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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria di Gesù (Margherita Teresa Charansol) Condividi su Facebook

Beata Maria di Gesù (Margherita Teresa Charansol) Vergine sacramentina, martire

Festa: 16 luglio

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Richerenches, Francia, 28 febbraio 1758 - Orange, Francia, 16 luglio 1794

Margherita Teresa Charansol, conosciuta nella vita religiosa come Maria di Gesù, rappresenta una delle figure più emblematiche delle trentadue Martiri di Orange. Religiosa professa nel monastero delle Sacramentine di Bollène, visse in prima persona la drammatica frattura provocata dalla Rivoluzione francese tra lo Stato e la Chiesa. Il suo martirio, consumatosi sulla ghigliottina il 16 luglio 1794, non fu un atto di ribellione politica, ma la conseguenza estrema di una fedeltà incrollabile alla propria vocazione e alla coscienza cristiana. In un periodo segnato dal Terrore, la sua testimonianza, insieme a quella delle sue compagne, trasforma la prigione in un luogo di libertà interiore e la morte in un atto di suprema coerenza evangelica. La sua beatificazione è avvenuta nel 1925.

Etimologia: Margherita (dal greco 'margarites', perla); Teresa (origine incerta, forse 'cacciatrice' o 'mietitrice'); Maria (dall'ebraico 'Miryam', 'signora' o 'amata da Dio').

Emblema: Abito delle Sacramentine, palma del martirio, croce, ghigliottina.

Martirologio Romano: A Orange sempre in Francia, beate Amata di Gesù (Maria Rosa) de Gordon e sei compagne, vergini e martiri, che nella medesima persecuzione, essendosi rifiutate di abbandonare la vita religiosa, furono condannate a morte e ricevettero felici la palma del martirio. [I loro nomi sono: beata Maria di Gesù (Margherita Teresa) Charansol, Marianna di San Gioacchino Béguin-Royal, Marianna di San Michele Doux, Maria Rosa di Sant’Andrea Laye, Dorotea del Cuore di Maria e Maddalena del Santissimo Sacramento de Justamont.]


La tempesta rivoluzionaria
L'avvento della Rivoluzione francese sconvolse radicalmente la vita della Chiesa in Francia. Con la Costituzione civile del clero del 1790, lo Stato impose a tutti i religiosi un giuramento di fedeltà che li sottometteva all'autorità civile, tagliando di fatto i legami con il Papa. Margherita Teresa, coerente con la sua formazione e con le direttive di Pio VI, si rifiutò di prestare tale giuramento. Questo atto di coscienza, considerato dal regime rivoluzionario come un crimine di fanatismo e controrivoluzione, portò alla soppressione del suo monastero e all'espulsione delle religiose. Nonostante il divieto, lei e le sue compagne continuarono a vivere in comunità, mantenendo clandestinamente la regola e la vita di preghiera, esponendosi così a un grave pericolo.

La prigionia nella 'Cure'
Nella primavera del 1794, durante il periodo più feroce del Terrore, Maria di Gesù fu arrestata insieme ad altre religiose di Bollène e Avignone. Fu trasferita nel carcere della Cure a Orange, dove operava uno dei tribunali rivoluzionari più spietati della Francia meridionale. Lungi dall'abbattersi, le detenute trasformarono la prigione in una vivace comunità monastica. Testimonianze dell'epoca riferiscono che le religiose, pur appartenendo a istituti diversi, si organizzarono sotto una superiora comune, scandendo le giornate con la preghiera, la recita dell'Ufficio divino e l'assistenza reciproca. Ogni volta che una sorella veniva chiamata davanti al tribunale, le altre la accompagnavano con il canto e la preghiera, consapevoli che si trattava spesso di un addio definitivo.

Il martirio e la gloria
Il 16 luglio 1794, Maria di Gesù fu condotta davanti al tribunale rivoluzionario e condannata a morte per il solo crimine di essere rimasta fedele alla sua vocazione religiosa. Salì sul patibolo con una serenità che colpì i presenti, perdonando i suoi carnefici e affidando la propria vita a Dio. La sua esecuzione avvenne lo stesso giorno, insieme ad altre sei compagne. Pochi giorni dopo, il 27 luglio, la caduta di Robespierre pose fine al Terrore, risparmiando le religiose ancora detenute. I loro corpi furono inizialmente sepolti nel campo Gabet, vicino a Orange, che divenne presto meta di silenziosi pellegrinaggi. Riconoscendo il valore della loro testimonianza, Papa Pio XI ne confermò il martirio e le beatificò il 10 maggio 1925.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-14

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