Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Tiburtia (Cäcilia Mischke) Condividi su Facebook

Beata Maria Tiburtia (Cäcilia Mischke) Vergine e martire

Festa: 7 agosto

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

27 ottobre 1888 - 7/10 agosto 1945

Nata il 27 ottobre 1888 a Krokau (Krokowo), emise la professione religiosa il 12 ottobre 1909. Catturata dai sovietici il 21 gennaio 1945 a Allenstein, fu violentata e maltrattata per un’intera notte. Il 23 gennaio venne carcerata e, il 3 febbraio successivo, fu condotta in marcia forzata a Praschnitz (Przasnysz) da dove venne deportata a Tula in Russia. Il 7 agosto 1945, avendo assistito le altre consorelle e i malati, deperita e avendo contratto il tifo morì nel Campo di Osanowa, in Russia. Aveva 56 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.



Nacque il 27 ottobre 1888 a Krokau (Krokowo) in Varmia. Fu battezzata nella chiesa di San Bartolomeo a Seeburg (Jeziorany) e le fu dato il nome di Cäcilia.
I suoi genitori, Joseph ed Elisabeth (nata Weissenfeldt), avevano una fattoria e suo padre gestiva anche una locanda. Frequentò la scuola primaria nella sua città natale, Krokowo e Jeziorany. Cresciuta in una famiglia numerosa in cui venivano coltivati i valori cattolici, annunciò fin da piccola di voler diventare suora. Il 7 aprile 1907, la diciottenne Cäcilia intraprese il periodo iniziale di formazione alla vita religiosa a Braniewo; la sorella maggiore era già entrata nella Congregazione. Nell’ottobre 1907 fu ammessa al noviziato ricevendo il suo nuovo nome, Tiburtia. Il 12 ottobre 1909 pronunciò i voti religiosi, dopodiché fu mandata a lavorare come infermiera all’ospedale di Bischofsburg (Biskupiec). Era un’infermiera, ma non si è conservata alcuna traccia della sua formazione professionale. Molto sensibile, compassionevole e aperta ai bisogni dei malati lavorò lì per 12 anni. Nel 1921 fu trasferita a Klaukendorf (Klewki), vicino a Olsztyn, dove era responsabile dell’assistenza medica parrocchiale. Si occupava anche della pulizia e della decorazione degli altari della chiesa di San Valentino.
Dall’autunno del 1944, i residenti ricevettero notizie allarmanti dall’avvicinarsi del fronte. Quando il 21 gennaio 1945 i rumori dei combattimenti si intensificarono, gli abitanti erano terrorizzati e non sapevano se fuggire o rimanere . Fu allora che suor M. Tiburtia decise di recarsi a Olsztyn per informarsi dalle suore di Santa Caterina che lavoravano lì sulla situazione e sul da farsi. Iniziò così il suo viaggio della croce, che durò sei mesi. Quando raggiunse le suore dell’ospedale municipale fu chiaro che tornare a Klewki non era più possibile.
Quando i soldati sovietici invasero le sale dell’ospedale, suor M. Tiburtia fu picchiata, presa a calci e ripetutamente maltrattata. Dopo alcuni giorni di tormenti e caos, l’intero gruppo di Suore di Santa Caterina fu portato nella prigione della città e poi in un campo a Ciechanów. Lì le suore, che si distinguevano per i loro abiti, erano costantemente oppresse e non potevano riposare. Le loro baracche venivano cambiate di frequente e ogni volta che una guardia entrava in una stanza, venivano picchiate o derise. Dopo qualche giorno, fu predisposto un lungo treno per il bestiame, in cui le persone furono stipate e portate nella profonda Russia. Dopo un viaggio di due settimane, furono tutti condotti in un campo di lavoro fuori dalla città di Tula. Suor M. Tiburtia fu messa a lavorare in una baracca tra i prigionieri più gravemente malati. In assenza di medicinali e bende, la sua assistenza si limitava alla presenza, alla pulizia e al trasporto dei morti. Per le suore del campo divenne una madre che dava loro forza spirituale, sostenendole con aiuti e preghiere. A metà aprile fu trasportata in un altro campo, che oggi sappiamo essere quello di Osanovo Dobavoe. Anche lì si prese cura dei malati e seppellì i morti fino allo stremo delle forze, nonostante le ferite. Morì tra il 7 e il 10 agosto 1945 per sfinimento e malattia. Aveva 57 anni.


Fonte:
https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-04-06

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati