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Beata Marianna di Santa Francesca Depeyre Vergine orsolina, martire
Festa:
13 luglio
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Tulette, Francia, 2 ottobre 1756 - Orange, Francia, 13 luglio 1794
Fra le numerose vittime del Terrore rivoluzionario in Francia, la beata Marianna di Santa Francesca Depeyre occupa un posto particolare come una delle sedici Orsoline appartenenti al gruppo delle trentadue religiose martirizzate a Orange nell'estate del 1794. La sua vicenda non è caratterizzata da imprese straordinarie o da scritti celebri, bensì dalla fedeltà silenziosa alla propria consacrazione religiosa. Quando le autorità rivoluzionarie imposero il giuramento richiesto dalla legislazione anticlericale, ella preferì affrontare il carcere e la morte piuttosto che rinnegare gli impegni assunti davanti a Dio. La sua testimonianza si inserisce nel drammatico contesto della persecuzione religiosa che accompagnò la fase più radicale della Rivoluzione francese, diventando un esempio di coerenza di coscienza. Beatificata insieme alle sue compagne nel 1925.
Etimologia: Forma composta di Maria e Anna.
Emblema: Abito delle Orsoline, palma del martirio, ghigliottina, croce.
Martirologio Romano: A Orange in Francia, beata Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta) Verchière e cinque compagne, vergini e martiri nella stessa persecuzione. [I loro nomi sono: beate Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie, Anna Andrea di Sant’Alessio Minutte, Marianna di San Francesco Lambert, Marianna di Santa Francesca Depeyre e Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard.]
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Marie-Anne Depeyre nacque il 2 ottobre 1756 a Tulette, nella regione del Delfinato, oggi dipartimento della Drôme. Le fonti conservano poche notizie sulla sua famiglia e sulla giovinezza, circostanza frequente per molte religiose del XVIII secolo che non ricoprirono incarichi pubblici. È tuttavia certo che ricevette un'educazione cristiana tale da orientarla verso la vita consacrata.
La vocazione tra le Orsoline Entrò nel monastero delle Orsoline di Bollène, assumendo il nome religioso di Suor Santa Francesca. Le Orsoline, fondate nello spirito di sant'Angela Merici, erano particolarmente impegnate nell'educazione delle ragazze e nella formazione cristiana delle famiglie. Nel monastero Marianna visse una vita semplice, scandita dalla preghiera comunitaria, dalla vita fraterna e dall'insegnamento. Non emergono episodi eccezionali della sua esistenza religiosa: proprio questa normalità costituisce uno degli aspetti più significativi della sua figura, perché il martirio maturò nella fedeltà quotidiana piuttosto che in gesti spettacolari.
La Rivoluzione francese La Costituzione civile del clero (1790) modificò profondamente i rapporti tra Stato e Chiesa. Ai sacerdoti e ai religiosi venne richiesto un giuramento di fedeltà alla nuova legislazione rivoluzionaria. Le comunità religiose furono progressivamente soppresse; monasteri e conventi vennero confiscati, mentre molte religiose furono costrette a lasciare la vita comune. Le Orsoline di Bollène decisero di rimanere fedeli alla Chiesa e rifiutarono il giuramento ritenuto incompatibile con la comunione con Roma. Tale scelta le espose all'accusa di fanatismo e di opposizione alla Repubblica.
Arresto e prigionia Nel 1794 Marianna fu arrestata insieme alle consorelle e trasferita nelle carceri di Orange. Il tribunale rivoluzionario della città, uno dei più severi durante il periodo del Terrore, giudicava rapidamente sacerdoti, religiosi e laici accusati di ostilità verso il nuovo regime. Durante la prigionia le religiose continuarono a vivere come una comunità monastica: pregavano insieme, si incoraggiavano reciprocamente e si preparavano spiritualmente alla possibilità della condanna a morte. Le testimonianze raccolte dopo la Rivoluzione ricordano il clima di serenità e di sostegno reciproco che caratterizzava il gruppo.
Il processo Il 13 luglio 1794 Marianna comparve davanti alla Commissione Popolare di Orange insieme ad altre cinque religiose. L'accusa principale era quella di avere rifiutato il giuramento imposto dalla legislazione rivoluzionaria e di perseverare nella vita religiosa, comportamento interpretato come ostilità alla Repubblica. Il processo durò pochissimo. La sentenza di morte fu pronunciata nella stessa giornata.
Il martirio Nel pomeriggio del 13 luglio 1794 Marianna di Santa Francesca Depeyre fu condotta alla ghigliottina nella piazza di Orange. Morì insieme alle beate: - Maddalena della Madre di Dio Verchière; - Teresa Enrichetta dell'Annunciazione Faurie; - Anna Andrea di Sant'Alessio Minutte; - Maria Anna di San Francesco Lambert; - Maria Anastasia di San Gervasio Roquard. Secondo le testimonianze raccolte successivamente, le religiose affrontarono la morte con grande compostezza, pregando fino all'ultimo e sostenendosi reciprocamente. La loro serenità colpì numerosi presenti. La loro esecuzione rappresentò una delle giornate più drammatiche della persecuzione religiosa di Orange.
Il culto dopo la morte La caduta di Robespierre, avvenuta il 27 luglio 1794 (9 termidoro anno II), pose rapidamente fine al Terrore e consentì di raccogliere le testimonianze relative alle vittime delle persecuzioni religiose. Le religiose uccise a Orange furono presto ricordate dalla popolazione locale come donne morte esclusivamente per la loro fedeltà alla fede cattolica e alla vita consacrata. Il luogo della sepoltura comune, noto come Champ des Martyrs (Campo dei Martiri), divenne progressivamente meta di visite e commemorazioni. Nel corso del XIX secolo si consolidò una memoria popolare che conservò i nomi delle vittime e tramandò il ricordo della loro serenità davanti alla morte. Marianna di Santa Francesca Depeyre venne venerata insieme alle altre religiose del gruppo, poiché tutte condivisero la stessa sorte e la medesima testimonianza di coscienza.
La beatificazione L'interesse storico e religioso per le martiri di Orange crebbe durante il XIX secolo, quando numerose diocesi francesi iniziarono a raccogliere documenti e deposizioni. La causa riguardò complessivamente le trentadue martiri di Orange, appartenenti a differenti istituti religiosi: - Orsoline; - Sacramentine; - Cistercensi; - Benedettine; - Religiose secolari consacrate. L'indagine mise in evidenza come la condanna non fosse motivata da attività politiche, ma dal rifiuto di aderire alle disposizioni rivoluzionarie considerate incompatibili con la fede cattolica. Il martirio fu ufficialmente riconosciuto dalla Santa Sede. Il 10 maggio 1925, durante il pontificato di Pio XI, Marianna di Santa Francesca Depeyre e le sue compagne furono proclamate beate. La beatificazione contribuì a far conoscere a tutta la Chiesa una delle più importanti testimonianze femminili del periodo rivoluzionario francese.
Autore: Giampietro Cattini
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