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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Gebharda (Maria Schröter) Condividi su Facebook

Beata Maria Gebharda (Maria Schröter) Vergine e martire

Festa: 2 febbraio

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Karschau, Polonia, 1° dicembre 1886 - Lidzbark Warmiński, Polonia, 2 febbraio 1945

Nata il 1° dicembre 1886 a Karschau (Karszewo), emise la professione religiosa nel 1918. Fu uccisa a Seilergasse di Heilsberg il 2 febbraio 1945. Aveva 58 anni di età. Papa Francesco in data 14 marzo 2024 ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede, insieme a quello di altre quattordici consorelle anch’esse vittime dei soldati dell’Armata Rossa, poi tutte beatificate il 31 maggio 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.



Nacque il 1° dicembre 1886 a Karschau (Karszewo), vicino a Mühlhausen (Młynary). I suoi genitori, Nikolaus e Anna, battezzarono la figlia a Bludau (Błudowo), dove si trovava la chiesa parrocchiale della Visitazione della Beata Vergine Maria.
Le fu dato il nome di Maria. I genitori possedevano una casa e una fattoria. Forse la presenza delle Suore di Santa Caterina a Błudowo suggellò il suo desiderio di vita religiosa. Si sa che qualche anno prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, Maria prese la decisione di entrare nella Congregazione delle Suore di Santa Caterina. L’inizio della sua formazione religiosa non è stato conservato, ma si sa che si diplomò come infermiera e che quando entrò in noviziato aveva già un diploma e una professione. La sua formazione nel noviziato iniziò nel 1914. Le fu dato il nome religioso di Gebharda.
Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, su richiesta di istituzioni caritatevoli per aiutare a curare i soldati feriti di varie nazionalità, la Congregazione inviò delle infermiere a prendersi cura di loro. In questo gruppo c’erano novizie con le qualifiche necessarie, tra cui suor Gebharda. Si recarono nella città di Brieg (Brzeg), in Slesia, negli ospedali da campo. Solo dopo tre anni le suore poterono tornare nelle loro comunità. Fu allora che suor Gebharda iniziò la preparazione ai voti, che professò il 26 febbraio 1918.
Fu trasferita a Lidzbark Warmiński in un grande convento. Da allora, fino alla fine dei suoi giorni, la sua vita e il suo servizio apostolico furono legati a questa città. Lavorò in una casa per anziani, occupandosi dei bisogni fisici e spirituali dei residenti. Probabilmente nel 1921, mentre si trovava ancora in questa comunità, prese i voti perpetui.
Dopo quattro anni, fu nuovamente mandata nella comunità di un grande convento e, nel 1928, in un collegio femminile. Nel 1937 il pensionato fu abolito dalle autorità naziste. Da allora le Suore di Santa Caterina accolsero presso la loro pensione le insegnanti. Suor Gebharda si prendeva cura dei residenti e usava la preghiera di intercessione per rispondere alle preoccupazioni di coloro che incontrava. La caratteristica principale del suo carattere era l’altruismo, radicato in una profonda fede in Dio. Paziente, equilibrata e pronta ad aiutare.
Nella seconda metà del gennaio 1945, l’ex pensione si riempì di famiglie in fuga dall’est e dal sud della Prussia orientale. Il 31 gennaio, quando i soldati sovietici entrarono in città, la casa fu danneggiata da un’esplosione e le persone che vi soggiornavano cercarono un altro rifugio. Le suore decisero di recarsi al convento maggiore.
La sera del 2 febbraio, un gruppo di soldati e il loro comando entrarono nel convento. I sovietici penetrarono in ogni stanza. Un gruppo di suore fu costretto a entrare nel refettorio del convento. Tra loro c’era suor M. Gerharda. I soldati cercarono di estrarre le singole sorelle dal gruppo compatto che si difendeva e, non riuscendoci, strapparono loro i veli, le medaglie religiose, strattonarono i loro abiti e i rosari. Dando sfogo alla loro rabbia, spararono a suor M. Aniceta Skibowska. Mentre la suora si accasciava a terra, i soldati annoiati lasciarono la stanza per un po’. In quel breve momento, suor M. Gebharda si avvicinò alla morente, si inginocchiò al suo fianco e iniziò a pregare per i moribondi. Nella sua vita aveva pregato molte volte al fianco di soldati feriti che aveva curato, visitato i malati e i bisognosi e aiutato molti di loro nella loro ultima ora. In questo momento, le venne spontaneo fare lo stesso. Quando l’ufficiale che aveva sparato a suor M. Aniceta rientrò nel refettorio, vide la suora inginocchiata sulla donna morente. Questa vista lo fece impazzire. Lei, tuttavia, non interruppe la sua preghiera, fu colpita al cuore e morì all’istante. Aveva 59 anni.
Pregare accanto a una consorella morente, sotto lo sguardo di una pistola puntata contro di lei, è stata l’ultima espressione degli innumerevoli atti d’amore che ha compiuto verso il prossimo.


Fonte:
https://programadesecretaria.redesantacatarina.org.br/

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Aggiunto/modificato il 2026-01-24

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