Ermelina Cipriani nacque il 26 agosto 1959 a Monte San Pietrangeli (FM) e ricevette il Sacramento del Battesimo giorno 30 dello stesso mese. Fu la seconda di quattro figli dei coniugi Ezio e Aloisa Ciccioli. A motivo della malattia del fratello maggiore, di cui la Madre doveva occuparsi, Ermelina trascorse la maggior parte della sua fanciullezza presso i nonni materni e gli zii, che furono per lei come dei secondi genitori. Ma quando la salute del fratello ebbe un lieve miglioramento, la famiglia si potè finalmente riunire di nuovo. All’età di 10 anni, si trasferì con la famiglia a Monte San Giusto (MC). Poiché la mamma doveva spesso assentarsi per assistere il figlio primogenito, spesso bisognoso di cure ospedaliere, Ermelina si prodigava con generosità e spirito di sacrificio nell’accudire i fratelli più piccoli e nel disbrigo delle faccende domestiche. L’ultimo ricovero del fratello le rimase molto impresso, a motivo delle gravi condizioni di salute in cui egli versava e che facevano temere il peggio se non fosse intervenuta la Vergine Lauretana che miracolosamente ne ottenne la guarigione. Come segno di riconoscenza per la grazia ricevuta, i primi tre figli della famiglia fecero la Prima Comunione nel Santuario di Loreto (AN), il 4 maggio 1969. Fu un giorno indimenticabile per Ermelina che nel ricevere per la prima volta l’Eucarestia sperimentò nel suo cuore una grande pace e dolcezza. Un altro giorno, altrettanto indimenticabile ed intriso di gioia, fu il 1° ottobre 1971, quando ella ricevette il Sacramento della Cresima. Amava raccogliersi in preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento e qui intesseva un dialogo profondo ed intimo con Gesù. Partecipava con grande raccoglimento alla S. Messa e nutriva grande rispetto e devozione verso i Sacerdoti. Intorno all’età di quindici anni cominciò a nascere in lei il desiderio di consacrare la propria vita al Signore e dopo un accurato discernimento, durante il quale fu aiutata dal Padre spirituale, fece una prima esperienza presso il Monastero delle Clarisse di Pollenza (MC) per poi rientrare in famiglia. Tornata a casa, riprese gli studi presso il collegio di Fermo ed ebbe modo di fare varie esperienze in differenti gruppi ecclesiali, ma nel suo cuore riaffiorava sempre il desiderio di un rapporto più intimo con il Signore e il desiderio di vivere in un clima di maggiore silenzio e raccoglimento. Mise in conto anche la possibilità di una scelta di vita missionaria, ma comprese poi di non essere chiamata a percorrere quella via. Intanto, col passare del tempo si faceva sempre più chiara in lei la persuasione che il Signore la chiamava ad una vita tutta dedita a Lui, nella forma di vita claustrale, così, nonostante l’opposizione dei suoi familiari decise di entrare definitivamente in Monastero il 26 agosto 1984, giorno del suo venticinquesimo compleanno. L’8 settembre 1985 fece la Vestizione religiosa assumendo il nome di Sr. Maria Ermelina dello Spirito Santo. Il 12 settembre 1987 con grandissima gioia emise la Professione temporanea e il 9 settembre 1987 si consacrò in modo definitivo a Dio attraverso la Professione solenne dei voti di povertà, castità, obbedienza e clausura. Colpita da un adenocarcinoma del colon con metastasi epatiche, 17 agosto 1996, dopo avere rinnovato i voti religiosi e l’offerta della propria vita, ricevette l’assoluzione generale in articulo mortis e assistita dal Sacerdote e da tutte le Sorelle, Ermelina chiuse gli occhi a questo mondo per aprirli in Cielo. Quando ormai la malattia aveva segnato inesorabilmente il suo futuro, Sr. Maria Ermelina così scriveva in una lettera indirizzata al proprio Padre spirituale: “Da qualche giorno passano dentro di me sensazioni e pensieri che sono un po’ come un invito a fare un resoconto della mia vita, di questa vita che da quasi un anno ha avuto un’importante svolta. Con il dono della malattia il Signore mi ha messo in una nuova dimensione di vita che nonostante tutto ritengo un atto della Sua misericordia e del Suo amore, tanto che in certi momenti mi ritengo fortunata ed in possesso di un grande tesoro: la malattia come unione a Lui. È vero che a volte sperimento il detto di S. Paolo: “lo spirito è pronto ma la carne è debole” e ci sono momenti di tristezza ma poi la certa presenza e vicinanza del Signore, la speranza dell’incontro con Lui ridà luce a tutto. Penso di dovere ringraziare il Signore per questo momento, perché mi sta donando un’esperienza molto bella. La vita ha un sapore diverso e nuovo: avverto che mentre cresce la debolezza della carne, mentre essa muore di giorno in giorno, lo spirito si eleva sempre più, si distacca dalle cose di questo mondo e si sente sempre più leggero, libero ed ama e desidera pascersi delle cose divine, stare con il suo Signore anche solo in lunghi silenzi godendo della sua Presenza ed amandolo. Questo, mentre prima potevo farlo con le opere materiali, ora sento che devo farlo soprattutto con la preghiera, mettendomi dinanzi a Lui, cuore a cuore, lasciando che lo spirito attraverso questa povera creatura lo ami, lo consoli, lo conforti e ripari le offese a Lui fatte attraverso la sofferenza e l’offerta di ogni attimo della mia vita. Una percezione molto bella e forte è quella che da quando c’è la malattia, mi sembra come di essere partita per una missione. Io godo di questi momenti che elevano il mio spirito verso l’infinito, l’eternità, verso l’incontro con il Signore. È vero, questo cammino a volte è molto difficile e duro soprattutto perché il Signore fa sperimentare che bisogna farlo da soli con Lui, ma anche questo, se pur doloroso, è molto, molto bello, tanto da poter dire veramente: «Tutto reputo una perdita al fine di conquistare Gesù Cristo» (Fil 3,8). Ciò che mi sostiene e che sta rafforzando il senso della mia vita, ora che nella mia mente non vi è futuro in questo mondo, è Lui, la Sua vivissima e costante Presenza. Una Presenza mai sperimentata prima con questa intensità. Tutto questo per me è molto bello ed è un dono che il Signore ha fatto ad una povera creatura che non se lo merita e che poco sa corrispondergli...” (Lettera del 24 aprile 1996).
Autore: Sr. Ch. Cristiana Scandura osc
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