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3 febbraio 1913 - 5 giugno 1945
Nata il 3 febbraio 1913 a Danzica (Gdańsk), emise la professione religiosa il 2 maggio 1938. Nel 1944, nel convento di Allenstein, svolgeva il servizio nell’amministrazione dell’Ospedale Marienkrankenhaus. Catturata dall’Armata Rossa il 22 gennaio 1945, fu ripetutamente violentata da 8 soldati sovietici e, il 27 gennaio, messa in carcere con altre consorelle. Il 9 febbraio venne trasferita al Campo di Zichenau (Ciechanów) per essere deportata in Russia il 16 marzo, dove morì probabilmente il 5 giugno 1945, per le violenze subite. Aveva 31 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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Nacque a Danzica il 3 febbraio 1913 e le fu dato il nome di Käthe Elisabeth. Era una delle tre figlie di Bruno Ludwig e Anna Matilda (nata Dams), appartenenti alla classe media urbana. Fu battezzata nella chiesa di San Nicola. All’età di sei anni iniziò la scuola elementare e poi il ginnasio. Era dotata di talento per la musica e amava la poesia e le materie scientifiche. Ben presto sentì il desiderio della vita religiosa. Nel 1932 Käthe entrò nel convento di Braniewo all’età di 19 anni, dove, dopo aver completato la sua formazione iniziale nel postulato, iniziò gli studi presso un liceo cattolico per ragazze. Il 29 aprile 1936 entrò in noviziato e ricevette il nome religioso di M. Leonis. Il 2 maggio 1938 arrivò il giorno dei suoi primi voti religiosi, e disse alle consorelle: “I vostri mariti sono meravigliosi, ma il mio è il più bello di tutti”. Godendo dei voti appena pronunciati, con la sua perseveranza e la sua forte volontà volle sviluppare gli ideali cristiani e lo spirito religioso. Fu mandata a lavorare come insegnante presso il collegio femminile di Heilsberg (Lidzbark Warmiński). Probabilmente il suo lavoro a Lidzbark sarebbe durato più a lungo se non fosse stato per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando i suoi superiori la inviarono a Mehlsack (Pieniężno) in un ospedale militare da campo. Un gran numero di rifugiati e di soldati polacchi feriti erano dislocati nell’edificio della casa della missione dei Padri Verbiti. Lì, suor M. Leonis incontrò molta miseria e sofferenza umana, alla quale non rimase indifferente. Dopo due mesi tornò a Lidzbark Warmiński, dove aiutò nel lavoro di educazione dei bambini. Nel 1940 fu trasferita nella casa del noviziato di Braniewo, dove le fu affidato il compito di assistente della maestra delle novizie. Nella primavera del 1941, suor M. Leonis pronunciò consapevolmente e con amore i voti perpetui. Nei suoi appunti sono rimaste le parole: “Signore, non permettere che io ami nessun altro all’infuori di Te”. Nel 1942 fu trasferita a Reszel. Non volendo sprecare il suo talento di insegnante, fu mandata a lavorare come educatrice in un collegio, dove si occupava delle ragazze. Tuttavia, le autorità naziste, volendo allontanare la Chiesa dal lavoro educativo, sciolsero il collegio e suor M. Leonis tornò nuovamente a Braniewo. Venne stabilito di mandarla a studiare farmacia, così si recò a Königsberg per iniziare gli studi all’Università Albrecht. Gradualmente, l’università divenne sempre più soggetta all’influenza dei nazisti, che presto divennero dominanti nell’università statale. Questa situazione fu fonte di grande sofferenza per suor M. Leonis, così dopo due anni di studi chiese di essere esonerata dal proseguire il suo percorso universitario. Fu quindi inviata a Olsztyn per aiutare nell’ufficio amministrativo dell’ospedale cittadino. Si occupò anche della gestione della farmacia dell’ospedale. Nel gennaio 1945, insieme a tutta la sua comunità e ai reparti dell’ospedale, visse l’ingresso del fronte sovietico. Il suo cammino martiriale iniziò il 21 gennaio e durò quasi cinque mesi. Dopo che le truppe dell’Armata Rossa occuparono l’ospedale, le suore furono picchiate e beffeggiate. Suor M. Leonis subì stupri e abusi e lottò tenacemente subendo così una frattura al cranio. Sopportò eroicamente tutte queste sofferenze e solo il pensiero che in questo modo avrebbe potuto espiare i molti crimini commessi contro la castità, che feriscono Dio, le dava forza e coraggio. Alle sue sorelle che avevano vissuto un dramma simile disse: “Ora abbiamo l’opportunità di amare i nostri nemici, non di ripagare male per male”. La tappa successiva del suo martirio fu la prigione di Olsztyn, da dove fu inviata a Ciechanów. Nel campo di transito dell’NKVD soffrì molto per la fame e la sete e il disprezzo e lo scherno che subì furono un ulteriore dolore. Dovette anche dare via gli ultimi simboli di fede che aveva con sé. Il 16 marzo i prigionieri furono divisi in tre gruppi. Suor M. Leonis fu separata dal resto delle suore. Piangendo, offrì anche questo dolore a Dio in riparazione dei peccati del mondo. Fu deportata nella profonda Russia. Morì il 5 giugno 1945 per le ferite e la fame, in un luogo a noi sconosciuto. Aveva 32 anni. Il suo martirio fu particolarmente amaro, ma portato con grande amore per Gesù.
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