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Grao Valenza, Spagna, 13 dicembre 1877 - El Saler, Spagna, 19 agosto 1936
Faceva parte dell'Istituto delle Suore Carmelitane della Carità. Era nata a Grao Valenza il 13 dicembre 1877. Attiva, entusiasta, lavoratrice, dava tutta se stessa nel servire gli altri. Entrò nel noviziato di Vic il 2 giugno 1902. Destinata a Cullerà, rimarrà in quella comunità fino alla morte. Silenziosa e raccolta, amante della povertà, la sua passione era Gesù presente nel tabernacolo. Inoltre, suscitava nelle sue alunne un fervore mariano intenso. Riconosciuto uno dei suoi assassini, gli disse, con serenità: «Mi dai la cosa migliore, mi dai il cielo». Insieme alle otto consorelle sue compagne di martirio è stata beatificata l'11 marzo 2001 dal Papa San Giovanni Paolo II.
Martirologio Romano: In località El Saler sempre nello stesso territorio, beate Elvira della Natività di Nostra Signora Torrentallé Paraire e compagne, vergini dell’Istituto delle Suore Carmelitane della Carità e martiri, che combattendo per la fede in Cristo Sposo riportarono il premio della vita eterna. [I loro nomi sono: Rosa di Nostra Signora del Buon Consiglio Pedret Rull, Maria di Nostra Signora della Provvidenza Calaf Miracle, Francesca di Santa Teresa de Amezúa Ibaibarriaga, Maria dei Derelitti del Santissimo Sacramento Giner Lister, Teresa della Madre del Divino Pastore Chambó Palés, Agata di Nostra Signora delle Virtù Hernández Amorós, Maria Addolorata di San Francesco Saverio Vidal Cervera e Maria Nives della Santissima Trinità Crespo López.]
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Maria Desamparados del Santissimo Sacramento, il cui nome civile era Maria Desamparados Giner Sixta, nacque nel Grao di Valencia il 13 dicembre 1877. Entrò nel noviziato di Vic nel 1902 e nel 1904 fu destinata a Cullera. Era una religiosa molto attiva e impegnata nel servizio. Le fonti dell'Istituto sottolineano la sua laboriosità, la dedizione alle altre persone e la devozione all'Eucaristia. Particolarmente significativa è la tradizione relativa all'incontro con uno degli uomini coinvolti nella sua uccisione. Secondo la testimonianza riportata nelle fonti agiografiche, Maria lo avrebbe riconosciuto come il padre di due bambine che aveva assistito durante una grave malattia. Anche davanti a lui avrebbe mantenuto un atteggiamento di serenità, interpretando la morte alla luce della propria fede. Si tratta di un episodio tramandato dalla documentazione agiografica e va pertanto distinto dai dati biografici direttamente attestati.
Autore: Giampietro Cattini
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