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Beato Epifanio di San Michele (Epifanio Sierra Conde) Chierico passionista, martire
Festa:
23 luglio
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
San Martin de los Herreros, Spagna, 12 maggio 1916 - Manzanares, Spagna, 23 luglio 1936
Epifanio di San Michele, al secolo Epifanio Sierra Conde, fu un giovane religioso passionista morto durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. Nato in una piccola località della provincia di Palencia nel 1916, entrò ancora adolescente nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo, attratto dalla spiritualità passionista centrata sulla contemplazione della Croce e sull'annuncio del Vangelo. La sua breve esistenza fu segnata da una formazione intensa, vissuta tra studio, preghiera e preparazione al ministero apostolico. Non ancora sacerdote, ma chierico in formazione, si trovò coinvolto negli eventi drammatici dell'estate del 1936, quando la comunità passionista di Daimiel, in Castiglia-La Mancia, venne dispersa dalle violenze anticlericali. Costretto ad abbandonare il convento insieme ai confratelli, affrontò il rischio della morte con atteggiamento di fedeltà alla propria vocazione religiosa. Arrestato durante il tentativo di raggiungere una zona più sicura, fu fucilato il 23 luglio 1936 presso Manzanares insieme ad altri compagni passionisti. La Chiesa lo ha riconosciuto martire della fede e lo ha proclamato beato nel 1989 insieme agli altri venticinque passionisti di Daimiel.
Etimologia: Epifanio deriva dal greco 'epipháneia' e significa 'manifestazione', 'apparizione', con riferimento alla manifestazione divina.
Emblema: Abito passionista, croce, palma del martirio.
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Epifanio Sierra Conde nacque il 12 maggio 1916 a San Martín de los Herreros, piccolo centro della provincia di Palencia, nella regione di Castiglia e León. Fu battezzato pochi giorni dopo la nascita, il 25 maggio 1916, nella chiesa parrocchiale del paese. Trascorse l'infanzia in un ambiente rurale profondamente segnato dalla tradizione cristiana. La sua famiglia favorì la crescita religiosa del giovane Epifanio, che fin dall'adolescenza mostrò interesse per la vita spirituale e per il servizio alla Chiesa.
La vocazione passionista La vocazione religiosa maturò attraverso il contatto con i Passionisti, presenti nella zona con un'intensa attività vocazionale. Un religioso della Congregazione della Passione visitò il paese alla ricerca di giovani interessati alla vita consacrata e Epifanio sentì nascere in sé il desiderio di seguire quella strada. Il 22 settembre 1929 entrò nel collegio passionista di San Gabriele dell'Addolorata a Saragozza, iniziando il percorso formativo che lo avrebbe condotto alla consacrazione religiosa. Gli anni successivi furono dedicati allo studio e alla preparazione spirituale, in un periodo storico complesso per la Spagna, attraversata da profondi conflitti politici e sociali.
La formazione religiosa Gli eventi politici degli anni Trenta ebbero ripercussioni anche sulla vita delle comunità religiose. Nel 1931, con la proclamazione della Seconda Repubblica spagnola e l'aumento delle tensioni anticlericali, alcuni giovani passionisti furono costretti temporaneamente a lasciare gli istituti religiosi. Epifanio tornò allora nel paese natale, ma continuò a coltivare il desiderio di consacrarsi completamente a Dio. Dopo aver ottenuto il consenso della famiglia, riprese il cammino formativo. Il 17 settembre 1934 iniziò il noviziato passionista a Corella, in Navarra. Il 21 ottobre dello stesso anno ricevette l'abito religioso assumendo il nome di Epifanio di San Michele. Il 23 ottobre 1935 emise la professione religiosa e successivamente fu inviato a Daimiel per completare gli studi e la preparazione ecclesiastica.
La comunità passionista di Daimiel Il convento passionista del Santo Cristo della Luce a Daimiel era un importante centro di formazione religiosa. La comunità era composta soprattutto da giovani studenti destinati al sacerdozio missionario, sostenuti da alcuni sacerdoti e religiosi incaricati della loro formazione. La spiritualità della comunità era fortemente legata al carisma passionista: contemplazione della Passione di Cristo, vita comunitaria, preghiera e disponibilità all'annuncio del Vangelo. In questo ambiente Epifanio visse gli ultimi mesi della sua formazione religiosa, senza immaginare che gli eventi politici avrebbero presto trasformato il suo cammino vocazionale in una testimonianza estrema.
La persecuzione e il martirio Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 un gruppo armato fece irruzione nel convento di Daimiel e costrinse i religiosi ad abbandonare la casa. I Passionisti furono divisi in gruppi e cercarono di raggiungere luoghi più sicuri. Epifanio si trovava nel gruppo guidato dal superiore provinciale padre Niceforo di Gesù e Maria Díez Tejerina. Durante il viaggio furono fermati presso la stazione ferroviaria di Manzanares. I religiosi furono condotti fuori dall'abitato e fucilati. Epifanio Sierra Conde morì il 23 luglio 1936, all'età di appena vent'anni. Con lui morirono altri passionisti, tra cui Giuseppe dei Sacri Cuori Estalayo García, Abilio della Croce Ramos y Ramos, Zaccaria del Santissimo Sacramento Fernández Crespo e Fulgenzio del Cuore di Maria Calvo Sánchez. Secondo la documentazione raccolta durante il processo di beatificazione, la morte fu conseguenza della persecuzione religiosa allora in corso. La Chiesa riconobbe in questi religiosi una testimonianza di fedeltà cristiana vissuta fino al sacrificio della vita.
Il gruppo dei martiri passionisti di Daimiel Epifanio di San Michele appartiene al gruppo dei ventisei martiri passionisti di Daimiel, appartenenti alla Provincia della Sacra Famiglia della Congregazione della Passione. Essi furono beatificati insieme da papa Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989 in piazza San Pietro a Roma. La loro memoria liturgica comune è fissata al 23 luglio, anniversario del martirio del primo gruppo. Il riconoscimento ecclesiale non riguarda un giudizio sulle complesse vicende politiche della guerra civile spagnola, ma esclusivamente la testimonianza religiosa dei singoli martiri e la loro morte in un contesto di persecuzione della fede.
Culto e memoria Dopo il martirio, la memoria dei passionisti di Daimiel si diffuse nella Congregazione della Passione e nelle comunità locali legate alla loro storia. Le reliquie dei martiri sono custodite nella cripta del Santuario del Cristo della Luce a Daimiel, luogo divenuto centro di memoria e preghiera. La celebrazione liturgica del 23 luglio richiama ogni anno la testimonianza di questi religiosi, presentati dalla Chiesa come esempi di fedeltà alla vocazione cristiana.
Autore: Giampietro Cattini
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