Entrando nella chiesa di Santo Stefano sulla sinistra si trova il maestoso altare di San Felice Martire, la storia legata a tale figura è lunga ed interessante, legata anche a molte credenze popolari. La vicenda di San Felice nasce quando nel 1772 venne accettata la richiesta da parte del parroco di allora, don Domenico Maria Taddei, di portare nella chiesa la reliquia di un santo per arricchire questo luogo, vanto della popolazione. La Reliquia partì via mare da Roma, precisamente dal cimitero di Priscilla, venne spedita in un’urna contenente anche un’ampolla con il sangue del martire. Giunse a Genova dove venne costruita l’attuale urna foderata delle sete più costose, con tre cristalli sull’anta che dava accesso al corpo vestito con abiti altrettanto preziosi; dopo averne presa visione il Vicario Generale diede disposizione per il trasferimento a Sarzana dove rimase sino a quando il Vescovo diede disposizione per esporre il corpo e venerarlo. Il 19 settembre del 1773 con una processione solenne l’urna venne traslata dalla Cattedrale di Sarzana alla chiesa di Santo Stefano anche se durante il festoso tragitto, a causa dell’esplosione di un mortaretto, uno dei tre cristalli si ruppe. Questo fece si che una volta giunta nella chiesa del paese l’urna venisse prima chiusa e posta sotto l’altare Maggiore e poi portata a casa di un benefattore che fece ricostruire il vetro. La terza domenica del mese seguente, ovvero il 17 ottobre del 1773 l’urna venne riportata in chiesa e finalmente iniziarono le celebrazioni dedicate a San Felice Martire, soldato romano, morto sotto l’imperatore Diocleziano perché di fede cattolica. Nel 1813 venne posato l’altare in cui l’urna verrà traslata dopo la sua festa e chiusa per tutto l’anno da un pallio di legno lavorato e dorato chiuso da due serrature e aperto solo per le celebrazioni; durante la Prima Guerra Mondiale divenne luogo di particolare devozione da parte delle famiglie dei soldati al fronte perché San Felice da soldato come loro avrebbe potuto proteggerli. Diverse credenze popolari crebbero ben presto intorno alla figura del Santo, ad esempio si narra che l’urna giunse insieme a quella di Santa Concordia (posta a Ponzano Superiore) e che i buoi trainanti i carri decisero in quale paese portare le reliquie. Un’altra leggenda lega questi santi, ovvero se nel giorno in cui cade la ricorrenza della santa pioverà, il giorno di San Felice sarà soleggiato, nel caso opposto il tempo sarà brutto.
Autore: Don G. Callegari
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Fonte:
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https://chiesadisantostefanoprotomartire.wordpress.com/
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