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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera D > San Donnino (o Donino) di Città di Castello Condividi su Facebook

San Donnino (o Donino) di Città di Castello Eremita

Festa: 9 ottobre

† Città di Castello, Perugia, 610 circa

E' un eremita laico venerato a Città di Castello, nell'Alta Valle del Tevere, vissuto tra il VI e l'inizio del VII secolo. Le notizie sulla sua vita sono limitate e provengono soprattutto dalla tradizione agiografica legata alla memoria dei santi Florido e Amanzio. Donnino è ricordato come collaboratore di Florido, vescovo di Tiferno Tiberino, e del presbitero Amanzio nella ricostruzione della città dopo le distruzioni della guerra greco-gotica. Dopo la morte dei due compagni si sarebbe ritirato dapprima presso Rubbiano e successivamente in un eremo più vicino a Città di Castello, nell'area oggi chiamata Villa San Donnino. La tradizione locale colloca la sua morte intorno al 610. Il suo culto è attestato almeno dall'XI-XII secolo e la sua memoria compare nel Martirologio Romano al 9 ottobre con il semplice titolo di eremita. Il calendario diocesano tifernate celebra invece oggi la sua memoria il 12 ottobre, data fissata nel 1932. Le sue reliquie sono tuttora venerate nella chiesa di San Donnino.

Patronato: Invocato tradizionalmente contro il morso dei cani idrofobi e per alcune malattie, tra cui l'epilessia.

Etimologia: Dal tardo latino Domninus, forma derivata da Domnus, a sua volta collegato a dominus, 'signore', 'padrone'.

Martirologio Romano: A Città di Castello in Umbria, san Donnino, eremita.


Le informazioni sulla giovinezza e sull'origine familiare di Donnino non sono documentate. Le fonti lo presentano come un laico cristiano associato al vescovo Florido e al presbitero Amanzio, figure legate alla Chiesa di Tiferno Tiberino, l'antica città corrispondente all'odierna Città di Castello.
Il contesto nel quale si colloca la sua attività è quello delle devastazioni provocate dalla guerra greco-gotica. La città subì gravi distruzioni durante il conflitto che oppose l'Impero romano d'Oriente agli Ostrogoti. La tradizione locale attribuisce a Florido un ruolo importante nella ricostruzione della città e presenta Donnino e Amanzio come suoi collaboratori.
La principale fonte antica relativa al gruppo è la Vita Floridi, composta dal diacono Arnolfo, canonico della cattedrale di Arezzo, intorno al 1077. L'opera è molto posteriore agli avvenimenti narrati, ma costituisce il testo agiografico antico più ampio nel quale compare anche Donnino. La sua presenza è dunque collegata alla tradizione agiografica sviluppatasi attorno alla memoria di Florido e Amanzio.

La vita eremitica
Dopo la morte di Florido e di Amanzio, Donnino avrebbe abbandonato la vita pubblica per dedicarsi alla solitudine eremitica. La tradizione lo colloca dapprima presso Rubbiano, territorio che nel 1325 sarebbe passato alla diocesi di Cortona.
Successivamente si sarebbe trasferito in un secondo luogo di eremitaggio, più vicino a Città di Castello, corrispondente all'odierna località di Villa San Donnino. Qui la memoria del santo è rimasta legata alla chiesa e al luogo che ne conserva il nome.
La tradizione agiografica lo presenta come un punto di riferimento spirituale per la popolazione delle campagne circostanti. Non sono invece documentati particolari episodi della sua vita eremitica, né sono note con sicurezza la durata del soggiorno nei due eremi, le modalità della sua ascesi o altri elementi biografici personali.

La morte
La tradizione locale colloca la morte di Donnino nell'anno 610. Le fonti più antiche non consentono tuttavia di stabilire con precisione il giorno della morte e la ricerca storico-agiografica dei Bollandisti del XVIII secolo collocava più prudentemente la sua morte all'inizio del VII secolo.
La data del 9 ottobre 610, spesso riportata nelle pubblicazioni agiografiche moderne, deriva dall'associazione tra la memoria liturgica del 9 ottobre e la tradizione che fissa nel 610 la morte dell'eremita. Non è quindi possibile considerare documentato il giorno preciso della sua morte.
Il Martirologio Romano ricorda semplicemente, al 9 ottobre, san Donnino eremita a Città di Castello, senza indicare l'anno 610. La formulazione essenziale dell'elogio riflette la scarsità delle notizie biografiche antiche.

Le fonti antiche e la ricostruzione storica
La figura di Donnino presenta un problema documentario particolare. I Dialoghi di Gregorio Magno costituiscono una testimonianza antica per Florido e Amanzio, ma non forniscono una biografia autonoma di Donnino. Il testo che conserva le notizie più ampie sul gruppo è la Vita Floridi di Arnolfo di Arezzo, composta circa cinque secoli dopo gli eventi principali della vita dell'eremita.
I Bollandisti, nell'edizione degli Acta Sanctorum del 1780, dedicarono a Donnino una Sylloge nella quale esaminarono il culto, il soggiorno a Perugia, il ritorno a Tiferno Tiberino e la vita solitaria. La loro valutazione distingueva nettamente la certezza del culto dalla limitata attendibilità delle notizie biografiche tarde.
La figura storica di Donnino risulta pertanto più solida sul piano dell'identificazione cultuale che su quello della ricostruzione dettagliata della sua vita.

Il culto e le reliquie
Il culto di Donnino è attestato nella tradizione liturgica della Chiesa di Città di Castello almeno nel XII secolo. Un calendario della canonica della cattedrale, databile tra il 1153 e il 1167 circa, registra la memoria di san Donnino il 9 ottobre.
Le reliquie conservate nella chiesa di San Donnino sono state oggetto di ricognizioni canoniche nel 1543, 1791 e 1869. La continuità della venerazione delle reliquie costituisce uno degli elementi più concreti della storia del culto locale.
La tradizione collega inoltre a Rubbiano alcuni massi e una fonte presso i quali i pellegrini invocavano la guarigione dall'epilessia. Donnino fu anche invocato contro il morso dei cani idrofobi. Tali forme di devozione appartengono alla storia del culto e non costituiscono testimonianze documentarie della vita dell'eremita.

La memoria liturgica
Il 9 ottobre è la data tradizionalmente associata a Donnino e quella nella quale il santo compare nel Martirologio Romano.
La Chiesa di Città di Castello ha tuttavia modificato nel tempo la celebrazione locale. Il calendario diocesano del 1916 fissava la memoria all'11 ottobre. Nel 1932 la celebrazione fu trasferita al 12 ottobre, in relazione all'introduzione nel calendario generale della festa della Maternità di Maria l'11 ottobre. La memoria diocesana è rimasta al 12 ottobre.
La doppia data spiega la presenza del 9 ottobre nelle fonti agiografiche generali e del 12 ottobre nel calendario liturgico locale contemporaneo.

L'iconografia
Donnino è stato rappresentato talvolta con abiti sacerdotali e un calice, nonostante la tradizione lo identifichi come laico. L'iconografia locale gli attribuisce inoltre un piccolo cane, collegato alla tradizionale invocazione contro il morso dei cani idrofobi.
Una delle più antiche rappresentazioni è quella del paliotto d'argento della cattedrale di Città di Castello, opera del XII secolo e tradizionalmente collegata alla donazione di papa Celestino II. Accanto alla scena della Crocifissione sono raffigurate tre figure identificate tradizionalmente con Donnino, Florido e Amanzio.

Curiosità
- Il nome Donnino corrisponde alla forma italiana del latino tardo Domninus.
- La più antica attestazione liturgica locale oggi ricordata per Donnino risale al calendario della canonica della cattedrale di Città di Castello databile tra il 1153 e il 1167 circa.
- La tradizione iconografica ha attribuito a Donnino il calice e i paramenti sacerdotali, benché la memoria locale lo conservi come laico ed eremita.

Cronologia
- VI secolo - Donnino vive nell'area di Tiferno Tiberino, l'odierna Città di Castello.
- 541-552 - La guerra greco-gotica provoca la distruzione di Tiferno Tiberino e costituisce il contesto storico nel quale la tradizione colloca l'attività di Donnino accanto a Florido e Amanzio.
- 599 - Morte tradizionalmente attribuita a san Florido.
- 600 circa - Morte tradizionalmente collocata di poco dopo quella di Florido per il presbitero Amanzio.
- Inizio del VII secolo - Periodo nel quale i Bollandisti collocano prudentemente la morte di Donnino.
- 610 circa - La tradizione locale colloca in questo anno la morte di Donnino a Villa San Donnino.
- 1142 - Secondo la tradizione del Museo del Duomo, papa Celestino II avrebbe donato il paliotto d'argento alla cattedrale di Città di Castello; le figure di Donnino, Florido e Amanzio sono tradizionalmente riconosciute nel manufatto.
- 1153-1167 circa - Il calendario della canonica della cattedrale di Città di Castello registra la memoria di san Donnino il 9 ottobre.
- 1543 - Prima delle ricognizioni canoniche delle reliquie di Donnino documentate dalla tradizione ecclesiastica locale.
- 1791 - Seconda ricognizione canonica delle reliquie.
- 1869 - Terza ricognizione canonica delle reliquie.
- 1916 - Il calendario diocesano di Città di Castello fissa la memoria di san Donnino all'11 ottobre.
- 1932 - La memoria diocesana viene trasferita al 12 ottobre.
- 1981 - Il calendario diocesano recupera la celebrazione comune di Florido e Amanzio il 13 novembre, mentre la memoria di Donnino rimane al 12 ottobre.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Donnino come eremita laico di Città di Castello è sostenuta da una tradizione cultuale antica e da fonti agiografiche specificamente riferite a Tiferno Tiberino.
- La Vita Floridi di Arnolfo di Arezzo, composta intorno al 1077, è il testo antico più completo relativo a Florido, Amanzio e Donnino, ma è posteriore di diversi secoli agli avvenimenti narrati.
- I Dialoghi di Gregorio Magno costituiscono una testimonianza molto più antica per Florido e Amanzio, ma non offrono una biografia autonoma di Donnino. La conoscenza storica dell'eremita dipende quindi in misura maggiore dalla tradizione agiografica successiva.
- I Bollandisti considerarono certo il culto di Donnino, mentre giudicarono non altrettanto sicure le notizie relative alla sua vita. La morte fu collocata con prudenza all'inizio del VII secolo.
- L'anno 610 appartiene alla tradizione locale e alla successiva tradizione agiografica, ma non è accompagnato da una testimonianza contemporanea che permetta di stabilire con certezza il giorno della morte.
- Il 9 ottobre è la memoria riportata dal Martirologio Romano e corrisponde anche alla più antica attestazione liturgica locale conosciuta. Il 12 ottobre è invece la data della memoria nel calendario diocesano attuale di Città di Castello, fissata nel 1932.
- Le ricognizioni canoniche del 1543, 1791 e 1869 attestano una continuità concreta della venerazione delle reliquie, ma non costituiscono da sole una prova storica dell'identificazione delle ossa con il Donnino vissuto nel VI-VII secolo.
- L'iconografia che rappresenta Donnino con calice e paramenti sacerdotali non corrisponde al suo stato di laico ed è quindi un elemento della tradizione figurativa, non una prova di un ministero sacerdotale.
- Il culto contro il morso dei cani idrofobi e le devozioni legate all'epilessia appartengono alla storia della devozione locale e non possono essere trasformati in episodi della biografia storica.
- Non sono documentati una causa moderna di beatificazione o canonizzazione, né una data di canonizzazione. La sua venerazione appartiene a un culto antico, anteriore alla moderna disciplina delle cause dei santi.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris, tomus IV, Bruxelles, 1780, pp. 1006-1007, De S. Domnino confessore apud Tifernum Tiberinum in Umbria. Il commento esamina il culto, la fuga a Perugia, il ritorno a Tiferno Tiberino e la vita solitaria, distinguendo la certezza del culto dall'incertezza di molte notizie biografiche.
- Arnolfo di Arezzo, Vita sancti Floridi, BHL 3062, edizione critica in Analecta Bollandiana, 106, 1988, pp. 415-450. È il testo agiografico antico più completo relativo alla tradizione di Florido, Amanzio e Donnino.
- Gregorio Magno, Dialogi, III, 13 e III, 35. Testimonianza tardoantica relativa a Florido e Amanzio e al contesto ecclesiale di Tiferno Tiberino.
- Diocesi di Città di Castello, Annuario 30 giugno 2021, sezione dedicata a san Donnino. La pubblicazione documenta la tradizione locale, la storia della memoria liturgica, le reliquie, le ricognizioni canoniche e l'iconografia.
- Diocesi di Città di Castello, I santi del mese, ottobre 2025, memoria di san Donnino del 12 ottobre. La pubblicazione ricostruisce lo spostamento della memoria dall'11 al 12 ottobre nel calendario diocesano.
- Museo del Duomo di Città di Castello, scheda del paliotto di Celestino II, XII secolo. Il manufatto conserva le figure tradizionalmente identificate con Donnino, Florido e Amanzio.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-22

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