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Beato Cruz Ibanez Lopez Religioso dei Fatebenefratelli, martire

Festa: 4 ottobre

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Sabíñan, Spagna, 3 gennaio 1886 - Acequia Vera, Spagna, 4 ottobre 1936

Fu un religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, impegnato nell'assistenza ai malati e nella raccolta di elemosine per le opere ospedaliere. Nato a Sabiñán, nella provincia di Saragozza, nel 1886, trascorse parte della giovinezza a Saragozza, dove il lavoro del padre nell'ospedale di Nuestra Señora de Gracia lo mise a diretto contatto con il mondo dell'assistenza ai malati. Entrato nell'Ordine nel 1905, esercitò il servizio ospedaliero in diverse comunità, tra cui Valencia, Roma, Sant Boi de Llobregat e Jerez de la Frontera. Nel 1936 si trovava nuovamente nell'ospedale infantile di San Giovanni di Dio alla Malvarrosa, a Valencia. Dopo l'incameramento dell'ospedale durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola, rimase con i confratelli e i malati. Fu ucciso il 4 ottobre 1936 insieme ad altri otto religiosi della comunità. La Chiesa cattolica ne ha riconosciuto il martirio e lo ha beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013, insieme ad altri 23 Fatebenefratelli martiri.

Etimologia: Cruz deriva dal latino crux, 'croce', e richiama direttamente il simbolo cristiano della croce.


Dionisio Antero Ibáñez López nacque a Sabiñán, nella provincia di Saragozza, il 3 gennaio 1886. Fu battezzato il giorno successivo alla nascita. I genitori, Francisco Ibáñez Joven e Petra López Lafuente, ebbero tredici figli; Dionisio fu il settimo. La famiglia si trasferì successivamente a Saragozza, dove il padre lavorò nell'ospedale Nuestra Señora de Gracia. Il contatto con l'ambiente ospedaliero ebbe un ruolo importante nella maturazione della sua vocazione.
Ricevette la cresima il 5 ottobre 1889 dal vescovo di Tarazona Juan Soldevila y Romero. A Saragozza ricevette la prima comunione il 23 maggio 1898 nella chiesa dell'ospedale Nuestra Señora de Gracia. Frequentò dapprima la scuola del paese natale e successivamente istituti scolastici di Saragozza, comprese le scuole popolari del Patronato Católico Obrero e l'opera catechistica del seminario conciliare.
Il rapporto con l'ambiente ospedaliero e con le persone che vi prestavano servizio contribuì alla sua scelta di entrare nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. Le fonti locali ricordano inoltre il canonico zaragozzano Juan Carceller Jimeno come suo direttore spirituale e confessore.

Nell'Ordine Ospedaliero
Dionisio entrò nell'Ordine Ospedaliero il 27 febbraio 1905 a Ciempozuelos, presso Madrid. Aveva diciannove anni. Iniziò il noviziato a Carabanchel l'8 settembre dello stesso anno e pronunciò la professione temporanea il 18 ottobre 1906. Il 27 maggio 1917 emise la professione solenne nell'Asilo di San José di Carabanchel Alto. Nell'Ordine assunse il nome religioso di fra Cruz.
La sua attività fu prevalentemente legata all'assistenza ospedaliera e alla raccolta di elemosine per le opere dell'Ordine. Le fonti ricordano la sua disponibilità verso i malati e verso i bambini assistiti nelle strutture ospedaliere. Ebbe inoltre particolare abilità nella cucina, incarico che svolse anche durante il periodo trascorso nella comunità di Roma.
Nel 1911 risulta presente nell'ospedale di San Giovanni di Dio di Valencia, dove si occupava dell'assistenza ai bambini e della questua. Il 19 maggio 1920 partì per Roma, dove rimase per circa tre anni presso l'ospedale San Giovanni Calibita, sull'Isola Tiberina. Rientrato in Spagna nell'agosto 1923, fu destinato alla struttura psichiatrica di Sant Boi de Llobregat. Nel 1925 tornò a Valencia.
Nel 1927 partecipò alla fondazione del sanatorio Santa Rosalía y San Juan Grande di Jerez de la Frontera. La sua attività comprendeva anche la raccolta di offerte per sostenere l'opera ospedaliera, che lo portò a percorrere diverse località dell'Andalusia e del Nord Africa. Nel 1931 celebrò il venticinquesimo anniversario della professione religiosa a Siviglia.

La comunità della Malvarrosa
Nel 1934, dopo la riorganizzazione delle province dell'Ordine in Spagna, Cruz Ibáñez fu nuovamente destinato alla comunità di Valencia, appartenente alla nuova Provincia d'Aragona. Nel giugno 1936 tornò temporaneamente a Sabiñán per assistere alla prima comunione di una nipote. I familiari gli consigliarono di rimanere in paese, ma egli ritornò presso la comunità ospedaliera.
La situazione politica e religiosa della Spagna era allora gravemente deteriorata. L'ospedale infantile dei Fatebenefratelli alla Malvarrosa, dove si trovava fra Cruz, fu requisito il 23 luglio 1936. La comunità religiosa rimase nella struttura e continuò, nelle condizioni imposte dalle nuove autorità, ad assistere i malati. L'Ordine aveva precedentemente raccomandato ai propri religiosi di non abbandonare gli ospedali, salvo sostituzione da parte di personale incaricato dalle autorità.
Dopo l'uccisione del superiore della comunità, fra Leoncio Rosell, e del fratello Jaime Óscar Valdés, Cruz Ibáñez assunse responsabilità nella gestione dei confratelli. Le fonti dell'Ordine ricordano che il suo carattere aperto gli aveva procurato inizialmente la fiducia di alcuni miliziani. La successiva tradizione agiografica riferisce di una denuncia che avrebbe determinato la sua caduta in disgrazia, ma il particolare non è sufficientemente documentato da testimonianze contemporanee indipendenti.

Il martirio
Nella notte del 4 ottobre 1936 Cruz Ibáñez fu condotto insieme ad altri otto religiosi della comunità sulla spiaggia della Malvarrosa, presso Valencia. I nove furono uccisi nella zona della spiaggia vicina all'ospedale. Il giorno seguente i corpi furono raccolti e trasportati al cimitero generale di Valencia.
Il carattere collettivo dell'uccisione è documentato dalle ricostruzioni relative alla comunità ospedaliera. Le fonti ricordano che i nove religiosi furono sepolti separatamente invece che in una fossa comune, circostanza che consentì successivamente all'Ordine di identificarne e recuperarne i resti.
Alcune fonti agiografiche riportano che Cruz Ibáñez avrebbe pronunciato un'invocazione a Cristo Re al momento della morte. L'episodio non risulta sufficientemente documentato da una testimonianza contemporanea indipendente e appartiene pertanto alla tradizione agiografica successiva.
Cruz Ibáñez aveva cinquant'anni al momento della morte. Le date del 3 gennaio 1886 e del 4 ottobre 1936 consentono infatti di stabilire l'età di cinquant'anni.

Beatificazione
La causa dei religiosi della comunità di Valencia fu avviata nell'arcidiocesi di Valencia negli anni Novanta. La documentazione relativa alla causa comprendeva gli undici Fatebenefratelli uccisi a Valencia nel 1936.
Cruz Ibáñez fu incluso nel gruppo dei 24 Fatebenefratelli martiri beatificati a Tarragona il 13 ottobre 2013. La celebrazione, presieduta dal cardinale Angelo Amato, si svolse nell'ambito della beatificazione di 522 martiri del XX secolo in Spagna, riconosciuti dalla Chiesa cattolica durante il pontificato di papa Francesco.
La beatificazione riconobbe ecclesialmente il martirio di Cruz Ibáñez e degli altri religiosi del gruppo. Il suo nome compare negli elenchi dei 24 Fatebenefratelli beatificati, con il nome civile Dionisio Ibáñez López e il nome religioso Cruz.

Reliquie e memoria
Dopo la guerra, i resti dei nove religiosi uccisi alla Malvarrosa furono recuperati dall'Ordine. Il 29 maggio 2013 furono nuovamente esumati e trasferiti a Sant Boi de Llobregat, presso la Curia provinciale dell'Ordine Ospedaliero, dove furono collocati nella cappella dei martiri. Le fonti ecclesiastiche precisano che i corpi di Leoncio Rosell e Jaime Óscar Valdés non furono recuperati.
A Sabiñán, paese natale di Cruz Ibáñez, la memoria del beato è legata alla parrocchia nella quale fu battezzato. Nel 2014 l'Ordine donò alla parrocchia un dipinto raffigurante il beato e vi fu esposta una reliquia alla venerazione dei fedeli.

La vocazione ospedaliera
La vicenda di Cruz Ibáñez presenta un rapporto stretto tra ambiente familiare, esperienza ospedaliera e vocazione religiosa. Il padre lavorava nell'ospedale Nuestra Señora de Gracia di Saragozza e Dionisio frequentò fin dall'infanzia un ambiente nel quale l'assistenza ai malati era parte della vita quotidiana. Le fonti locali collegano questa esperienza alla successiva scelta dell'Ordine di San Giovanni di Dio.

I martiri della comunità della Malvarrosa
Cruz Ibáñez apparteneva alla comunità dell'Asilo-Hospital di San Giovanni di Dio della Malvarrosa. Nella stessa notte del 4 ottobre 1936 furono uccisi altri otto religiosi della comunità. La causa ecclesiastica li comprese nel gruppo dei martiri della persecuzione religiosa e nel 2013 essi furono beatificati insieme agli altri Fatebenefratelli appartenenti alla causa generale dei 24 martiri dell'Ordine.

La denominazione del nome religioso
Il nome civile di Cruz era Dionisio Antero Ibáñez López. Il passaggio al nome religioso Cruz è documentato nelle testimonianze relative alla professione religiosa. La spiegazione secondo cui il nome sarebbe stato scelto in riferimento alla devozione alla reliquia della Vera Cruz venerata a Sabiñán appartiene invece alla tradizione locale e non risulta direttamente attestata da una dichiarazione autografa del religioso.

Curiosità
- Una fotografia di Dionisio Ibáñez López con l'abito della prima comunione è conservata nella documentazione locale di Sabiñán e risale alla sua infanzia a Saragozza.
- Durante gli anni trascorsi nell'Ordine, Cruz Ibáñez svolse anche il servizio di cuoco, attività ricordata nelle fonti relative alla sua permanenza a Roma e a Valencia.
- La professione solenne del 27 maggio 1917 avvenne nell'Asilo di San José di Carabanchel Alto, presso Madrid.

Cronologia
- 3 gennaio 1886 - Nasce a Sabiñán, nella provincia di Saragozza, Dionisio Antero Ibáñez López.
- 4 gennaio 1886 - Riceve il battesimo.
- 5 ottobre 1889 - Riceve la cresima dal vescovo di Tarazona Juan Soldevila y Romero.
- 23 maggio 1898 - Riceve la prima comunione nella chiesa dell'ospedale Nuestra Señora de Gracia di Saragozza.
- 27 febbraio 1905 - Entra nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio a Ciempozuelos.
- 8 settembre 1905 - Inizia il noviziato a Carabanchel.
- 18 ottobre 1906 - Emette la professione temporanea.
- 1911 - Risulta destinato all'ospedale di San Giovanni di Dio di Valencia.
- 27 maggio 1917 - Emette la professione solenne nell'Asilo di San José di Carabanchel Alto e assume il nome religioso di fra Cruz.
- 19 maggio 1920 - Parte per Roma e viene destinato alla comunità dell'ospedale San Giovanni Calibita sull'Isola Tiberina.
- agosto 1923 - Rientra dalla comunità romana in Spagna.
- 7 settembre 1923 - Risulta destinato alla struttura psichiatrica di Sant Boi de Llobregat.
- 16 ottobre 1925 - Viene nuovamente destinato a Valencia.
- 1927 - Partecipa alla fondazione del sanatorio Santa Rosalía y San Juan Grande di Jerez de la Frontera.
- 1931 - Celebra a Siviglia il venticinquesimo anniversario della professione religiosa.
- 1934 - Dopo la riorganizzazione delle province dell'Ordine in Spagna, viene nuovamente assegnato alla comunità di Valencia.
- giugno 1936 - Si reca a Sabiñán per la prima comunione di una nipote e quindi rientra a Valencia.
- 23 luglio 1936 - L'ospedale infantile di San Giovanni di Dio della Malvarrosa viene requisito.
- 4 ottobre 1936 - Cruz Ibáñez viene ucciso sulla spiaggia della Malvarrosa, a Valencia, insieme ad altri otto religiosi della comunità.
- 29 maggio 2013 - I resti dei nove religiosi della comunità uccisi alla Malvarrosa vengono esumati e trasferiti a Sant Boi de Llobregat.
- 13 ottobre 2013 - Viene beatificato a Tarragona insieme agli altri 23 Fatebenefratelli martiri del gruppo.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Cruz Ibáñez López con Dionisio Antero Ibáñez López è solidamente attestata nelle fonti relative ai martiri dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. Il nome religioso Cruz e il nome civile Dionisio Ibáñez López sono concordemente associati alla stessa persona.
- La nascita a Sabiñán il 3 gennaio 1886 e la morte a Valencia il 4 ottobre 1936 sono dati concordanti nelle principali fonti biografiche e negli elenchi dei martiri beatificati nel 2013.
- La professione temporanea del 18 ottobre 1906 e quella solenne del 27 maggio 1917 sono documentate nelle fonti biografiche dell'Ordine e nella documentazione locale relativa al beato.
- Le fonti concordano sull'appartenenza di Cruz Ibáñez all'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio e sulla sua attività nelle strutture ospedaliere dell'Ordine, in particolare a Valencia.
- La morte del 4 ottobre 1936 sulla spiaggia della Malvarrosa è attestata dalle fonti relative alla comunità ospedaliera e dagli elenchi dei 24 Fatebenefratelli martiri beatificati nel 2013.
- Il racconto secondo cui Cruz Ibáñez avrebbe pronunciato un'invocazione a Cristo Re al momento dell'uccisione compare in fonti agiografiche successive, ma non risulta accompagnato da una testimonianza contemporanea indipendente sufficientemente verificabile. L'episodio appartiene pertanto alla tradizione agiografica.
- L'ipotesi secondo cui il nome religioso Cruz deriverebbe dalla devozione personale alla reliquia della Vera Cruz di Sabiñán appartiene alla tradizione locale. La scelta del nome è documentata, mentre la motivazione personale non risulta direttamente attestata.
- Alcune fonti secondarie riportano per Cruz Ibáñez un'età di cinquantasei anni al momento della morte. Il dato è incompatibile con le date del 3 gennaio 1886 e del 4 ottobre 1936, che corrispondono a cinquant'anni.
- La causa di beatificazione dei Fatebenefratelli uccisi a Valencia fu avviata a livello diocesano negli anni Novanta. Cruz Ibáñez fu successivamente incluso nel gruppo dei 24 Fatebenefratelli il cui martirio fu riconosciuto per la beatificazione celebrata a Tarragona nel 2013.
- La beatificazione del 13 ottobre 2013 costituisce il riconoscimento ecclesiale dello status di martire e beato. Non risulta una successiva canonizzazione di Cruz Ibáñez López.
- La memoria del beato è attestata nella sua comunità d'origine e nell'Ordine Ospedaliero. Le reliquie recuperate dei nove religiosi della Malvarrosa furono trasferite nel 2013 a Sant Boi de Llobregat, mentre a Sabiñán è conservata una reliquia del beato.

Fonti e bibliografia essenziale
- Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, documentazione sui 24 Fatebenefratelli martiri beatificati a Tarragona nel 2013 e sulle comunità ospedaliere alle quali appartenevano.
- Ayuntamiento de Sabiñán, documentazione biografica e storica dedicata al beato Cruz Ibáñez López, con riferimenti agli studi di Francisco Tobajas Gallego pubblicati in Enebro.
- Francisco Tobajas Gallego, studi e documentazione pubblicati in Enebro, Sabiñán, nn. 49, 80, 84 e 89.
- Juan Ramón Royo García, 'San Juan de Dios y Zaragoza', Iglesia en Aragón, per il rapporto tra la formazione di Dionisio Ibáñez López e l'ambiente ospedaliero di Saragozza.
- Diccionario de Historia Eclesiástica de España, suplemento II, voce 'Ibáñez López, Cruz OH', per i dati biografici essenziali e la causa di martirio.
- Congregazione per le Cause dei Santi, documentazione relativa alla beatificazione dei martiri spagnoli del XX secolo celebrata a Tarragona il 13 ottobre 2013.
- Francesco, messaggio per la beatificazione dei 522 martiri spagnoli del XX secolo, Tarragona, 13 ottobre 2013.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-17

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