Il suo corpo è stato traslato dalle catacombre di S. Agnese sulla via Nomentana nel 1645 a Martina Franca (TA), nella Basilica di san Martino. Quando il sacro convoglio giunse a Martina Franca, il cielo da sereno si velò di nuvole, e cadde una copiosa pioggia, che impedì al Capitolo della Collegiata di San Martino di prendere in consegna il santo ossame, e costrinse la processione a rifugiarsi nella cappella extra moenia, oggi diruta, di San Nicola del Pendino. In un attimo di pausa della pioggia, il Capitolo si recò a prelevare le reliquie per portarle alla chiesa maggiore, ma di nuovo una violenta pioggia li sorprese appena entrati nelle mura costringendoli a rifugiarsi nella cappella di San Vito dei Greci, distante dalla precedente un 100 metri. Non smettendo le celestiali precipitazioni, dopo alcuni giorni il Capitolo, con tutta la pioggia che scendeva dal cielo, si avviò finalmente in sospirata processione prelevando le ossa da san Vito per portarle a San Martino. Analogo miracolo avvenne nel 1714, quando da Napoli giunse in paese la statua-reliquiario in argento. La Santa (di cui non conoscendosi il nome fu chiamata "Santa Come Sia" da cui "Comasia") fu dal lontano '600 sempre invocata in tempi di siccità, in cui si portava con processioni penitenziali la sua urna per le strade del paese: e immediatamente pioveva. Una delle ultime processioni si ottenne nel 1908. Oggi il nome "Comasia", con il diminutivo "Sietta", purtroppo va perdendosi; così come non si porta più in processione l'urna con le reliquiese non in condizioni speciali. L'ultima volta che le ossa della Santa sono state recate processionalmente per le vie del paese è stato per la festa patronale di luglio del 2000, e significativamente le reliquie sono state portate a spalla dalle donne martinesi, depositarie del nome della martire. Una recente versione sostenuta dal diacono martinese prof. Giuseppe Calella afferma che invece il nome "Comasia" derivi da un termine greco che significa "traslazione solenne", e infatti proprio con una traslazione solenne le Sue reliquie giunsero a Martina. Per finire, un proverbio usato ancora oggi, che richiama l'antica virtù della Santa che intercede per la pioggia, cita quando vi sono piogge insistenti: "a' ssòt u curpe de Santa Cumasie", è uscito il corpo di santa Comasia, foriero dunque di pioggia non appena lo si porta in processione, cosa che è avvenuta anche nel 2000 anno particolarmente secco.
Autore: Damiano Nicolella
Spunti bibliografici su
Agiografia a cura di
LibreriadelSanto.it
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Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
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Aggiunto il 2002-06-19
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