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Beato Francesco Izquierdo Pérez Giovane laico, martire
Festa:
4 agosto
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Villafranca, Spagna, 1918 - El Carpio, Córdoba, Spagna, 4 agosto 1936
Nato nel 1918 a Villafranca de Córdoba, fu educato in una famiglia semplice e sinceramente cristiana. Rimasto presto senza madre, assunse fin da ragazzo responsabilità familiari occupandosi dei fratelli minori. Intelligente, allegro e generoso, svolgeva con dedizione il servizio di sagrestano, collaborava strettamente con il parroco e partecipava attivamente alla liturgia come cantore e suonatore di armonium. Nell'estate del 1936, quando la violenza anticlericale investì l'Andalusia, venne arrestato esclusivamente per il suo legame con la Chiesa e con il sacerdote della parrocchia. Sottoposto a umiliazioni e torture, fu ucciso il 4 agosto 1936 nei pressi di El Carpio, a soli diciotto anni. La Chiesa ha riconosciuto il suo assassinio come autentico martirio in odio alla fede, proclamandolo beato il 16 ottobre 2021 insieme ad altri martiri della diocesi di Córdoba.
Etimologia: Dal latino Franciscus, significa 'francese' o 'appartenente al popolo dei Franchi', con il significato esteso di 'uomo libero'.
Emblema: Abiti civili, palma del martirio, croce, armonium o libro liturgico.
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Francesco nacque nel 1918 a Villafranca de Córdoba. I registri di nascita e di battesimo andarono distrutti durante la Guerra Civile, ma il certificato di morte consente di ricostruirne con sicurezza l'anno di nascita. Era il primogenito di Pedro Izquierdo Castro e Marina Pérez Martínez. La famiglia, di modeste condizioni economiche, viveva del lavoro agricolo del padre ed era conosciuta per la sua intensa vita cristiana. La morte prematura della madre, poco dopo la nascita dell'ultima figlia, impose al giovane Francesco un precoce senso di responsabilità. Ancora bambino contribuì alla crescita dei fratelli più piccoli, dimostrando maturità e spirito di sacrificio.
Formazione umana e cristiana L'ambiente familiare favorì una solida educazione religiosa. Tutti i figli prestarono servizio come chierichetti nella parrocchia di Santa Marina de Aguas Santas. Francesco divenne successivamente sagrestano della parrocchia, incarico che svolse con costanza e grande disponibilità. Era molto legato al parroco don Juan Gálvez Lozano, anch'egli destinato al martirio durante la persecuzione. I testimoni lo descrivono come un giovane alto, intelligente, cordiale e sempre sorridente. Amava lo studio e desiderava proseguire gli studi superiori a Siviglia. Coltivava inoltre interessi musicali: cantava durante la liturgia e accompagnava le celebrazioni suonando l'armonium.
Una fede vissuta nella quotidianità Pur essendo un semplice laico, Francesco era una figura molto conosciuta nella vita religiosa del paese. Frequentava assiduamente la Messa, collaborava con il parroco e aiutava anche il giudice di pace locale. Non apparteneva ad associazioni politiche né risulta coinvolto in attività di carattere militare. La sua notorietà derivava esclusivamente dall'impegno ecclesiale e dalla coerenza della sua vita cristiana.
Il martirio Dopo lo scoppio della Guerra Civile spagnola, la provincia di Córdoba fu teatro di una violenta persecuzione anticattolica. Francesco venne arrestato a causa della sua stretta collaborazione con il parroco e della sua pubblica testimonianza religiosa. Durante il trasferimento verso El Carpio fu trascinato legato dietro un cavallo. Alcune donne tentarono di offrirgli dell'acqua, ma i miliziani glielo impedirono, profanandola con escrementi di cavallo per umiliarlo ulteriormente. Il padre cercò inutilmente di salvarlo. Raggiunse El Carpio, ma fu minacciato di morte se non fosse tornato a casa. Il giorno seguente gli venne comunicato che il figlio era stato torturato e condotto nella zona detta "El Salto", presso il Guadalquivir, dove era stato ucciso. Secondo il registro civile di Villafranca de Córdoba, Francesco morì il 4 agosto 1936. Gli studiosi concordano nel ritenere che la causa della sua esecuzione fosse esclusivamente l'odio verso la fede cristiana e il suo ruolo all'interno della comunità parrocchiale. Il corpo fu deposto in una fossa comune davanti al cimitero di Pedro Abad. Terminata la guerra, i resti delle vittime furono trasferiti nell'ossario comune del cimitero. Poiché il corpo di Francesco non era stato identificato al momento della traslazione, il suo nome non comparve sulla lapide commemorativa.
Il riconoscimento ecclesiale L'indagine storica e canonica ha confermato che Francesco Izquierdo Pérez fu ucciso esclusivamente per motivi religiosi. Papa Francesco ne ha autorizzato la beatificazione, celebrata il 16 ottobre 2021 nella cattedrale di Córdoba insieme ad altri martiri della diocesi, riconoscendone il sacrificio come autentico martirio in odium fidei.
Autore: Giampietro Cattini
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