Numerosi fedeli si sono riuniti il 22 maggio 2026 nella chiesa del Policlinico Riuniti di Foggia, dedicata a San Giovanni di Dio, per partecipare all'installazione del Tribunale Ecclesiastico Diocesano nella prima sessione della Fase Diocesano del processo di Beatificazione del Servo di Dio Nicola Bellantuono. Un momento solenne, presieduto dall'arcivescovo Ferretti di Foggia-Bovino, che ha ufficialmente inaugurato la fase diocesana della causa della canonizzazione. Tra i presenti, oltre alle autorità civili e militari locali, c'era l'arcivescovo Fabio Ciollaro, vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. La Corte è così composta: padre Michele Radatti, nominato dal vescovo Ferretti, funge come giudice delegato; padre Matteo Ferro funge come promotore della giustizia; la dottoressa Maria Lucia Cavallo funge come notaio attuaria; e l'avvocato Michele Totaro funge come notaio aggiunto. Postulatore: il vescovo Gabriele Teti. Nel suo breve discorso, l'arcivescovo Ferretti ha ricordato come la figura di Bellantuono si iscriva "nella grande tradizione del cattolicesimo sociale italiano tra il XIX e il XX secolo. Un periodo in cui molti cristiani hanno sentito l'urgenza di vivere il Vangelo attraverso opere concrete di misericordia, assistenza, educazione e progresso umano”. In questo senso, ha citato figure come San Jose Benito Cottolengo, San José Moscati e il medico venezuelano San José Gregorio Hernández. Bellantuono, continuò il prelato, "come Moscati, ha capito che la medicina non è solo una tecnica, ma un incontro umano; come Hernández, ha vissuto la professione medica come una vocazione; come tanti protagonisti del cattolicesimo sociale, ha capito che il cristianesimo non può limitarsi alla devozione privata, ma deve diventare una vicinanza concreta con coloro che soffrono. In Padre Pio, dunque, vide un sacerdote che unisce la preghiera, la confessione, il sacrificio e la carità verso coloro che soffrono, e Bellantuono ha cercato di incarnare questa stessa sintesi nella sua vita quotidiana di medico” "Questa terra di Capitanata fa tesoro di una ricca storia di uomini e donne che hanno combinato contemplazione e servizio, fede e impegno sociale", ha concluso Mons. Ferretti. "La causa che si apre oggi non si limita al passato. Parla al presente della nostra società e della nostra Chiesa. Ai medici, al personale sanitario e a tutti coloro che lavorano nel settore sanitario, offre una preziosa testimonianza: la competenza scientifica raggiunge la sua massima espressione quando si mette al servizio degli altri. La scienza si eleva nella carità e nella compassione evangelica. Il professor Bellantuono ricorda a tutti la sua responsabilità di testimoniare la fede e l'amore cristiano nella vita quotidiana. ”
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