Originario di Tocoa, nel dipartimento di Colón, in Honduras, fin da giovane si mostrò come una persona animata da grande fede. Responsabile diocesano per la pastorale sociale della Diocesi di Truijllo, ha ricoperto anche l’incarico parrocchiale di “delegado de la Palabra”. Membro della Rete Ecclesiale Mesoamericana (REMAM), aveva fondato in seno alla Diocesi la Commissione Nazionale di Ecologia Integrale. La sua vocazione lo ha spinto a coinvolgersi anche nella protezione delle risorse naturali a favore dei più vulnerabili del suo Paese. Una scelta che finì per metterlo in contrasto con gli interessi delle compagnie estrattive che operano in Honduras. Ma López ha vissuto con la convinzione che la fede si doveva manifestare anche in azioni concrete a favore dei più vulnerabili. La sua devozione a Sant’Oscar Romero e il suo lavoro nelle Comunità Ecclesiali di Base lo spinsero ad impegnarsi per la giustizia sociale, dedicando la sua vita alla difesa delle comunità rurali e delle risorse naturali dell’Honduras. Dal 2023 era sottoposto a misure cautelari da parte della Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) a causa delle minacce di morte ricevute per il suo lavoro in difesa dell’ambiente. Sposato e padre di due figlie, è stato ucciso nella serata del 14 settembre mentre si trovava nella sua auto dopo aver preso parte alla celebrazione eucaristica nella colonia Fabio Ochoa del Comune di Tocoa, città in cui era anche consigliere comunale. Secondo le testimonianze raccolte, alcuni uomini armati, in moto, lo hanno avvicinato e lo hanno ucciso a colpi di pistola. López è morto all’istante. Di recente aveva denunciato la contaminazione dei fiumi Guapinol e San Pedro, minacciati da progetti minerari illegali che mettono a rischio le risorse idriche da cui dipendono le comunità locali. I media locali hanno anche riferito che il crimine è avvenuto poche ore dopo una conferenza stampa in cui López, insieme ad altri leader della comunità, aveva denunciato i presunti legami tra membri dell’Amministrazione comunale di Tocoa e la criminalità organizzata. “Questo crimine non è un caso isolato”, hanno dichiarato in una nota congiunta il REMAM e il Movimento Laudato Sí. Già nel gennaio 2022 si era registrato un omicidio simile in Honduras: quello dell'operatore pastorale Pablo Isabel Hernández, ucciso nel comune di San Marcos de Caiquín, nel dipartimento di Lempira, mentre si stava dirigendo a una celebrazione della Parola. Nello stesso anno, il 2 marzo, anche il sacerdote cattolico Enrique Vásquez venne ucciso mentre si recava in visita ai genitori. Il suo corpo fu trovato a nord di San Pedro Sula, a Santa Cruz de Yojoa, con diverse ferite da arma da fuoco. La Conferenza episcopale dell’Honduras (CEH) ha esortato le autorità a condurre un’indagine approfondita e trasparente. “Siamo profondamente addolorati”, ha dichiarato la CEH, chiedendo ai fedeli di pregare per López, “un vero discepolo e missionario. Juan Antonio López era un uomo impegnato a favore della verità, onesto e coraggioso, che ha dimostrato la sua fede attraverso le sue azioni concrete”. È stato ricordato anche da Papa Francesco al termine dell’Angelus di domenica 22 settembre: “Ho appreso con dolore che in Honduras è stato ucciso Juan Antonio López, delegato della Parola di Dio, coordinatore della pastorale sociale della Diocesi di Trujillo e membro fondatore della pastorale dell’ecologia integrale in Honduras. Mi unisco al lutto di quella Chiesa e alla condanna di ogni forma di violenza. Sono vicino a quanti vedono calpestati i propri diritti elementari e a quelli che si impegnano per il bene comune in risposta al grido dei poveri e della terra”.
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