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Beato Roger (Paul) Le Ber Religioso francescano, martire
Festa:
12 aprile
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Landivisiau, Francia, 1° aprile 1920 - Gusen, Austria, 12 aprile 1945
Paul Le Ber nacque a Landivisiau il 1 aprile 1920 e, nel 1939 entrò fra i frati francescani minori, assumendo il nome di Roger. Fu
prelevato nel 1943 per il servizio di lavoro obbligatorio insieme agli
altri confratelli francescani e assegnato al Reichshahn di Colonia. Qui
si dedicò a servire la comunità con i gruppi di incontro e con la
preghiera. Fu arrestato il 13 luglio 1944, interrogato insieme agli
altri nel carcere di Brauweiler, torturato e condotto ai lavori forzati.
Fu infine deportato a Buchenwald con il numero 81747 e inviato al
kommando Langenstein. Da lì riuscì a scrivere, il 22 febbraio 1945, uno
dei pochissimi biglietti che uscirono dal campo di concentramento,
ringraziando e unendosi spiritualmente con un prigioniero, che cercava
di dar loro qualcosa da mangiare, mentre venivano lasciati morire di
fame. Fu ucciso a colpi di arma da fuoco per strada, il 12 aprile 1945. Il 20 giugno 2025 Papa Leone XIV ha riconosciuto il martirio in odio alla fede. Il 13 dicembre seguente è stata celebrata la solenne beatificazione nella Basilica di Notre Dame a Parigi.
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Paul Le Ber, in religione Frère Roger, nacque il 1° aprile 1920 a Landivisiau, dove fu battezzato il 4 aprile. Apparteneva a una famiglia bretone di cinque figli, molto religiosa. Entrò nel noviziato di Amiens nel 1939 ed emise la professione religiosa a Quimper il 17 dicembre 1940. Aveva un carattere meditativo, timido, ma disponibile e accomodante. Quando, nell'agosto 1943, fu chiamato per il servizio di lavoro obbligatorio partì con i suoi compagni per essere assunto dalla Reichsbahn di Colonia come operaio. Partecipò attivamente all’attività cattolica tra i lavoratori. In una lettera del 28 ottobre 1943 descrisse l'intensa vita fraterna che, pur in quelle condizioni, i giovani frati cercavano di testimoniare: “Siamo arrivati al momento giusto per mostrare come la vera vita cristiana sia arricchente; il nostro primo apostolato è stato quello di mostrarci a tutti, ben uniti, come veri fratelli. Molte persone sono stupite. Per esempio, guardate le nostre realizzazioni nel campo: in base alle nostre capacità, ci siamo offerti volontariamente a offrire noi stessi ai nostri compagni. Uno di noi si occupa dell'infermeria e riscuote ogni giorno un successo crescente; un altro si dedica alla riparazione delle scarpe, un altro alla biblioteca... altri degli ospedali, del canto (facciamo molto attraverso i nostri canti, i nostri cori). Tutti questi lavori volontari si possono fare solo dopo la giornata lavorativa: agli occhi dei compagni stanchi, il nostro gesto si nota. Noi ci siamo guadagnati la simpatia di tutti, anche degli “integralisti”. Ed aggiungeva: “In esilio, è san Francesco che ci attrae. Sentiamo un immenso bisogno di lui, del suo insegnamento, del suo esempio, del suo fascino. Quando si presenta l'occasione di parlarne insieme ci sentiamo tutti rinvigoriti.” Il 17 settembre 1944 venne mandato a Buchenwald e a metà novembre insieme a Fr. Gérard nella fabbrica sotterranea di Langenstein. Riuscì a superare l'inverno, ma restò senza forze e malato. Il 10 aprile 1945 i prigionieri in colonna dovettero lasciare il campo, ma egli era troppo debole per stare al passo. Dopo la seconda tappa riuscì a trascinarsi ancora per alcuni chilometri. Un SS lo uccise con un colpo di pistola il 13 aprile 1945. Il 20 giugno 2025 Papa Leone XIV ha riconosciuto il martirio in odio alla fede. Il 13 dicembre seguente è stata celebrata la solenne beatificazione nella Basilica di Notre Dame a Parigi.
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