcellona; l'anno preciso non è documentato.
- 6 gennaio 1387 - Un documento relativo a Francesc Conill lo identifica come maestro in medicina e medico della casa di Giovanni I d'Aragona; il rapporto di parentela con Bartolomeo non è direttamente documentato.
- 8-9 febbraio 1437 - Le fonti secondarie collocano in questi giorni l'elezione di Bartolomeo Conill ad abate di Poblet, con una divergenza di un giorno nella data tramandata.
- 2 luglio 1437 - A Bologna il cardinale camer­lengo Francesco Condulmer registra il pagamento effettuato da Bartomeu Conill per le bolle confermatorie della sua elezione ad abate di Poblet.
- 27 settembre 1437 - L'abate di Cîteaux affida a Bartomeu Conill la visita e la riforma dei monasteri cistercensi della Corona d'Aragona.
- 1443 - Le fonti relative a Poblet collegano all'abbaziato di Conill la costruzione della cappella di Sant Jordi; la documentazione monumentale oggi disponibile data invece l'avvio dell'opera al 1452.
- 1452 - Alfonso il Magnanimo promuove da Napoli la costruzione della cappella di Sant Jordi nel monastero di Poblet, durante l'abbaziato di Conill.
- 1458 - Termina l'abbaziato di Bartomeu Conill e avviene la sua morte a Poblet.
- 3 ottobre 1458 - La tradizione colloca in questa data la morte di Bartomeu Conill e la sua memoria liturgica è celebrata il 3 ottobre.

Valutazione storico-critica
- Bartolomeo Conill è storicamente identificabile come abate cistercense di Santa Maria di Poblet dal 1437 al 1458. La sua esistenza, il suo ufficio abbaziale e importanti attività istituzionali sono attestati da documentazione d'archivio, mentre la successione degli abati di Poblet conferma il periodo del suo governo.
- La nascita a Barcellona all'inizio del XV secolo rimane una ricostruzione tradizionale. Non è documentato un atto contemporaneo che stabilisca con precisione né la data di nascita né il luogo con lo stesso grado di certezza posseduto per l'abbaziato.
- L'identificazione di Francesc Conill come padre di Bartolomeo è tramandata da fonti secondarie, ma non è dimostrata direttamente. L'esistenza di un Francesc Conill medico della corte di Giovanni I è documentata già nel 1387; il rapporto genealogico con Bartolomeo rimane tuttavia non provato.
- La data dell'elezione abbaziale presenta una divergenza tra le fonti secondarie, che riportano l'8 o il 9 febbraio 1437. Il documento del 2 luglio 1437 costituisce invece un'attestazione primaria dell'avvenuta elezione e della successiva conferma.
- Il ruolo di Conill nella riforma dei monasteri cistercensi della Corona d'Aragona nel 1437 è particolarmente solido sul piano documentario, poiché è attestato da un atto contemporaneo conservato nel fondo pergamenaceo di Poblet.
- La sua attività medica e assistenziale è attestata da repertori storici e dalla tradizione storiografica relativa a Poblet. Le guarigioni miracolose e soprattutto l'episodio della resurrezione di un operaio appartengono invece alla tradizione agiografica e non possiedono lo stesso livello documentario degli atti relativi al suo governo monastico.
- La cappella di Sant Jordi costituisce una testimonianza materiale certa dell'epoca di Conill e del rapporto tra l'abbazia e Alfonso il Magnanimo. La datazione dell'opera presenta però una distinzione importante: alcune fonti la collegano genericamente all'abbaziato di Conill, mentre studi storico-artistici e la documentazione monumentale indicano il 1452 come anno dell'incarico e il 1460 come termine dei lavori.
- La fama di santità di Bartolomeo Conill è attestata nella storiografia relativa a Poblet e nella tradizione cistercense. Il titolo di Beato è tradizionale e cultuale; non è documentato un decreto pontificio autonomo di beatificazione.
- La memoria del 3 ottobre è consolidata nella tradizione relativa a Bartolomeo Conill. La morte nel 1458 è certa sul piano cronologico generale, mentre l'attribuzione del 3 ottobre come data esatta della morte deriva dalla tradizione agiografica e da fonti secondarie.
- La sepoltura nella sala capitolare e la successiva conservazione della memoria di Conill tra gli abati di Poblet con fama di santità appartengono alla tradizione storica del monastero.

Fonti e bibliografia essenziale
- Josep Torné i Cubells, Catàleg de pergamins de l'actual Arxiu del Monestir de Poblet, Institut d'Estudis Catalans, documentazione relativa a Bartomeu Conill e agli atti del 1437.
- Gran Enciclopèdia Catalana, voce 'Bartomeu Conill', repertorio storico-biografico relativo all'abate di Poblet e alla sua attività medica e monastica.
- Catalunya Romànica, voce 'Santa Maria de Poblet (Vimbodí)', studio storico-artistico sul monastero, sull'abbaziato di Bartomeu Conill e sulla cappella di Sant Jordi.
- L'art gòtic a Catalunya, voce 'El monestir de Poblet (segles XIV-XV)', studio sull'architettura e sulla storia artistica di Poblet durante l'abbaziato di Conill.
- Abadia de Poblet, documentazione storica sulla cappella di Sant Jordi e sulle testimonianze della fama di santità di Bartomeu Conill.
- Conca de Barberà, documentazione sul patrimonio architettonico della cappella di Sant Jordi e sulla sua costruzione durante l'abbaziato di Bartomeu Conill.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il beato Bartolomeo (Bartolomau) Conill, era figlio di Francesco Conill, cittadino di Barcellona alla corte di Giovanni I d’Aragona. Per questo si presume sia nato a Barcellona all’inizio del XV secolo.
Divenuto monaco cistercense, il 9 febbraio 1437 è stato eletto abate del monastero Reale di Poblet, uno dei più importanti complessi monastici d'Europa, situato in Catalogna nel territorio del comune di Vimbodí i Poblet e a poca distanza da l'Espluga de Francolí, nella cui chiesa si trovano le tombe di otto sovrani della corona d'Aragona e di sei regine consorti. Anche se non voleva accettare la nomina, dovette farlo per espresso volere di papa Eugenio IV.
Nella successione degli abati risulta al quarantunesimo posto.
Nel governo dell’abbazia particolare attenzione aveva nei confronti dei monaci malati e dei poveri ricoverati nell’ospedale di Poblet.
La tradizione ci riporta che a padre Bartolomeo vennero attribuite guarigioni prodigiose.
Nel 1443, fece costruire la cappella per San Jordi nel monastero.
Si occupò dell’osservanza della regola nel monastero e di difendere tutti gli interessi della sua comunità.
Dopo la sua morte è stato sepolto nella sala capitolare del monastero. In alcuni santuari e monasteri cistercensi ci sono dei dipinti che lo ritraggono.
Per la sua vita all’insegna della virtù, nell’ordine cistercense è da sempre considerato Beato, con la sua festa fissata nel giorno 3 ottobre.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-17

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