La principale difficoltà nello studio di Frambaldo (Franbaud, Fraimbauld, Frambold, Frambourg, Frambaud, Fraimbault, Frambaldus) consiste nella scarsità delle testimonianze antiche. Gli Acta Sanctorum osservano che il santo non compare nei più antichi martirologi di Ado e Usuardo e che le informazioni biografiche disponibili provengono da fonti posteriori. I Bollandisti distinguono inoltre attentamente tra ciò che può essere ricavato dalla tradizione cultuale e gli elementi narrativi delle biografie tarde. Esistono almeno due redazioni agiografiche medievali, riconducibili alla tradizione di Senlis e a quella dell'area di Saint-Victor presso Parigi. La loro relazione reciproca non è del tutto chiara: gli studiosi antichi ritenevano possibile che entrambe dipendessero da una leggenda precedente oggi perduta. Le biografie contengono numerosi miracoli e particolari edificanti, che non possono essere utilizzati senza riserve come documentazione storica. Il dato più solido rimane dunque quello tramandato dalla liturgia: Frambaldo fu un monaco del territorio di Le Mans che visse sia come eremita sia all'interno di una comunità cenobitica. Questa combinazione di solitudine e vita comunitaria rappresenta anche il tratto caratteristico della sua memoria ecclesiale.
Dalla vita aristocratica alla solitudine Secondo la tradizione agiografica, Frambaldo sarebbe nato intorno al 500 in Alvernia, da una famiglia di alto rango. Suo padre avrebbe ricoperto una funzione importante nell'amministrazione del regno franco. Ancora adolescente sarebbe stato inviato alla corte di Childeberto I, figlio di Clodoveo, per ricevere la formazione propria dei giovani appartenenti all'aristocrazia. La tradizione racconta però che il giovane Frambaldo non fosse attratto dalla carriera mondana. Avrebbe quindi scelto la solitudine, ritirandosi in una grotta nei pressi di Ivry, sulle rive della Senna. Il contrasto tra la posizione sociale della famiglia e la scelta dell'eremitaggio costituisce uno dei temi principali della sua biografia medievale. Questo episodio, tuttavia, deve essere considerato con cautela. Le fonti che lo narrano sono tarde e gli Acta Sanctorum mostrano quanto la biografia abbia progressivamente incorporato elementi destinati a presentare il santo secondo il modello dell'asceta che abbandona il mondo per cercare Dio.
Micy e la formazione monastica Un'altra tradizione vuole che Frambaldo sia entrato intorno al 518 nell'abbazia di Micy, presso Orléans, uno dei centri monastici più importanti della Gallia del tempo. Qui sarebbe stato inizialmente addetto al servizio di portineria e avrebbe poi ricevuto l'ordinazione sacerdotale. La permanenza a Micy è tuttavia uno degli elementi più discussi della sua biografia. Gli Acta Sanctorum rilevano che l'affermazione secondo cui Frambaldo sarebbe stato monaco di Micy e discepolo dell'abate Massimino deriva da fonti tarde e non trova un sicuro riscontro nelle testimonianze più antiche. Per questo motivo tale episodio deve essere presentato come tradizione, non come fatto storicamente certo. La tradizione è comunque significativa perché colloca Frambaldo nell'ambiente del monachesimo gallo-romano che, tra V e VI secolo, costituì uno dei principali strumenti di evangelizzazione e di organizzazione cristiana delle campagne.
La missione nel territorio del Maine Il nucleo più importante della tradizione biografica collega Frambaldo al vescovo Innocenzo di Le Mans. Secondo la sua Vita, il santo sarebbe stato accolto dal vescovo e inviato a predicare nel territorio della diocesi. La missione si sarebbe svolta nelle aree allora ancora fortemente segnate dalla presenza di foreste e da una cristianizzazione incompleta. Una tradizione più dettagliata colloca la partenza da Micy intorno al 532 e presenta Frambaldo accompagnato da alcuni compagni, tra i quali Costantino. Il gruppo avrebbe percorso l'antica strada romana verso il Maine, raggiungendo la regione del Passais. Da qui Frambaldo sarebbe penetrato nella foresta di Nuz e avrebbe scelto come luogo di ritiro una grotta presso la Mayenne, nell'area dell'attuale Saint-Fraimbault-de-Prières. Non è possibile verificare in modo indipendente tutte queste tappe. Esse appartengono soprattutto alla tradizione agiografica e locale. È invece storicamente coerente il quadro generale di un monaco impegnato contemporaneamente nella solitudine ascetica e nella formazione di una comunità.
L'eremita e il fondatore Secondo la tradizione, Frambaldo avrebbe iniziato la propria missione vivendo in una grotta e costruendo nelle vicinanze un piccolo oratorio. Altri uomini, attratti dal suo esempio, si sarebbero progressivamente raccolti intorno a lui. Nacque così una comunità nella quale la ricerca della solitudine personale veniva integrata con una forma di vita comune. La tradizione locale attribuisce a Frambaldo anche un'opera di trasformazione del territorio. Il disboscamento, la coltivazione delle terre e la costruzione di nuovi insediamenti vengono descritti come parte della sua attività. In questo tipo di racconto agiografico evangelizzazione e organizzazione del territorio risultano strettamente collegate. Non si deve però attribuire automaticamente a Frambaldo la fondazione di tutti gli insediamenti che nei secoli successivi furono posti sotto il suo patrocinio. La presenza del suo culto in una località non costituisce da sola una prova della sua permanenza personale.
I miracoli nelle fonti agiografiche Le Vitae medievali attribuiscono a Frambaldo numerose guarigioni. Tra gli episodi ricordati vi sono la guarigione di un giovane colpito da febbre, quella di una donna affetta da una paralisi delle mani e il recupero di un monaco gravemente ferito dopo una caduta. Altri racconti parlano della guarigione di ciechi, indemoniati e malati. Questi episodi appartengono al genere agiografico e non possono essere utilizzati come documentazione storica degli eventi descritti. Il loro valore è soprattutto quello di testimoniare il modo in cui la memoria medievale interpretò la santità di Frambaldo: la sua autorevolezza spirituale veniva riconosciuta attraverso la preghiera, la guarigione e la protezione della comunità.
La morte La data della morte di Frambaldo non è conosciuta con certezza. La tradizione più prudente lo colloca nel VI secolo e ritiene che sia morto prima del vescovo Innocenzo di Le Mans, la cui morte viene generalmente posta prima del 559. Le fonti agiografiche collocano la sua morte in un contesto di attività missionaria e comunitaria, ma anche in questo caso non è possibile stabilire con sicurezza il luogo preciso della deposizione. La memoria della sua morte fu comunque rapidamente associata ai luoghi nei quali si era sviluppato il suo culto. Nei secoli successivi più comunità avrebbero rivendicato il possesso della sua tomba o delle sue reliquie.
Gabrone, Lassay e la tradizione delle reliquie Uno degli aspetti più complessi della storia di Frambaldo è la pluralità dei luoghi che ne conservarono la memoria. La tradizione collega il santo alla condita Gabronensis, da cui deriva la denominazione di Frambaldo di Gabrone. L'identificazione esatta di Gabrone e il rapporto tra questa località e gli altri centri del culto sono stati oggetto di discussione tra gli studiosi. Un'altra importante tradizione si sviluppò a Saint-Fraimbault-de-Lassay, nella Mayenne. Il luogo conserva ancora oggi una forte memoria del santo e la chiesa è legata alla tradizione delle processioni delle reliquie. Gli studi dell'Inventaire général du patrimoine culturel confermano l'antica centralità del sito di Saint-Fraimbault rispetto al territorio di Lassay. La molteplicità dei luoghi non deve necessariamente essere interpretata come prova di più santi omonimi. Le fonti antiche mostrano piuttosto una storia complessa di trasferimenti, dipendenze monastiche e sviluppo locale del culto.
Il culto a Senlis Particolarmente importante è la tradizione di Senlis, nell'Oise. Qui esisteva una collegiata dedicata a san Frambaldo, nella quale le reliquie attribuite al santo furono oggetto di una ricognizione nel 1177, sotto il regno di Luigi VII. Il documento relativo alla ricognizione è riportato negli Acta Sanctorum ed è una delle testimonianze più interessanti per la storia del culto. La presenza delle reliquie a Senlis contribuì a consolidare il culto del santo ben oltre il territorio originario del Maine. Altre reliquie erano inoltre venerate presso l'abbazia di Santa Maria della Vittoria, sempre nell'area di Senlis. Il caso di Frambaldo mostra quindi un fenomeno frequente nella storia del culto dei santi medievali: la diffusione della memoria attraverso frammenti di reliquie, fondazioni religiose e chiese intitolate al santo. Autore: Giampietro Cattini
San Frambaldo (Franbaud, Fraibauld, Frambold o Frambourg) era un abate vissuto presumibilmente nel VI secolo.
Secondo la tradizione Frambaldus (Fram radice germanica lancia; calvo : azione per portare coraggio) nacque intorno all'anno 500, in Alvernia dove suo padre era conte.
Su di lui ci sono rimaste due biografie tardive di indubbio valore storico.
A 15 anni il padre lo mandò come servitore alla corte di Childeberto, re dei Franchi, figlio di Clodoveo (511-558). Lasciando molto presto "questo ambiente feroce e barbarico" per la solitudine, si ritirò in una grotta a Ivry sur Seine, per condurre "una vita di meditazione, contemplazione, penitenza" nonostante le ingiunzioni paterne di dissuaderlo dalla sua scelta.
Intorno al 518 entrò nell'abbazia di Micy, vicino a Orléans, quando l’abare era Saint-Mesmin.
Dapprima, divenne fratello portinaio del monastero, e dopo che fu ordinato sacerdote, ricevette la formazione per le missioni di evangelizzazione.
Nell'anno 532, su chiamata di sanInnocenzo, vescovo di Le Mans, lasciò Micy con diversi compagni lungo la strada romana Orléans-Vendôme.
Dopo esser stato nella Sarth, con l'amico Constantino, arrivò nella regione di Passais (regione tra Normandia e Maine a sud di Domfront).
Subito dopo entrò nella foresta di Nuz, l’antico Maine, e si stabilisce in una grotta sulla riva sinistra del fiume "La Mayenne" vicino all'attuale villaggio di Saint Fraimbault of Prayers, dove costruì un oratorio e alcune capanne. E mentre si dedica all’evangelizzazione degli abitanti di quella zona compie anche numerosi miracoli.
San Frambaldo morì prima di San Innocenzo, prima dell’anno 559.
Esistono due località dove ci si contende la sua tomba: San Fraimbault de Gabrone e San Fraibalult de Lassy.
Ci sono altre località che hanno onorato san Frambaldo: a Senlis nel 1177 si è svolta la ricognizione delle sue reliquie, nella collegiata che porta il suo nome e a Roezé c’era un priorato intitolato a suo nome e poi a Ivry. Inoltre San Frambaldo era onorato a Uvry e nell’abbazia di santa Maria della Vittoria a Senlis.
Ovvio che l’estensione territoriale del suo culto dimostra come ci sono state diverse traslazioni di reliquie e diverse dipendenze monastiche.
La festa per san Frambaldo, inizialmente era fissata nel giorno 16 agosto, attualmente a Le Mans, a Laval e a Sées si festeggia nel giorno 18 agosto.
Autore: Mauro Bonato
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