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Sant' Amanzio di Roma Martire

Festa: 10 febbraio

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III-IV sec.

Fedele romano martire sulla Via Labicana a Roma con i santi Giacinto, Ireneo e Zotico.



Sant'Amanzio fu ucciso durante le persecuzioni di Diocleziano, tra la fine del III e l'inizio del IV secolo.
Si pensava che fossero militari per un errore d'interpretazione, frequente nei martirologi storici e nel Geronimiano, per cui fu scambiata l'indicazione topografica mil. (miliario) con milites. Purtroppo non è nota alcuna Passio dei martiri che ci dia notizie sulla loro vita o sull'anno del martirio.

Ricostruzione dello ‘spostamento' delle sue ossa
All'inizio Amanzio, Zotico e Ireneo erano lì nel luogo del martirio sull'antica via Labicana presso il X miglio, e Giacinto presso il XIV miglio. Al X miglio è stata rinvenuta una catacomba che conteneva le spoglie dei martiri; sopra di essa sono stati rinvenuti i resti di una basilica ipogea che aveva trasformato l'area della tomba in una cripta quadrangolare databile alla fine del IV secolo. Quell'area in epoca romana era di proprietà di Elena madre dell'imperatore Costantino I, e si estendeva lungo l'antica via Labicana (odierna via Casilina), nella zona compresa tra il Sessorianum (odierna Santa Croce in Gerusalemme) e la cittadella militare di Centum Cellae, (odierna Centocelle), che era nota come ad Duas Lauros. Già prima che diventasse possedimento di Elena l'area era utilizzata come necropoli dalla guardia personale dell'imperatore, gli Equites singulares e successivamente, durante la persecuzione di Diocleziano (284-305), vi furono realizzate le catacombe dei santi Marcellino e Pietro. Intorno al 330 Costantino I vi realizzò il mausoleo, oggi noto come mausoleo di Elena e, ad esso annessa, una basilica circiforme in onore dei santi Marcellino e Pietro sepolti nelle catacombe omonime. Il luogo fu da sempre meta di pellegrinaggio dei fedeli per venerare i martiri, segno evidente della loro autenticità.  
Papa Leone III (795-816), noto a tutti per aver incoronato Carlo Magno nella notte di Natale dell'800 imperatore del Sacro Romano Impero, fece fare dei restauri, segno che all'inizio del IX secolo la gente del posto venerava ancora i suoi martiri.
Al principio del IX secolo le incursioni saracene sulle coste e alle città italiane erano divenute una seria minaccia e la stessa Roma verrà saccheggiata dai saraceni nell'846 per cui, per motivi di sicurezza, nell'817 le ossa dei Martiri furono traslate da papa Pasquale I all'interno della città, presso la basilica di Santa Prassede.
Nel Sinodo Romano del 1725 si decise di scavare a Santa Prassede per ritrovare le ossa degli antichi martiri, cosicché dal 1726 al 1734 vennero eseguiti gli scavi che portarono al ritrovamento di  molte ossa di Martiri romani.
Nel XVII secolo fu costruita la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro ad Duas Lauros accanto al Mausoleo-Cimitero di S. Elena, sulla Via Labicana antica ed è probabile che dato che nella metà del XVIII secolo, la chiesa fu ampliata, parte delle ossa di Sant'Amanzio siano state traslate lì per la consacrazione dell'altare mentre le altre furono prese dal cardinale Marcantonio Colonna, abate commendatario dell'incoronata di Foggia, per esser portate, verso la metà del sec. XVIII, nella sua abbazia: dopo una tappa alla sede episcopale di Troia, le reliquie vennero definitivamente traslate nel 1761-1762 al Santuario dell'Incoronata di Foggia, dove si trovano tutt'ora.

Autenticità delle ossa
Alcuni archeologi ed esperti di antichità cristiane del passato come Antonio Bosio (1575-1629), Marcantonio Boldetti (1663-1749), Giovanni Battista de Rossi (1822-1894) ed Enrico Stevenson (1854-1898) hanno rinvenuto un cunicolo nel luogo in cui erano sepolti i tre martiri (Zotico, Amanzio e Ireneo) con una tomba e con tentativi di abbellimento, come un lacero affresco, del IV-V secolo che rappresentava tutti e quattro (con Giacinto) i santi martiri commemorati il 10 febbraio. A queste attestazioni si deve aggiungere la lunga tradizione di devozione dei fedeli, attestata fin dal IV secolo, a cui non si può non prestare fede.

Si festeggia la Memoria il giorno 10 febbraio.


Autore:
Luca Demontis - Gaetano Ceravolo

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Aggiunto/modificato il 2026-03-03

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