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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard Condividi su Facebook

Beata Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard Vergine orsolina, martire

Festa: 13 luglio

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Bollène, Francia, 5 ottobre 1749 - Orange, Francia, 13 luglio 1794

Superiora delle Orsoline di Bollène al momento della soppressione del monastero, guidò la comunità negli anni più difficili, quando le religiose furono costrette ad abbandonare la clausura e a scegliere tra il giuramento imposto dallo Stato rivoluzionario e la fedeltà alla propria coscienza. Scelse quest'ultima via, condividendo fino all'ultimo il destino delle sue consorelle. Il suo martirio non fu determinato da un'attività politica, ma dal rifiuto di rinnegare la vita religiosa e di accettare una legislazione considerata incompatibile con la fede cattolica. 

Etimologia: Anastasia deriva dal greco anástasis = risurrezione

Emblema: Abito delle Orsoline, palma del martirio, ghigliottina, croce.

Martirologio Romano: A Orange in Francia, beata Maddalena della Madre di Dio (Elisabetta) Verchière e cinque compagne, vergini e martiri nella stessa persecuzione. [I loro nomi sono: beate Teresa Enrica dell’Annunciazione Faurie, Anna Andrea di Sant’Alessio Minutte, Marianna di San Francesco Lambert, Marianna di Santa Francesca Depeyre e Maria Anastasia di San Gervasio de Roquard.]


Marie-Anastasie de Roquard nacque a Bollène, in Provenza, il 5 ottobre 1749, in una famiglia della piccola borghesia locale. Le fonti conservano poche notizie sull'ambiente familiare, ma concordano nel descriverla come una giovane educata cristianamente e avviata fin dall'infanzia a una solida formazione religiosa.

La vocazione tra le Orsoline
Entrò ancora giovane nel monastero delle Orsoline di Bollène, istituto dedicato principalmente all'educazione delle ragazze secondo il carisma di sant'Angela Merici.
Alla professione religiosa assunse il nome di suor Maria Anastasia di San Gervasio.
Le testimonianze raccolte dopo la Rivoluzione la descrivono come una religiosa equilibrata, prudente e osservante della regola. La sua autorevolezza le valse l'elezione a superiora del monastero, incarico che ricopriva quando esplose la crisi rivoluzionaria.

La Rivoluzione francese
La Costituzione civile del clero (1790) e le successive leggi rivoluzionarie portarono alla soppressione delle comunità religiose contemplative.
Le Orsoline di Bollène furono costrette ad abbandonare il monastero.
Pur disperse in abitazioni private, continuarono a vivere, per quanto possibile, la vita comunitaria e religiosa.
Come superiora, Maria Anastasia sostenne le consorelle durante questo periodo di crescente ostilità, incoraggiandole a perseverare nella vocazione senza ricorrere a gesti di provocazione, ma senza neppure rinunciare alla propria identità religiosa.

Arresto
Il 2 maggio 1794 le religiose vennero arrestate con l'accusa di essere "nemiche della Repubblica".
Le imputazioni riguardavano soprattutto:
- il rifiuto del giuramento richiesto dal governo rivoluzionario;
- la perseveranza nella vita religiosa;
- l'accusa di propagare quello che il tribunale definiva "fanatismo", termine con cui veniva indicata la fedeltà alla Chiesa cattolica.
Trasferite a Orange, furono rinchiuse nelle prigioni cittadine insieme ad altri ecclesiastici e religiosi.

Il processo
Il tribunale rivoluzionario celebrava processi rapidissimi.
Alle imputate non venivano contestati reati comuni, bensì la loro costanza nella fede e il rifiuto della legislazione ecclesiastica rivoluzionaria.
Le testimonianze riferiscono che Maria Anastasia mantenne un atteggiamento sereno e dignitoso durante gli interrogatori, senza cercare compromessi che avrebbero comportato l'abbandono dei voti religiosi.

Il martirio
Il 13 luglio 1794 Maria Anastasia fu condannata insieme ad altre cinque religiose:
- Maddalena della Madre di Dio Verchière;
- Teresa Enrichetta dell'Annunciazione Faurie;
- Anna Andrea di Sant'Alessio Minutte;
- Maria Anna di San Francesco Lambert;
- Maria Anna di Santa Francesca Depeyre.
Condotte nella piazza dove era installata la ghigliottina, affrontarono la morte manifestando serenità e pregando fino all'ultimo.
Maria Anastasia aveva 44 anni.
I corpi furono deposti nella fossa comune destinata alle vittime del Terrore.

Il contesto storico
Le esecuzioni di Orange si collocano negli ultimi mesi del Terrore (1793-1794), quando il governo rivoluzionario intensificò la repressione contro coloro che rifiutavano di aderire alla politica religiosa dello Stato.
Le trentadue martiri di Orange appartenevano a diversi istituti religiosi, soprattutto Sacramentine e Orsoline.
La loro condanna derivò essenzialmente dalla fedeltà alla Chiesa e dal rifiuto di prestare il giuramento imposto dalle autorità rivoluzionarie.

Beatificazione
La causa fu introdotta nel XX secolo.
Il martirio venne riconosciuto dalla Santa Sede e il 10 maggio 1925 papa Pio XI beatificò le trentadue Martiri di Orange, proponendole come esempio di fedeltà cristiana di fronte alla persecuzione.

Culto
La memoria liturgica ricorre il 13 luglio, anniversario del suo martirio.
È venerata insieme alle religiose che condivisero la stessa condanna.
Nella diocesi di Avignone e nelle comunità orsoline il ricordo delle martiri di Orange conserva un particolare rilievo storico e spirituale.

Curiosità
- Era la superiora delle Orsoline di Bollène quando il monastero fu soppresso dalla Rivoluzione.
- Morì soltanto quattordici giorni prima della caduta di Robespierre e della fine del Terrore.
- Le sue risposte al tribunale furono ricordate per la calma e la fermezza, qualità che le testimonianze successive attribuirono anche al suo governo della comunità.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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